Orso investito in Abruzzo. Wwf: ‘Mortalità per mano dell’uomo troppo alta’

Roma. Ancora un orso rimasto ucciso sulle strade ieri tra i Parchi nazionali della Maiella e d’Abruzzo-Lazio e Molise, in uno dei corridoi ecologici fondamentali per la sopravvivenza di questa specie e che ” senza le misure di salvaguardia si trasformano in trappole ecologiche” interviene il Wwf Italia dopo l’incidente che ieri mattina ha portato alla morte un orso di appena 4 anni, agonizzante per ore  con la spina dorsale spezzata

screenshot_2016-10-18-13-31-22-1.pngCorridoi ecologici da ripristinare o costruire con sopraelevate, recinzioni e passaggi per la fauna sono indispensabili soprattutto sulle statali per evitare altri investimenti e incidenti perché per mano dell’uomo la mortalità è davvero troppo alta, chiarisce l’associazione del Panda. In Primavera in Abruzzo, le gelate hanno ridotto di molto le scorte alimentari sugli Appennini centrali così sulle strade abruzzesi si preannuncia una strage prima e durante l’inverno e la statale 17 ne sta diventando purtroppo il simbolo. Ridotti all’osso gli animali proveranno a cercare cibo altrove se riusciranno a sopravvivere.

Dal 1971 al 2015, dai dati raccolti dal Pnalm, risultano morti ben 112 orsi e si tratta sicuramente di un dato sottostimato poiché non sempre si ritrovano le carcasse. Nella realtà sono certamente di più e di certo una media di almeno 2,5 orsi deceduti all’anno, un numero troppo alto per una popolazione che conta appena una cinquantina di esemplari, interviene il Wwf: “Sebbene spesso non sia possibile risalire alle cause del decesso, l’uccisione con arma da fuoco, l’avvelenamento e la morte sulle strade sono le cause principali. Le morti per incidenti stradali sono numerose anche a causa di una continua “invasione” da parte dell’uomo nel territorio dell’orso. Si progettano e si realizzano sempre nuove strade proprio nell’areale di questo plantigrado e non si fanno rispettare i limiti di velocità in tratti di strada che si sa benissimo essere interessati dalla presenza di questa specie. Le Regioni hanno i fondi per mettere in sicurezza le strade: risulta ad esempio che la Regione Abruzzo disporrebbe di almeno 2 milioni di euro per questo tipo di interventi che porterebbero benefici per la fauna selvatica e per le persone coinvolte negli incidenti. Purtroppo questi fondi non vengono di fatto utilizzati. Fino ad oggi gli interventi sono stati limitati a qualche cartello e dei catarifrangenti, troppo poco per salvare l’orso – aggiunge l’associazione del Panda – In altri Paesi come la Germania e la Croazia con la costruzione di eco-dotti (viadotti per la fauna selvatica) si salvano migliaia di animali e di vite umane. “A causa di ritardi, inadempienze e mancanza di iniziative concrete, ci stiamo prendendo una responsabilità enorme: stiamo portando all’estinzione l’orso bruno marsicano – ha dichiarato Dante Caserta, vicepresidente di Wwf Italia  È assurdo che una società con un livello così elevato di preparazione e conoscenza, una tecnologia che consente di trovare soluzioni a problemi che fino a pochi anni fa sembravano irrisolvibili, con fondi e contributi dell’Unione Europea per salvaguardare le specie e gli habitat a rischio, perda una battaglia fondamentale come quella della salvezza di una specie così importante“.

Necrologio di una specie in via d’estinzione

dossier Orso

Archivio

Niente passaggi per fauna sulla statale 17. Altro cervo investito a Pettorano Sul Gizio11.10.2016

Piano delle 5 Miglia: altro cervo investito sulla statale 17. I passaggi per fauna selvatica sono l’unica salvezza, per tutti 17.10.2016

È morto l’orso investito stanotte sulla statale 17 in Alto Sangro. Occorrono attraversamenti per la fauna18.10.2016

 

Salviamo l’Orso ad Anas e Regione: ‘Per la statale 17 occorre la messa in sicurezza’

Orso cartello stradale Report-age.com 2016Occorre una seria messa in sicurezza della statale 17 chiede l’associazione Salviamo l’Orso impegnata per la sopravvivenza degli ultimi orsi rimasti nell’Appennino centrale. Per la sicurezza di coloro che percorrono le strade di montagna, Salviamo l’Orso ha impegnato e speso fondi propri, evidentemente insufficienti a risolvere il problema e così ha scritto più volte agli organi regionali e al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, invocando interventi adeguati sul pericoloso tracciato: “I nostri appelli raccolti dal prefetto e inviati ad Anas e Regione sono stati completamente ignorati e continuano ad esserlo con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti – interviene Stefano Orlandini presidente dell’associazione – Che al Presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, poco importi dell’orso come dei parchi o delle Riserve abruzzesi è cosa nota, ma il fatto che tale comportamento possa avere gravi ricadute sulla sicurezza stradale regionale è cosa che dovrebbe preoccupare non poco e non solo D’Alfonso, ma anche il prefetto dell’Aquila e gli utenti delle nostre strade. Incuranti dei richiami e degli appelli lanciati D’Alfonso, l’assessore regionale ai parchi Donato Di Matteo,  il direttore generale della Regione Cristina Gerardis e l’Anas continuano tranquillamente a far finta di nulla come se il problema potesse svanire ignorandolo, così purtroppo non è – continua Orlandini – Coloro che percorrono la ss17 tra Sulmona e Roccaraso rischiano quotidianamente la vita. Solo negli ultimi 10 giorni ben 2 cervi, bestie che arrivano a pesare più di 200 kg sono stati investiti da veicoli ridotti in lamiere contorte dopo l’impatto. I conducenti si sono salvati per miracolo come per miracolo si salvò il guidatore che lo scorso gennaio investì un intero branco di cervi che attraversava la carreggiata della ss17 all’uscita della galleria che immette sul Piano delle 5 miglia – nonostante il ripetersi di questi incidenti sull’arteria l’unico cambiamento visibile è dato dai cartelli installati dall’associazione, ma Orlandini  chiarisce che da tempo è stato messo a disposizione un progetto di messa in sicurezza della strada, redatto dai tecnici della riserva Genzana e da Salviamo l’Orso, che impegnerebbe un capitolo di spesa da 50 mila euro circa. Nel 2014 fu la volta di un orso ad essere investito e ieri notte è accaduto di nuovo, un esemplare della popolazione più minacciata di estinzione al mondo è stato ucciso e non ci sentiamo di condannare chi l’ha investito poiché non possiamo ricostruire la dinamica dell’incidente, ma possiamo ritenere responsabile senza tema di dubbio chi non ha mai tentato di rendere la viabilità in questo tratto più sicura per tutti, cittadini e animali, Vale a dire l’Anas in prima battuta, la giunta regionale di cui D’Alfonso, dipendente Anas, è presidente che per anni hanno ignorato e continuano ad  ignorare  gli  inviti – conclude Orlandini – La nostra ultima domanda è rivolta a D’Alfonso  ed è a futura memoria: Caro D’Alfonso preferisce  raccogliere un cadavere sul bordo della statale 17 in un prossimo futuro, insieme ad  una carcassa di orso o di cervo o crede sia giunto il momento di procedere  alla messa in sicurezza di questo tratto di strada?”.