Pini di Pescara a rischio. Interrogazione M5S al Ministero

Roma. “In attesa dell’esito della riunione di questo pomeriggio e dopo un’attenta lettura delle carte, ritengo opportuno presentare un’interrogazione parlamentare al Ministero dei beni culturali e del turismo (Mibact) per fare luce sul ruolo della soprintendenza in questa vicenda che, per l’ennesima volta, ha mostrato a tutta l’Italia i disastri di un’amministrazione del tutto scollegata dalla cittadinanza” afferma il deputato pescarese Gianluca Vacca.

Il parlamentare del Movimento 5 stelle va avanti nella sua stenua difesa degli alberi della città adriatica: “In particolare è da verificare se il parere della Sovrintendenza sia stato dato (non risulterebbe stando all’accesso agli atti da noi effettuato), se siano stati rispettati i tempi previsti dalla legge per la risposta, quale sia il contenuto della eventuale risposta e su quali presupposti si fondi, e se sia stata redatta la Relazione di compatibilità paesaggistica come prevede la legge; in caso di mancata risposta della Sovrintendenza, invece, chiederemo se sia legittimo l’operato del comune considerati i vincoli ai quali sono sottoposte alcune aree interessate dall’abbattimento dei pini” conclude il deputato. “Continueremo a percorrere tutte le strade per cercare di fare luce su questa vicenda dai tantissimi profili di criticità, e per cercare di portare questa disastrosa amministrazione comunale ad un trasparente e chiaro confronto con la cittadinanza che abbia come obiettivi esclusivi la salvaguardia dell’incolumità pubblica e del patrimonio arboreo sano” aggiungono i consiglieri comunali M5S di Pescara e il consigliere regionale Domenico Pettinari.

Dopo l’intervento della Sovrintendenza, marcia indietro del sidaco: sì al confronto con gli ambientalisti

Il sindaco costretto a una parziale marcia indietro: per ottenere il tavolo tecnico abbiamo dovuto rivolgerci alla Sovrintendenza

Per ottenere il tavolo tecnico di confronto che le associazioni ambientaliste chiedevano dall’inizio di questa vicenda e che il Comune ha sempre rifiutato ho dovuto presentare un esposto alla Sovrintendenza. Persino ieri sindaco e assessore si sono sottratti al confronto in commissione consiliare dove per ironia della sorte ho dato lettura della lettera che mi aveva inviato la Sovrintendenza proprio in quel momento. Oggi che a seguito dei nostri esposti la Sovrintendenza scrive al Comune esigendo convocazione del tavolo il sindaco si dichiara a favore della partecipazione considerandola un’ottima pratica. Non ci poteva evitare venti giorni di proteste e immediatamente fare quello che il buonsenso consigliava senza essere costretto dalla Sovrintendenza? Non è un caso che la lettera della Sovrintendenza sia indirizzata anche a Maurizio Acerbo e  Augusto De Sanctis per il semplice fatto che l’intervento scaturisce proprio dalle nostre segnalazioni a fronte della protervia con cui sindaco e assessore hanno rifiutato di mettere in discussione il loro piano di tagli. Considero dunque una vittoria la lettera della Sovrintendenza e la conseguente convocazione del tavolo. Però temo che non sia finita qui. Infatti il sindaco non mi pare impegnarsi ad effettuare l’indispensabile stop ai tagli che sarebbe indispensabile per dare il tempo di verificare quali e quanti siano effettivamente da abbattere. Infatti prima di procedere con ulteriori abbattimenti va verificato – come scrive la Sovrintendenza – “l’effettivo pericolo estremo delle alberature di cui si tratta”. Operazione che richiederà alcuni giorni. Le questioni che abbiamo segnalato alla Sovrintendenza erano le medesime che abbiamo ripetutamente segnalato a sindaco e assessora. Evidentemente la Sovrintendenza – al contrario dei nostri amministratori – le ha ritenute meritevoli di approfondimento. Ora il sindaco spero che esca da questo atteggiamento di chiusura preconcetta e favorisca un percorso che come scrive la Sovrintendenza e come abbiamo sempre sostenuto serva a contemperare le ragioni di sicurezza pubblica e quelle di tutela del patrimonio paesaggistico e culturale legato alle alberature della città di Pescara.Invito il sindaco a non indulgere nella paranoia. Non c’è alcun attacco politico in atto, solo cittadine e cittadini a cui piange il cuore a veder tagliare senza criterio il già striminzito patrimonio arboreo della città”. Maurizio Acerbo, ex-consigliere comunale, regionale e deputato pescarese.

