Centrale e gasdotto Snam. No anche all’alternativa elettrica. Casini traduca gli impegni in fatti

Sulmona (Aq). Con il consenso unanime del Consiglio Comunale, il Sindaco Casini ha assunto l’impegno a proseguire la lotta per impedire che la Snam possa insediare sul nostro territorio i suoi dannosi e pericolosi impianti.

È una lotta civile, democratica  e nonviolenta, che da quasi 9 anni vede in primo piano i cittadini che però hanno sempre agito in sinergia con le istituzioni democratiche, ben consapevoli del ruolo fondamentale che esse svolgono per la difesa dei diritti fondamentali della nostra comunità. La delibera approvata il 17 settembre (la decima),  riconferma il no anche all’ipotesi di una centrale ad alimentazione elettrica e quindi  sgombra il campo da una fantasiosa soluzione che, secondo alcuni, avrebbe rappresentato il male minore. “In  realtà sarebbe stato solo un espediente per consentire alla Snam di occupare il  territorio, per poi realizzare a pieno il suo piano” scrivono in una nota i Comitati cittadini per l’ambiente – Ora il sindaco Annamaria Casini, senza indugitraduca in fatti concreti gli impegni presi. Spetta al primo cittadino di Sulmona attuare quanto approvato  e contenuto nella delibera consiliare. Spetta a lei mettersi alla guida del movimento e svolgere una efficace opera di raccordo con tutte le istituzioni locali  (Comuni, Provincia e Regione) e con i Parlamentari affinchè il Governo nazionale sospenda ogni procedura autorizzativa rispetto alla centrale e al metanodotto   e attui finalmente la volontà del Parlamento tesa ad individuare, attraverso un apposito tavolo tecnico, una soluzione alternativa all’attuale progetto Snam. E’ quanto ha stabilito la Commissione Ambiente della Camera nel 2011 e come hanno confermato e richiesto con lettera sottoscritta e consegnata a Renzi, i 14 Parlamentari di diverse aree politiche, il 17 dicembre 2015 nella conferenza stampa al Senato: l’alternativa al progetto della società proponente è, infatti, da individuarsi al di fuori della dorsale appenninica, stante la sua estrema vulnerabilità  sotto il profilo sismico, come dimostra purtroppo la sequenza di disastrosi terremoti, ultimo quello di Amatrice, verificatisi nel corso degli ultimi venti anni. Il nostro auspicio è che il Sindaco Casini, così come ha dimostrato per un altro progetto fortemente impattante (le bretelle autostradali di Toto), metta tutta la sua determinazione nel contrastare , con tutti i mezzi democratici di cui dispone, il folle progetto della Snam- concludono gli ecologisti peligni – Una iniziativa, a nostro avviso importante ed urgente, è la convocazione di una pubblica assemblea territoriale che, in accordo con la Provincia, coinvolga i Sindaci di tutto il comprensorio al fine di assumere le decisioni che la situazione richiede. Auspichiamo, infine, che il Sindaco di Sulmona metta in atto iniziative di raccordo con i Sindaci e gli amministratori delle altre Regioni coinvolte al fine di rendere più forte e più incisiva questa importante battaglia civile per la difesa dei territori dell’Appennino centrale”.


Mandato al sindaco per scongiurare definitivamente centrale e gasdotto Rete adriatica

Sulmona 17 settembre 2016 . Un documento, meglio dire un atto d’indirizzo, che poi viene adottato come delibera dal consiglio comunale stamane, mai accaduto per la Centrale di spinta e il metanodotto Rete adriatica. I nuovi amministratori locali prendono posizione contro l’opera della Snam. Nel documento c’è tutto sul progetto e sui rischi della sua realizzazione, incluso quello sismico. Il terremoto del 24 agosto sollecita una riflessione che precede quella sui moduli ad uso abitativo per le scuole comunali (Musp). L’atto consiliare contro la centrale di compressione del metano, a Case Pente, e il metanodotto in aree a massimo rischio sismico, anche se accolto all’unanimità, lascia ad alcuni l’amaro in bocca e ad altri qualche dubbio. In consiglio qualcuno qualcuno è capace d’insinuare persino che le delibere delle commissioni parlamentari abbiano una scadenza. Certo, agli ambientalisti manca solo questo. Più tempo fanno trascorrere le multinazionali e più i passaggi che vedono vincitrice la causa ecologista invecchiano a favore degli inquinatori. Arroganza e ignoranza a profusione. Il frutto della discussione a palazzo San Francesco, sul primo punto all’ordine del giorno, a cosa porterà? È la decima volta che in sala cansiliare approda la questione Snam. Stamattina, dopo una lunga sospensione dell’assise civica, viene approntato un documento di circa 5 pagine che finisce in aula per la lettura. S’impiega un quarto d’ora per l’esposizione dell’annosa vicenda peligna, poi quanto esposto viene accolto all’unanimità con delibera. Resta in sospeso una gigantesca parentesi. I Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona hanno chiesto che alla delibera di contrarietà al progetto della multinazionale di accompagnassero azioni concrete, oltre il solito atto di indirizzo. Quali? In altri tempi la delibera era stata ben definita e ha impegnato l’intero consiglio, non solo il sindaco, Annamaria Casini. Seguirà qualcosa a quest’atto d’indirizzo? Chi vivrà vedrà. Gli ambientalisti e i Comitati cittadini non sembrano del tutto soddisfatti dall’esito del consiglio comunale dedicato anche alla vertenza Snam. Non mancano polemiche sul prodotto adottato dall’assise civica, qui di seguito riportato.

Il testo della delibera consiliare

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