Circondato dalle auto il Punto di raccolta per l’emergenza: prima la comodità poi la sicurezza degli studenti

Sulmona (Aq). La comodità di un parcheggio al posto della necessità di garantir loro massima sicurezza, già al terzo giorno di scuola l’esigenza di proteggere i figli da una eventuale calamità sembra dissipata e il punto di raccolta per l’emergenza è quasi ostruito, dovrebbe essere facilmente fruibile, libero, disponibile, ma non è così. È indicativo che l’area di sicurezza per gli studenti sia oltremodo circondata da decine di veicoli a motore parcheggiati tranquillamente nel piazzale retrostante la scuola Lola di Stefano. La scusa per mettersi lì? Tanto mi fermo solo un attimo. 

Cortile posteriore Lola Di Stefano Foto Trozzi Report-age.com 21.9.2016Questa mattina si è presentata così la zona di sicurezza del plesso scolastico di viale Roosevelt. Per l’emergenza, il punto di raccolta degli studenti è stato circondato, occupato tutto attorno da veicoli vuoti, chiusi e fermi, alla meno peggio, all’interno del piazzale. Un groviglio di auto, scooter e biciclette nell’area che già dall’ingresso complica l’accesso e le manovre dei mezzi d’emergenza. Il cancello laterale dell’edificio scolastico rimane aperto solo per agevolare l’entrata e l’uscita di eventuali mezzi di soccorso non per dare asilo a tutte quelle auto. Lo spazio disponibile per le manovre d’emergenza di una eventuale ambulanza è ridottissimo, in queste condizioni la difficoltà ad entrare e uscire farebbe perdere sin troppo tempo se l’obiettivo è salvare una vita. Per non vedersi sottratto lo spazio vitale è stato necessario piazzare qualche vecchio banco di scuola e poche piccole sedie con dei paletti che restano in piedi grazie a dei copertoni consumati e arrangiati all’occorrenza. Questo per circoscrive, con una catenella bianca e rossa, quello che dovrebbe essere un punto di raccolta. Zona di sicurezza, è indicato nei foglietti plastificati appesi, sarebbe il caso di scrivere insicurezza. Punto di raccolta? Si tratta di poco spazio che, ad avviso di molti, non basterebbe nemmeno per una classe da tenere tranquilla al centro del piazzale posteriore della scuola. Sarebbe il caos se andasse storto qualcosa. Una tragedia se, al solo pensiero, le auto si mettessero in movimento per uscire il prima possibile dai posteggi di fortuna ricavati torno torno al punto di raccolta. Il panico generato nell’eventualità di un incendio, un terremoto o un crollo farebbe il resto. I piccoli così non sono al sicuro. Un bimbo già potrebbe raggiungere con difficoltà il centro del piazzale e, spaventato, potrebbe scappare, fuggire al controllo degli insegnanti per finire sotto qualche auto in movimento e nella foga di una retromarcia o una manovra disperata di qualche automobilista finirebbe schiacciato nel piazzale. Ai genitori e agli insegnanti va data la possibilità di parcheggiare vicino la struttura, ma non nel punto di raccolta. Ai sulmonesi va data l’opportunità di considerare ogni bambino della scuola come figlio proprio e di tenere libero quel piazzale se non per urgenze di sorta. Costa molto sacrificare qualche minuto in più per fermare l’auto lontano da quel punto e garantire i più piccoli? Non sono mancate preoccupazioni e proteste per i rischi che potrebbero correre i figli a scuola in caso di terremoto, logica vuole che i cittadini siano perspicaci quanto basta per comprendere davvero che lasciare a questi giovanissimi lo spazio per muoversi in tempo e con la massima sicurezza vale molto di più della furbizia che fa guadagnare qualche secondo per piazzarsi come un pascià sotto la scuola.

Cortile posteriore Lola Di Stefano Foto Trozzi Report-age.com 21.9.2016

Cortile posteriore Lola Di Stefano Foto Trozzi Report-age.com 21.9.2016Luci al secondo piano. Il sindaco ha disposto che per 3 scuole comunali della città solo il piano terra venga impegnato per le lezioni, tenendo liberi gli altri piani per non sovraccaricare le strutture. È una soluzione provvisoria presa  in attesa dell’arrivo dei Musp, moduli provvisori ad uso scolastico, da installare probabilmente sul piazzale di viale XXV aprile, anche se la destinazione dello slargo è discutibile. Al secondo piano della Lola di Stefano, tra i plessi scolastici da non sovraccaricare assieme alle scuole Giuseppe Capograssi e Giuseppe Mazzini, durante le ore di lezione questa mattina sono rimaste accese delle luci. Un neon illuminato è evidente per un’aula del secondo piano (vedi foto). Voci di corridoio riferiscono che alcune prime classi, di una scuola media, sarebbero ospitate lì su.

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