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Truffa e clandestinità: fino a 11 mila euro per entrare in Italia e lavorare, per finta, in Marsica

L’Aquila. Ingresso e soggiorno in Italia senza scadenza con tanto di lavoro in Abruzzo, occasione unica e piuttosto costosa per alcuni marocchini disposti a sborsare da 6 mila a 11 mila euro per un Nulla osta che consentiva di restare, senza problemi, a lavorare in Marsica. Il documento per raggiungere la Penisola era venduto a caro prezzo per il tramite di alcuni connazionali assoldati da certi agricoltori del Fucino impegnati, su carta, ad assumere i migranti che in Marocco dovevano prepararsi seguendo dei corsi europei. Le richieste di manodopera datori di lavoro fucensi, saldate al nulla osta, permettevano di entrare nello Stato italiano. 

Percorsi formativi fantasma, a quanto pare, si era impegnata a organizzarli l’associazione Mondo a colori, piuttosto impegnata nel mondo dell’immigrazione, vincitrice di un bando europeo da 200 mila euro. Visto il successo della macchinazione, l’associazione stava facendo il bis partecipando, con un secondo progetto europeo, a un altro bando sempre per l’integrazione finanziato con fondi pubblici dall’Unione europea. Giunti in Italia i finti corsisti erano destinati alla clandestinità, abbandonati.Avezzano Report-age.com 2016

Sono 24 gli avvisi di garanzia, tra l’Italia e il Marocco, emessi dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, David Mancini, a conclusione delle indagini preliminari sull’organizzazione composta da marsicani, napoletani e marocchini accusati di truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Vinto il bando europeo con il progetto Integra, l’associazione Mondo a colori, costituita nel 2002 ad Avezzano e socia del Gruppo di azione locale Gran Sasso Velino, avrebbe dovuto organizzare i corsi in Nord Africa, finanziati con fondi pubblici europei e così garantire ai partecipanti il diritto di prelazione per l’ingresso e la permanenza in Italia. Dietro l’obiettivo d’integrazione della proposta marsicana si nascondeva però una vera e propria truffa aggravata ai danni dello Stato scoperta dalla Squadra mobile dell’Aquila, guidata dal dirigente Maurilio Grasso. L’associazione, dalla quale prende il nome l’operazione di polizia, operava con la complicità di numerosi agricoltori marsicani accusati oggi di favoreggiamento. L’associazione già  pronta a rastrellare i fondi europei da un secondo progetto d’integrazione era già proposta per un secondo bando europeo.

Il progetto Integra.. poco. L’associazione Mondo a colori, Attilio Cicchinelli è il legale rappresentante, vince il bando europeo (1/2011 Fei, fondi europei, curato dal ministero del lavoro e dello sviluppo economico) ottenendo il massimo del finanziamento previsto: 200 mila euro (garantito in 2 tranche, quasi 140 mila euro la prima, ossia 70% del contributo liquidato al ricevimento della documentazione sulla conclusione dei corsi. Il restante 30% del finanziamento è stato garantito e corrisposto nella massima percentuale ottenibile perché l’associazione ha depositato richieste di Nulla Osta per oltre il 50% dei corsisti). La somma è vincolata per la organizzazione dei corsi di formazione linguistica e professionale in Marocco per i cittadini del Paese colpito da pesanti flussi migratori. Nel fantomatico percorso formativo l’associazione marsicana includeva persino l’orientamento civico e professionale garantendo ai corsisti l’inserimento nel mondo del lavoro dopo l’ingresso in Italia, erano da impiegare nelle aziende che presentavano richiesta di nulla osta.  

Nulla osta.. o quasi. Le richieste di nulla osta (concessi ai sensi dell’art.23 D. lgs 286/98) di molti agricoltori marsicani avrebbero favorito l’ingresso di numerosi extracomunitari. I dati forniti dalla prefettura hanno confermato l’inoltro di 196 domande di diverse aziende marsicane collegate al progetto Integra presentato dell’associazione presieduta da Attilio Cicchinelli. Sono state evase 180 richieste, 61 quelle rigettate e 119 quelle accolte con nulla osta d’ingresso condizionato però alla partecipazione effettiva ai corsi d’istruzione e formazione professionale in Marocco (uno dei principali paesi a cui era dedicato il bando per l’imponente il flusso migratorio) e all’assunzione dei migranti in Italia. Il progetto vincitore del bando europeo era finanziato per il tramite del ministero del lavoro e delle politiche sociali. Così sono stati concessi ben 116 Visti d’ingresso e per 33 marocchini l’iter è stato apparentemente concluso con l’accompagnamento in prefettura per la richiesta di permesso di soggiorno e la contestuale  assunzione.