Roma 16.9.2016 Un albero è caduto su via Tiburtina, all’altezza di via Cupa. La pianta è precipitata sulla corsia centrale riservata al Trasporto pubblico locale, distruggendo una pensilina del bus, che è quindi chiusa per un tratto. Quattro sarebbero i feriti che in quel momento stavano transitando. Nello schianto anche i cavi dell’elettricità sono stati divelti (fonte il Messaggero).

La Sovrintendenza risponde agli esposti del Coordinamento Salviamo gli alberi e scrive al Comune di Pescara chiedendo all’amministrazione del capoluogo adriatico un tavolo a tutela del patrimonio arboreo. Il confronto finora sembra essere stato evitato dalla giunta comunale e dal sindaco Marco Alessandrini, almeno per la commissione consiliare di garanzia, riferiscono dal Coordinamento Salviamo gli alberi. Mentre a Pescara l’amministrazione continua a tagliare alberi, Isabella Micati del coordinamento Salviamo gli alberi, gira questo messaggio (del 15.9.2016) dello scrittore Erri De Luca.

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Protesta non violenta di un attivista per salvare gli alberi storici di via Scarfoglio. Un uomo si stende sotto il pino, il suo  nome è Giulio ha scelto di difendere con il suo corpo il patrimonio verde storico e identitario di Pescara, minacciato dall’amministrazione comunale..

Erri De Luca a difesa degli alberi di Pescara. Attivista sotto al pino per difenderlo 

“Cittadini Pescaresi! Ha ragione il Comune di Pescara che vi sta tagliando gli alberi, centoventi, dal bordo dei viali. “Sono pericolosi”. Si tratta del più originale aggettivo attribuito agli alberi in tutta la storia umana. Nemmeno il più celebre di loro  piantato nel giardino detto Eden,  portatore del velenoso frutto della conoscenza di bene e male, è stato dichiarato albero del pericolo. Era invece vietato avvicinarlo. Oggi la vista lungimirante, ma sì, posso dire profetica, del vostro sindaco ha toccato il più visionario traguardo : l’albero è una minaccia urbana e interurbana. Le sue pigne cadono senza paracadute, i suoi aghi esauriscono gli sforzi della nettezza urbana e non sono provvisti di sistema anti sdrucciolo, le sue radici sfruttano sottosuolo pubblico comunale. L’albero sporge in disordine i suoi rami, tutto proteso verso il cielo se ne infischia di voi e incombe strafottente sul vostro traffico. L’albero sfrutta i vostri gas di scarico per produrre l’asfissiante ossigeno, a stento moderato dall’azoto. Unitevi al vostro sindaco che eleggeste proprio per questo punto saliente del suo programma elettorale. Lo pronunciò come un’annunciazione :” Estirpazione! Estirpazione!”. O no? Non ve l’ha detto prima? Meglio ancora: voleva farvi una sorpresa. Non vi è piaciuta? Ingrati”. Erri de Luca

Pini di via colle di mezzo Report-age.com 2016Pescara. via Colle di Mezzo tanti errori: peggio che su via del Santuario

Domani, venerdì 16 settembre alle ore 10.30, davanti l’ingresso del cimitero nuovo a via Colle di Mezzo il Coordinamento Salviamo gli Alberi terrà un incontro per mettere la parola fine a qualsiasi – peraltro infondata -ipotesi di giustificazione alle modalità di intervento del Comune e agli errori commessi. Basterà contare le piante, cosa che un comune cittadino può fare, per scoprire una sequela di errori inenarrabile e inaccettabile: “Peggio che a via del Santuario. Quanto abbiamo scoperto è stato oggetto di un ulteriore esposto alla Procura presentato stanotte” scrivono in una nota i volontari del Coordinamento..


viacolledimezzo_37_40_42_bassaTagli degli alberi a Pescara. Nella relazione Rabottini gli alberi appaiono e scompaiono più volte

Pescara. Il taglio degli alberi si basa su un’analisi che presenta lacune inaccettabili ed inequivocabili, scrivono in una nota gli ambientalisti. Per questa operazione, partendo da basi malferme, a rimetterci è il patrimonio verde della città.

