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Milioni di euro per contenere 1/7 delle piene del Pescara

Molto costeranno e poco conterranno le vasche di esondazione per il fiume Pescara. La faraonica impresa solleva dubbi megagalattici nonostante il parere favorevole della commissione Via regionale. Ispirandosi all’Esodo biblico, qualcuno potrebbe improvvisarsi Mosè.

Alluvione Villanova Pescara Report-age.com 2015

Esondazione fiume Pescara, Villanova di Cepagatti

Al placet del Comitato regionale di valutazione d’impatto ambientale (Via), martedì scorso, si accompagna qualche ritocchino al progetto, ossia, una manciata di prescrizioni alla realizzazione dell’opera che prevede consistenti sbancamenti, oltre 1,5 milioni di m³ di terreno, per tentare di contenere la furia di un corso d’acqua che, dopo il Po, è il secondo fiume a sfociare nell’Adriatico, per portata. Sono 54 milioni di euro del Masterplan da impegnare per questa colata di cemento che però servirà a raccogliere appena il 13% della piena del fiume sempre che il maltempo duri mezza giornata altrimenti sono guai. A sottolineare che è progetto arcaico è anche il Movimento 5 stelle. Il Comitato Via ha posto così poche prescrizioni da far emergere, ad avviso del Forum H2o,  gravi lacune sull’iter autorizzativo: “In primo luogo il Comitato prescrive di depositare il Piano di manutenzione delle opere” una volta realizzata non sembra chiaro chi gestirà l’opera . I 5 stelle non si spiegano come il comitato valutazione di impatto ambientale abbia esaminato il progetto senza il piano manutenzione. Su terreni e acque di falda si registrerebbero dei contaminanti, oltre i limiti: idrocarburi pesanti, piombo e mercurio. Non sarebbe prevista però alcuna caratterizzazione e bonifica. “Lo stesso livello della falda non è stato individuato con precisione e dovrà essere determinato al momento del progetto esecutivo – concludono in una nota – Si legge nelle carte che gli stessi tecnici non escludono un impatto su specie protette a livello comunitario”.

“Il parere positivo del comitato Via sulle vasche di laminazione per le esondazioni del fiume Pescara ci lascia sconcertati – interviene il Movimento 5 stelle – Il progetto è palesemente oneroso, oltre 50 milioni di euro, e non risolverà la situazione di gravità che si presenta durante una piena”. Ad affermarlo è il M5S per voce dei consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari che intervengono sul parere dato nell’ultima riunione del Comitato Via della Regione. “A quanto si legge sui progetti presentati – continuano – l’intervento sarebbe in grado di assorbire solo il 13% dell’onda di piena per non più di 13 ore. Sempre che si tratti di una piena da circa 690 metri cubi al secondo perché, se invece consideriamo le piene eccezionali meno frequenti, ma che possono raggiungere i 1200 mc al secondo, il grado di assorbimento dell’opera non supererebbe il 5% della piena”. Non riusciamo a capire come abbia fatto il Comitato di Valutazione ambientale a dare un parere favorevole considerando che le piene del fiume Pescara, grazie alla conformazione di un ricco bacino idrografico, spesso durano anche più di 48 ore, quindi, anche le piene meno straordinarie non possono assolutamente essere contenute da queste vasche. Ancor di più se si pensa che i dati climatologici ci dicono che gli eventi atmosferici estremi sono in costante aumento. A ciò si aggiunga i anni e il grave pregiudizio che subiranno le imprese agricole e i proprietari dei terreni sui quali l’opera insiste e anche sui terreni limitrofi. Per questo motivo chiediamo le motivazioni di questo parere. Inoltre, condividendo anche i dubbi dei Movimento per l’acqua ci uniamo alla richiesta di sapere come mai questa valutazione sia positiva senza aver consultato i documenti sulla manutenzione delle vasche poiché non è chiaro chi si dovrà assumere gli oneri di gestire per i prossimi decenni quest’opera. Il movimento 5 stelle ha presentato mesi fa una proposta alternativa verso il cemento zero e la valorizzazione del territorio per risolvere il problema, evitando una spesa così importante e l’ennesima colata di cemento a ridosso del fiume. “Quello che oggi è un problema potrebbe trasformarsi in risorsa: invece di enormi vasche di cemento, come previste dalla maggioranza, con 54 milioni è possibile dar vita a 1000 laghetti artificiali: una soluzione più efficace allo scopo che trasformi i bacini d’acqua in risorsa per la nostra agricoltura e per la fruizione del territorio da parte dei cittadini” spiegano i consiglieri  Marcozzi e Pettinari.

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