Polizia di Stato Report-age.com 2016La fonte confidenziale. L’indagine trae origine da una segnalazione confermata da importati riscontri proprio attraverso denunce, prove documentali e intercettazioni telefoniche e ambientali. In breve, gli imprenditori agricoli disposti a inoltrare delle richieste di Nulla osta strumentali, chiariscono gli inquirenti, favorivano l’ingresso nella Penisola di  numerosi marocchini a cui avevano venduto i documenti per il tramite di intermediari, lasciandoli poi allo sbando.

Nessuna vera formazione qualificata e certificata è stata riscontrata. Lo hanno confermato i corsisti, di lingua araba, ascoltati da interpreti ausiliari della Squadra mobile dell’Aquila. L’integrazione lavorativa, presupposto necessario per l’accesso ai fondi stanziati per il progetto, si traduceva solo nelle domande di assunzione degli allevatori a cui non è seguito un effettivo impiego lavorativo degli extracomunitari. Dalle intercettazioni sono venute fuori, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, altre violazioni relative a comunicazioni e documentazione fuorvianti. Alcuni marocchini assoldati dall’organizzazione vendevano i nulla osta ai loro connazionali disposti a pagare sino a 11 mila euro per entrare e lavorare in Italia, risulta dalle denunce degli extracomunitari entrati in Italia con l’acquisto dei nulla osta e che dei corsi di formazione non hanno visto nemmeno l’ombra. Altri finti corsisti sono stati rintracciati e hanno confermato e fornito altri informazioni sulla irregolarità degli ingressi e l’assoluto disinteresse dei datori di lavoro per la manodopera richiesta da Marocco. Molti degli imprenditori coinvolti ignoravano persino dove i lavoratori stranieri da impiegare fossero alloggiati.

Un secondo progetto presentato. Gli inquirenti hanno confermato che l’associazione Mondo a colori ha presentato un secondo progetto, sempre con le stesse intenzioni del primo, con una nuova domanda di ammissione al II bando europeo dello stesso genere avvalendosi degli stessi datori di lavoro coinvolti con il primo progetto. Il nuovo bando europeo, sempre finalizzato ad agevolare l’ingresso in Italia per motivi di lavoro, come l’altro finanziava progetti di formazione linguistica a favore dei cittadini dei Paesi con flussi migratori consistenti dando priorità ad Albania, Egitto, Marocco e Moldavia,  in seconda battuta, al Bangladesh, Cina, Ecuador, Filippine, Ghana, India, Pakistan, Perù, Sri Lanka, Tunisia e Ucraina.

Indagati. A capo dell’organizzazione sarebbero Augusto e Attilio Cicchinelli, italiani della Marsica. Ricordavano persino agli imprenditori gli appuntamenti in prefettura fornendo in alcuni casi anche la documentazione necessaria, precisano gli investigatori. Lo sforzo degli investigatori ha però documentato che 123 richieste di nulla osta sarebbero state presentate, a nome di altri indagati, dai fratelli marsicani solo per ottenere la seconda parte del finanziamento disinteressati ai marocchini fatti entrare con questo mecanismo che non avrebbero mai lavorato nelle aziende del Fucino.

Gli indagati: Augusto (51 anni di Trasacco) e Attilio Cicchinelli (50 anni di Avezzano), Gianfelice Angelone (45 anni di Avezzano), Francesco Papa (55 anni di Roma), Rachid Bedraoui (45 anni originario di Sefrou- Marocco ), Mohammed El Adouy (40 anni originario di Khouriba – Marocco), Mohammed Ari (39 anni originario di Beni Ami Esr), Said Yatimenabi (Marocco 29 anni), Oiman Yatimenabi (Marocco 27 anni), Laamiri Jabbari (Marocco 38 anni), Daniela Petruta Pintilescu (Romania 40 anni), Gioacchino Ciocci (Avezzano 44 anni), Giuseppe Antonini (Avezzano 34 anni), Giuseppe Stornelli Celano 58 anni), Pasquale Salvati (Trasacco 68 anni), Massaro D’Alò (Avezzano 47 anni), Ugo Perrotta (39 anni di Celano), Angelo Catarinacci (25 anni di Avezzano), Giuseppe Di Fabio (40 anni di Avezzano), Antonio Troiani (45 anni di San Benedetto dei Marsi), Mario Morgante (70 anni di Celano ), Franco Di Fonzo (57 anni di Lecce dei Marsi ), Francesco Cafiero 24 anni di Vico Equense (Napoli), a Francesco Cafiero 64 anni di Castellammare di Stabia (Napoli).

mariatrozzi77@gmil.com

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