“Pensare di basare l’abbattimento e la potatura di centinaia di alberi storici della città su una relazione esclusivamente visiva e con enormi criticità è insensato. L’altro giorno al Sindaco avevamo chiesto se sapeva contare. Avrà apprezzato la citazione. La domanda era posta in vista del sopralluogo in Via del Santuario, poi saltato unilateralmente. Un grave errore perché sul campo uno tocca con mano, come San Tommaso. Abbiamo già dimostrato chiamando i giornalisti sul campo che a via del Santuario sono stati abbattuti tre alberi che secondo la numerazione della relazione Rabottini non dovevano essere abbattuti. Un quarto albero destinato al taglio in maniera errata è stato salvato esclusivamente grazie al nostro intervento. Su questa via il Comune pare che stia disperatamente cercando di affermare che alla fine, togliendo qua è là delle righe alla tabella della relazione, i conti per due piante magicamente tornano a posto. Ci ricorda tanto quegli alunni che cercano in ogni modo di far ridare il risultato di un compito assegnato dalla maestra. Vedremo però cosa scriveranno ufficialmente i tecnici, certo sarebbe bene che fossero terzi rispetto a quelli coinvolti nel procedimento. Un terzo albero, il 123, per il quale la “soluzione al dilemma” non poteva in alcun modo funzionare, essendoci un numero civico a fianco, sarebbe stato abbattuto per via di un aggravamento delle sue condizioni. Peccato che la relazione sia del 26 luglio 2016, cioè un mese e mezzo fa. A proposito, visto che la relazione speditiva ed esclusivamente visiva è stata consegnata dopo 11 mesi dall’affidamento, sarebbe interessante sapere a quanto risalgono i rilievi di campo rispetto al 26 luglio 2016. Non ci pare tanto lineare sentirci dire che la relazione in qualche modo è di fatto già superata. Oggi esaminiamo via Colle di Mezzo. Qui è il delirio, non abbiamo altri termini per descrivere quanto abbiamo trovato. In poche piante plurimi errori. Due alberi tagliati (il n.37 e il 40) che secondo la stessa relazione del consulente erano da potare (uno in C e l’altro in C/D). Si saranno “aggravati” pure loro? Impossibile da giustificare con i salti di riga, ammesso e non concesso che il metodo “bianchetto” fatto a posteriori dopo le denunce sulle righe di una relazione possa funzionare. La distanza tra gli alberi è tale che invocare una scusa del genere sarebbe forse ancora più grave. Non basta! Due piante da tagliare secondo la relazione (la n.30 – con probabile errore, si veda sotto – e n.47, classe “D”) stamattina erano ancora in piedi, nonostante a Via Colle di Mezzo l’intervento sia stato effettuato da molti giorni. Abbiamo cristallizzato la situazione in un esposto alla Procura e in un filmato. Una di queste (la n.30 nella relazione) probabilmente è stata scambiata per la 31, dato che la n.30 sulla relazione è una pianta dritta al contrario di quella appena più a valle, effettivamente un po’ inclinata. L’apoteosi si raggiunge sul filare di pini numerato da 1 a 33 nella relazione. Le piante nella realtà non sono 33 ma 34, almeno nella nostra realtà basata sul conteggio sul campo che chiunque può replicare. Basta andare lì e contarle. Oppure contare dalle foto aeree. 1, 2, 3… e i conti non tornano rispetto alla relazione. Un solo errore, un riga “saltata”? No, un’esilarante sequenza di ben 3 errori. Se partiamo da monte verso valle, n.1, arriveremo ad un autovelox a cui corrisponde sul campo il pino n.13, ma nella relazione è riportato come n.14. Quindi in questo tratto vi è un albero in più nella relazione rispetto a quanto si può facilmente verificare sul campo. Quale albero? Non lo sappiamo. Procedendo verso valle si arriva ad un passaggio pedonale. Uno si aspetta che l’errore sia trasferito verso valle, quindi dovrebbe venire 23. Invece nella relazione torna il numero esatto, 22; torna la coincidenza realtà – relazione. Evidentemente si è perso un albero in questo tratto tra il 13 e il 22. Secondo errore che elide il primo, come a scuola quando a volte con due errori si arriva lo stesso al risultato e la maestra comunque ti mette due al compito in classe. Proseguiamo verso valle, arriviamo all’albero n.30 della relazione, peraltro identificato con la scritta “prima ingr/ferm bus” a nostro avviso impropria perché ci sono altri alberi tra questo e la fermata. È quello da abbattere secondo Rabottini ma appare ben dritto, al contrario del 31. Vabbè, a posteriori ci diranno se è quello giusto. Proseguiamo verso valle contando. 31,32, 33 e, sorpresa, 34! Gli alberi sono nella realtà 34 mentre Rabottini ne segna alla fine 33 perdendone di nuovo uno. Terzo errore di conteggio. Tre errori in 34 alberi, più il problema dell’individuazione con ogni probabilità erronea dell’albero in classe D da abbattere. Facciamo notare che poiché molti alberi della fila nelle note non hanno molte caratteristiche segnate, anzi, in genere ne hanno solo una comune (NCO, relativa alla cure). Riteniamo praticamente impossibile riposizionare esattamente i singoli alberi partendo almeno dalle caratteristiche e non dalla semplice numerazione, come comunque dovrebbe avvenire. A questo punto sorge spontanea una domanda: al Comune di Pescara sanno contare? La giunta e i consiglieri di maggioranza si vogliono cimentare in questa semplice operazione o si vogliono rifugiare nella scusa che “è troppo tecnica”? Diamo loro l’appuntamento domani sabato 17 settembre alle ore 11, invito ufficiale. Noi ci esponiamo al contraddittorio sul campo al contrario del sindaco. Relazione alberi su via Colle di Mezzo

