Orso investito, rischi per cittadini e animali su strade e statale. Regione e Anas assenti

Pettorano sul Gizio (Aq). Due orsi investiti e morti nel giro di 2 anni, media spaventosa per una specie in via d’estinzione come l’orso bruno marsicano e Dalla parte dell’Orso non cerca mezzi termini per chiarire che il tempo è maturo per intervenire davvero,  per una statale che spezza un corridoi faunistico tra i più importanti d’Europa. La media aumenta orribilmente se aggiungiamo cervi, caprioli e altre specie protette che attraversano le strade dell’entroterra. “La morte del giovane orso marsicano, investito da un automezzo l’altra notte nei pressi di Roccaraso, ripropone drammaticamente l’assenza di una vera politica di tutela del nostro orso e della nostra preziosa fauna selvatica, nella Regione dei Parchi” è una verità ancora più amara per i volontari dell’Associazione Dalla parte dell’Orso che cercano d’intervenire ogni volta che è possibile. Così nelle ultime settimane a Sulmona per creare condizioni di maggiore tutela e accettazione della presenza dei meravigliosi plantigradi, simbolo stesso dell’Abruzzo, una delle specie a maggiore rischio di estinzione del pianeta.

Aggiornamento

Dalla parte dell'orso Report-age.com 2016“Nonostante le sollecitazioni delle associazioni alle quali abbiamo dato il nostro contributo con richieste ed incontri tenuti nella primavera del 2015, la Regione Abruzzo e L’Anas non hanno ancora provveduto ad operare alcun intervento serio sulle strade a rischio per cittadini e fauna – interviene Filippo Carassai, coordinatore dell’associazione nata a Pettorano più di 2 anni fa e d’allora in trincea per assicurare che l’orso rientri nel suo areale senza grossi traumi. Il tratto di strada fra Pettorano e Roccaraso, della SS17 attraversa il più importante corridoio faunistico della regione perché interconnette 2 importanti ecosistemi il Pnalm e il Pnm con in mezzo la Riserva del Genzana nata proprio per questo scopo. “La Statale senza misure di tutela concrete è ormai un vero e proprio corridoio della morte per la fauna selvatica e mette a rischio anche l’incolumità degli automobilisti che la percorrono – sottolineano i volontari dell’associazione – Si possono annoverare in decine e decine i casi di investimento di animali ogni anno.  Purtroppo su una strada a scorrimento veloce, la sola cartellonistica sulla moderazione della velocità e gli avvisi sul pericolo della presenza della fauna selvatica in quei tratti, non riesce ad incidere significativamente, come dimostrano il numero di investimenti nei pressi di Pettorano nonostante la segnaletica opportunamente messa lungo la strada dalla Riserva. C’è bisogno di interventi più incisivi e radicali che richiedono risorse più consistenti  che sarebbe peraltro possibile rinvenire nei fondi Fers a disposizione della Regione. In tutta Europa esistono sovrappassi o sottopassi mirati al passaggio della fauna,noi ci siamo preoccupati di riaprirne qualcuno esistente, nei pressi di Rocca Pia (Aq). Nella Regione verde d’Europa assistiamo al rilancio da parte della giunta regionale di politiche che si pensava superate negli anni ’80 con la scelta di un sistema di Parchi e Riserve quale modello di sviluppo sostenibile che metteva in valore per il futuro il suo patrimonio naturalistico. Assistiamo invece al rilancio della grandi opere pubbliche e soprattutto il rifinanziamento di tutti i progetti di impianti di risalita che erano stati bocciati negli anni addietro, che minacciano l’habitat dell’orso. Questo è un tema sul quale le grandi aree protette e le associazioni possono trovare un terreno comune di richieste incalzanti alla Regione e all’Anas, superando stucchevoli polemiche alle quali abbiamo assistito negli ultimi mesi – conclude Carassai – Non è che sparando a qualche cinghiale o cervo si risolve il problema come vorrebbe qualcuno e l’investimento di 2 Orsi in due anni (il precedente fu investito nel 2014) mostra quanto gli incidenti non siano proporzionali al numero di esemplari circolanti”.

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