Caccia: salve le aree protette. Ora salviamo gli animali

L’Aquila. È vinta la battaglia sulle aree protette, è sospesa l’efficacia del calendario venatorio 2016/17 della Regione per quanto riguarda l’estensione del periodo di caccia fino, a gennaio, per alcune specie avifaunistiche (Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello). Così dispone l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale che accoglie il ricorso del Wwf Italiae e rinvia ad una seconda udienza, si terrà ad ottobre 2017, per la trattazione di merito della questione caccia in Abruzzo. 

Cervo foto Pasquale Cacciacarne
Foto Pasquale Cacciacarne

Alla diffida ai 43 sindaci della valle del Sangro-Aventino, mossa dall’associazione Appennino ecosistema, segue l’intervento del prefetto che ha considerato illegittime le ordinanze proposte dai sindaci per arginare il fenomeno della sovrappopolamento dei cinghiali nel versante orientale della Maiella, provvedimenti che consentirebbero l’uccisione dei cinghiali anche nelle aree protette. In questi luoghi le attività di disturbo sono vietate  dalla direttiva habitat, dalla legge quadro sulle aree protette (n. 394/1991) e dal Codice penale (art. 733-bis). Appennino ecosistema ha inviato oggi un’altra diffida, questa volta all’assessore regionale all’agricoltura, Dino Pepe, per attenersi alla decisione del Tar che conferma la sospensione del calendario venatorio regionale, seppur limitatamente ad alcune specie, in quanto in contrasto con la disciplina di legge. “Se la giunta regionale dovesse approvare domani stesso il calendario venatorio predisposto, con una nuova delibera, si esporrebbe a un procedimento penale per le stesse ipotesi di reato in cui sarebbero incappati i sindaci per effetto delle ordinanze (art. 323 – abuso d’ufficio – art. 414 – istigazione a delinquere – del codice penale) – conclude Bruno Petriccione – L’unica via d’uscita legittima da questa impasse istituzionale sulla caccia, provocata dalla mancanza di attenzione dell’esecutivo regionale per l’integrità di ecosistemi e specie, sarebbe quella di rivedere completamente il calendario venatorio regionale ottenendo di nuovo il parere obbligatorio dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ndb) e, se s’intendesse consentire la caccia anche nei Sic (Sito di interesse comunitario ndb) e nelle Zps (Zona di protezione speciale ndb), di quello del Comitato regionale di Valutazione di impatto ambientale in merito alla sua incidenza ambientale”.

Grande soddisfazione per Luciano Di Tizio, delegato regionale del Wwf Abruzzo: “È una sconfitta di chi ha voluto impostare la gestione venatoria senza ascoltare le nostre proposte che semplicemente chiedevano un po’ di buon senso e il rispetto delle normative italiane e comunitarie”. Le scorse settimane il Tar Abruzzo aveva sospeso il calendario venatorio regionale di fatto impedendo preapertura e apertura della caccia a settembre, ieri poi i giudici amministrativi hanno ritenuto di primaria importanza il rispetto delle indicazioni dell’Ispra, l’Istituto nazionale che fornisce pareri sulla materia venatoria, e hanno rigettato le ragioni addotte dalla Regione per giustificare il prolungamento dei periodi di caccia. Ben 10 avvocati, tra quelli della Regione Abruzzo e quelli delle associazioni venatorie, sono intervenuti in udienza all’Aquila per sostenere un indifendibile calendario venatorio. Dalla parte della fauna e degli abruzzesi contrari alla caccia un solo avvocato del Wwf, Michele Pezone che, nonostante l’evidente disparità numerica è riuscito a dimostrare la fondatezza delle posizioni dell’associazione. I giudici hanno giustamente applicato il principio di precauzione confermando che non è possibile allungare i periodi di caccia fino a gennaio senza studi e monitoraggi delle specie sul territorio. “Perché la Regione Abruzzo, al pari di tante altre, continui a seguire i diktat delle associazioni venatorie rimediando così sonore sconfitte davanti alla magistratura amministrativa, è qualcosa di inspiegabile” dichiara Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia che ha firmato il ricorso per l’associazione. “Sono anni che puntualmente i calendari venatori abruzzesi subiscono delle pesanti censure. Viene da chiedersi se gli amministratori e i funzionari regionali agirebbero così se fossero direttamente chiamati a pagare per le loro scelte, invece di far ricadere i costi amministrativi e legali di questi comportamenti sulla testa dei contribuenti” l’associazione ecologista rinnova l’invito a cambiare strada e ad aprire un serio confronto con il mondo ambientalista per una gestione faunistica corretta.