Riepilogando, la relazione “Rabottini” presenta una serie di criticità:

  • specie sbagliate: nello stralcio di aprile per un albero da abbattere era stata scambiata una specie con un’altra (Pino d’Aleppo per Pino marittimo);
  • ora la specie manca del tutto nonostante lo stesso metodo lo preveda. Nella relazione attuale non può esserci uno scambio di specie perché il consulente ha risolto il problema alla radice: si è ben guardato dall’identificare la specie dei pini esaminati, fatto inconsueto visto che tutti gli enti pretendono questo dato in quanto fondamentale nella maggioranza dei casi per comprendere se vi sono problemi di stabilità;
  • condannati a morte visivamente ma erano stabili: 3 alberi di viale Regina condannati a morte sulla base della sola analisi visiva all’analisi strumentale della trazione sono risultati stabili e sono ancora lì (3 su 3 analizzati; 100%);
  • manca l’individuazione inequivocabile di ogni pianta esaminata, come prevedono tutti i protocolli usati dal Corpo Forestale dello Stato e dagli altri comuni;
  • ci sono riferimenti a caratteristiche critiche degli alberi a giustificazione degli abbattimenti, gli acronimi Ps e CS, che non risultano poi spiegati nella legenda. A cosa corrispondono? 

Ulteriori problematiche stanno emergendo anche su altri aspetti e ci torneremo a breve. In ogni caso a nostro avviso è del tutto evidente che è insostenibile basarsi su una relazione con queste evidenti criticità che, a nostro parere, doveva essere rigettata dall’inizio. Bisogna riprocedere, almeno sugli alberi D e C/D, ad una nuova analisi di screening visivo e al successivo approfondimento strumentale, come prevedono tutti i protocolli (dal Corpo Forestale agli altri enti).Per questo bisogna fermare immediatamente i lavori in quanto l’impatto è irrimediabile*. Ci pare il minimo per questa vergogna che sta colpendo la nostra città. Gli errori si possono commettere, il vero problema è nell’insistere a reiterarli quando si può tranquillamente rimediare” conclude il coordinamento Salviamo gli alberi.

Taglio dei pini: occupata l’aula consiliare

14.9.2016 Pescara. Decine di cittadini indignati per quello che sta avvenendo al patrimonio arboreo della città hanno occupato l’aula del Consiglio Comunale per circa un’ora chiedendo a gran voce lo stop ai lavori.

Tante associazioni e cittadini invocano da 3 settimane il buon senso. Dalla viva voce del Coordinamento SalviAmo gli alberi, in prima linea in questa crociata, le fasi salienti dell’occupazione di stamane a palazzo di città: “Abbattere e potare in questo periodo centinaia di alberi, molti dei quali di grande pregio, sulla base di una relazione con gravissime criticità (a partire dalla mancanza dell’esatta localizzazione degli alberi per arrivare all’assenza nell’identificazione della specie passando per altri problemi più o meno gravi), è un errore. Addirittura siamo arrivati al taglio di piante inequivocabilmente errate, come abbiamo provato accompagnando una decina di giornalisti sul posto, relazione alla mano. Dopo alcune decine di minuti di attesa, il sindaco Marco Alessandrini ha interloquito con i cittadini, concordando una sospensione dei lavori in vista di un sopralluogo congiunto da effettuarsi oggi pomeriggio. Abbiamo invitato sia il sindaco sia tutti coloro dell’amministrazione che vogliono toccare con mano gli errori compiuti, come hanno fatto i giornalisti, ad essere presenti.  Crediamo che con la buona volontà si possa uscire da questo problema, riconoscendo i gravi limiti della relazione Rabottini che non può più essere a nostro avviso di alcuna utilità. Abbiamo anche suggerito l’attivazione di forme di collaborazione con altri enti pubblici che possono dare una mano per le analisi strumentali in viale Kennedy e via Scarfoglio e sulle altre vie rimaste, dove l’amministrazione aveva nei giorni scorsi concordato di ricorrere alle analisi strumentali prima dell’abbattimento”.