Via del Santuario: 3 pini tagliati per sbaglio, al posto degli alberi d’abbattere

Pescara. Un quarto albero è stato salvato solo grazie al un messaggio su Whatsapp che un volontario del Coordinamento SalviaAmo gli alberi ha inviato all’assessore comunale Laura Di Pietro. Nel frattempo gli attivisti hanno dimostrato i gravi errori commessi nell’esecuzione dell’intervento.

Aggiornamento

Pini su via Scarfoglio Pescara Report-age.com 2016Sono 3 gli alberi abbattuti su via del Santuario con  i numeri 123, 130 e 141/139. Un quarto, il 48, segnato con la croce verde per l’abbattimento, è stato salvato all’ultimo secondo solo grazie all’intervento tempestivo del Coordinamento che domenica sera, in extremis, ha segnalato gli errori per posta elettronica certificata (pec) e con un messaggio su Whatsapp ad un assessore comunale: “è da chiedersi se non avessimo avuto il cellulare dell’assessore cosa sarebbe accaduto?” sottolineano gli attivisti perché nella relazione d’abbattimento del Comune di errori ce ne sarebbero parecchi. “Un fatto di gravità inaudita se da 2 settimane evidenziamo le inaccettabili carenze e lacune della relazione su cui il Comune sta fondando tutta l’operazione di taglio e potatura di centinaia di piante – scrive in una nota il Coordinamento alberi – L’episodio è la conferma finale della fondatezza delle nostre critiche all’operato della giunta Alessandrini e dei suoi tecnici. Purtroppo resta l’amarezza perché  gli alberi di 40-50 anni di vita non ci sono più”.

I fatti. “Con il dossier del primo settembre divulgato e inviato al dirigente comunale Giuliano Rossi avevamo evidenziato diverse importanti criticità nella relazione, dall’assenza dell’individuazione della specie di appartenenza degli alberi esaminati alla mancanza della localizzazione esatta e inequivocabile delle singole piante che sarebbero state valutate dal consulente del Comune. Avevamo chiarito che era praticamente impossibile raccapezzarsi sul campo in alcune aree visto che molte piante erano chiamate con lo stesso riferimento (ad esempio banchina parcheggio o a seguire lungo il marciapiede. Avevamo fatto notare che, anche per il futuro, sarebbe bastata una pianta tagliata per far saltare tutta la sequenza). Problemi assenti nelle attività svolte dagli altri comuni italiani. Il dirigente in commissione ha difeso, a spada tratta, l’operato degli uffici comunali che avrebbero validato la relazione tranne poi riconoscere che, solo dopo le nostre osservazioni, avevano chiesto al consulente di consegnare una georeferenziazione delle piante entro la fine dei lavori. Con l’intervento in corso! Un’ammissione della palese incongruenza dell’operato del Comune”.

Dopo una segnalazione di un cittadino, sabato scorso il coordinamento ha eseguito un sopralluogo su via del Santuario, il primo, riscontrando degli errori sull’individuazione degli alberi d’abbattere. “Domenica pomeriggio abbiamo svolto un secondo sopralluogo in cui abbiamo raccolto tutti i dati che confermano. Un danno al patrimonio arboreo purtroppo irreparabile” gli attivisti riescono a salvare il numero 48, un pino marchiato con la croce verde simbolo dell’abbattimento quando invece l’albero che s’intendeva eliminare era il fusto vicino, il numero 49, molto inclinato. “Domenica sera, oltre a preparare e inviare un dettagliatissimo esposto alla Procura abbiamo optato per scrivere una pec al Comune chiedendo di fermarsi spiegando che c’erano degli errori – spiegano gli ambientalisti – Poiché il cantiere sarebbe stato aperto l’indomani all’alba con il rischio che la pec sarebbe stata letta tardi, abbiamo inviato alle ore 21.48 anche un messaggio wapp all’assessore Di Pietro per avvertire della presenza di errori. La mattina seguente, lunedì, l’albero è stato quindi segnato con il punto rosso sopra la croce verde per segnalare che non doveva essere abbattuto. L’abbiamo salvato noi.

Domanda, le potature sono state fatte con ogni probabilità su alberi diversi, magari quelli che dovevano essere abbattuti? È probabile, un Report spiega esattamente gli errori commessi.

Report

Cittadini e Coordinamento SalviAmo gli alberi chiedono che:

  • si fermino tutti i lavori di abbattimento e potatura in quanto fondati su una relazione che ora, a nostro avviso, è da respingere in considerazione delle criticità emerse. L’intera operazione comunale è fondata su un’attività tecnica che dire problematica è un eufemismo: specie di piante sbagliate (Pino marittimo al posto di Pino d’Aleppo); alberi ritenuti pericolanti e fonte di immediato pericolo che alla prova strumentale escono stabili; mancata identificazione della specie; mancata localizzazione esatta.
  • siano immediatamente estromessi dal procedimento i funzionari del comune che a vario titolo si sono occupati della pratica e che sia valutato attentamente il loro operato attraverso una verifica amministrativa a cui vogliamo collaborare, visto che noi semplici cittadini, come al solito, documentandoci scopriamo le falle del sistema;
  • l’assessore Di Pietro chieda scusa alla città per l’omessa vigilanza degli atti dei suoi uffici che avevamo espressamente richiesto in diversi incontri. Tutti possiamo commettere sbagli, l’errore vero è stato insistere testardamente ed ostinatamente davanti a fatti che erano evidentissimi anche ai non addetti ai lavori. Tra l’altro avevamo riportato quanto facevano gli altri comuni. A farne le spese alla fine sono stati gli alberi della città che sono un patrimonio non solo ambientale ma anche economico.

Il gruppo ecologista annuncia nuovi esposti alla Corte dei conti e all’Anac, Autorità nazionale anticorruzione. Anche in altre aree della città potrebbero essere diversi gli errori, per questo SalviAmo gli alberi sta procedendo ad altre verifiche in altre aree della città dov’è previsto l’abbattimento.

mariatrozzi77@gmail.com

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