Pochi fondi per le bonifiche. A Sulmona 14 discariche con tonnellate di rifiuti anche pericolosi

Sulmona (Aq). Appena 180 mila euro per la messa in sicurezza e la bonifica di 14 discariche sulmonesi che raccolgono la bruttezza di 270 mila m³ di pattume, dai rifiuti pericolosi, agli speciali sino ai solidi urbani e agli ingombranti, disseminati in 81 mila m² di terreni. Minimo, occorrerebbero oltre 3 milioni di euro per spazzarli via, secondo le stime.

Marane discarica Foto Trozzi67 Report-age.com 2015Immancabile l’annuncio del tentativo di recupero di fondi per le bonifiche. La vecchia amministrazione comunale non ha trascurato il tema, ha provveduto a censire le discariche abusive nel territorio comunale sotto la spinta dei dossier di Report-age.com. L’allora assessore Nicola D’Alessandro hanno racimolato i primissimi fondi per contenere i danni. La giornata di pulizia, dei berretti gialli, sulle strade cittadine e nelle aree comunali dà prova della gravità del problema. Il neo assessore comunale all’ambiente Alessandra Vella riconosce che il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in città, frazioni comprese, è una piaga e c’è l’urgenza d’intervenire, da anni però! Due le discariche ai piedi del monte Morrone, una nel canalone retrostante la chiesa di San Giuseppe l’artigiano, è davvero inquietante l’altra collegata ad un sito teatino, la discarica di colle Marcone o colle Sant’Antonio, che bruciò nel giugno 2015 e che, stessa sorte dell’immondezzaio a Santa Lucia in valle Peligna, nasce come piattaforma ecologica per il riciclo. Questo immane muro di pattume radicato nella frazione Marane di Sulmona, si formò nel 2002 e poi si sviluppò vertiginosamente in alto compromettendo terreni e salute. Il sito è inquinato, dai sopralluoghi è risultato imbottito anche di cadmio e  tra strascichi giudiziari di natura penale e civile. Ci sono state condanne, ma i responsabili non hanno nulla in tasca per risarcire e bonificare. Alle solite, quanto i cittadini versano al Comune  a titolo di tributi servirà a coprire i danni. Anche sull’asta fluviale del Vella la situazione è a dir poco raccapricciante: 25 mila tonnellate d’immondizia che imporrebbero una spesa di 40 mila euro per la bonifica.

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