mariatrozzi77@gmail.com

Ordinanza del Tar Abruzzo

Pubblicato il 29/09/2016

N. 00244/2016 REG.PROV.CAU.

N. 00390/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 390 del 2016, proposto da:

Associazione Italiana Per il World Wide Fund For Nature Ong-Onlus, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Michele Pezone C.F. PZNMHL73R12C632R, con domicilio eletto presso Paolo Iannini in L’Aquila, via Corradino D’Ascanio 11;

contro

Regione Abruzzo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dagli avvocati Stefania Valeri C.F. VLRSFN67A54L103Y, Mario Battaglia C.F. BTTMRA27H12I804U, domiciliata in L’Aquila, via Leonardo Da Vinci, 6;

e con l’intervento di

ad opponendum:
Arci Caccia, Unione Nazionale Enelcaccia Pesca e Tiro, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dagli avvocati Roberto Colagrande C.F. CLGRRT68T28A345B, Marco Orlando C.F. RLNMRC66D24H501Q, Angelo Annibali C.F. NNBNGL76E18C773B, Andrea Ruffini C.F. RFFNDR80L04H501L, Matteo Valente C.F. VLNMTT81C30H501F, con domicilio eletto presso Roberto Colagrande in L’Aquila, via Ulisse Nurzia 26 – Pile;
Anuu – Associazione dei Migratoristi Italiani per la Conservazione dell’Ambiente Naturale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Matteo Valente C.F. VLNMTT81C30H501F, Roberto Colagrande C.F. CLGRRT68T28A345B, Andrea Ruffini C.F. RFFNDR80L04H501L, Angelo Annibali C.F. NNBNGL76E18C773B, Marco Orlando C.F. RLNMRC66D24H501Q, con domicilio eletto presso Roberto Colagrande in L’Aquila, via Ulisse Nurzia 26 – Pile;
Federazione Italiana della Caccia – Federcaccia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Innocenzo Gorlani C.F. GRLNCN37L29B157B, Mario Gorlani C.F. GRLMRA69R30B157L, Matteo Flamminj C.F. FLMMTT85T06L103C, con domicilio eletto presso Segreteria T.A.R. Abruzzo in L’Aquila, via Salaria Antica Est N.27;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

della deliberazione della Giunta regionale n. 515 del 2/8/2016, con cui è stato approvato il calendario venatorio 2016/2017.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Regione Abruzzo;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 settembre 2016 la dott.ssa Paola Anna Gemma Di Cesare e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato, allo stato, in relazione all’attualità dell’interesse cautelare e ad una sommaria delibazione propria della presente fase, che:

-le doglianze relative alla non cacciabilità di alcune specie non appaiono meritevoli di condivisione, stante l’assenza di competenza della Regione nella individuazione delle specie ritenute cacciabili, che implica l’incisione di profili propri della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, che fanno capo alla competenza esclusiva dello Stato, il quale, peraltro, all’art. 18 della legge n. 157/1992 include le specie Beccaccino, Pavoncella, Moriglione e Marzaiola, Frullino, Codone, Mestolone, Canapiglia, Combattente, Beccaccia tra quelle ritenute cacciabili;

b) nondimeno appaiono condivisibili le doglianze relative al prolungamento della caccia (oltre il 31 dicembre 2016 e sino al 19 gennaio 2017), con riferimento alle sole specie Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo Sassello, atteso che le motivazioni addotte dalla Regione non appaiono sufficienti e adeguate in relazione al diverso parere espresso dall’ISPRA, nonché in contrasto con il principio di precauzione, in virtù del quale l’assenza di un preventivo monitoraggio delle singole specie sul territorio, comporta che ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche;

Rilevata la complessità delle questioni, le spese di fase possono essere compensate;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo (Sezione Prima)

Accoglie la domanda cautelare nei sensi e nei limiti di cui in motivazione e, per l’effetto, sospende l’efficacia del provvedimento impugnato, nella parte in cui consente la caccia per le specie Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo Sassello dal primo gennaio 2017 al 19 gennaio 2017

Fissa per la trattazione di merito del ricorso la seconda udienza pubblica di Ottobre 2017.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in L’Aquila nella camera di consiglio del giorno 28 settembre 2016 con l’intervento dei magistrati:

Antonio Amicuzzi, Presidente

Paolo Passoni, Consigliere

Paola Anna Gemma Di Cesare, Primo Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Paola Anna Gemma Di Cesare Antonio Amicuzzi

IL SEGRETARIO