Blues in Memoria di Biagio, Orso fucilato: 2 anni dalla scomparsa

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, camminate nel bosco in ricordo di Biagio, Orso bruno marsicano fucilato mentre era in cerca di cibo.

Aggiornamento

Orso morto a Pettorano sul Gizio Report-age.com 2014Cos’è accaduto il 12 settembre 2014 a Pettorano? Poche righe che restituiscano memoria per non commettere altri errori. Ha imparato la lezione questa comunità? Difficile, Pettorano e Roccapia sono comunque il banco di prova per le buone pratiche sull’orso, con ottimi risultati, evidenti in questi giorni in cui il plantigrado scorrazza altrove. Senza chiedere nulla, sia chiaro, questa comunità montana ha imparato dall’esperienza e così l’orso evita i pollai della località e delle sue frazioni perché i recinti elettrificati non sono piacevoli da tastare, sono efficaci. Sono molti quelli installati dai volontari dell’associazione Dalla parte dell’orso. Si spera che non serva il sacrificio di un altro dei pochi esemplari, ancora in vita dell’Orso bruno marsicano, per insegnare la lezione alle comunità limitrofe. 

L’orso è di nuovo in iperfagia, come ogni anno in queste notti di settembre. Come allora, visita pollai e allevamenti, ma nelle frazioni di Sulmona (Aq) e Introdacqua, questa volta, per saziare il suo grande appetito. Il mammifero si prepara a trascorrere il lungo inverno Appenninico. Queste nuove incursioni sono state annunciate da tempo, ma si è arrivati impreparati, come al solito, al grande appuntamento che così si traduce in emergenza e potrebbe trasformarsi in tragedia.

  • 12.09.2016 L’orso Biagio viene fucilato la notte precedente il ritrovamento, 11 settembre 2014. Nell’intestino del plantigrado l’anatomopatologo recupera molti pallettoni (munizione per fucili da caccia, cartuccia), i fori sulla carcassa sono presenti ai lati e nella parte posteriore dell’animale. Un ciclista trova agonizzante l’animale a margine di una pista ciclabile di Vallelarga, nella tarda mattina del 12 settembre 2014. L’orso muore appena dopo sul sentiero che costeggia l’alto fiume Gizio. Non è solo, attorno a lui diversi passanti guardano impressionati il grande mammifero che esala l’ultimo respiro.
  • 19.09.2016 Appena 7 giorni dalla morte di Biagio, un 61 enne del posto confessa:  “Sono stato io, lo ammetto”. L’uomo spara all’orso la sera dell’11 settembre per sbaglio, dice, perché si ritrova faccia a faccia col plantigrado. Così indietreggiando perderebbe l’equilibro e allora parte il colpo, racconta l’indagato al magistrato inquirente, il sostituto procuratore del tribunale di Sulmona, Aura Scarsella. Le parole di A. C. cacciatore e operaio dell’Anas sono chiare. La fucilata non ha ammazzato subito l’animale. Biagio, sfinito dal dolore, chiude il suo tragitto il 12 settembre sul ciglio di una stradina. La confessione dell’uomo è una svolta per le indagini sui decessi degli Orsi bruni marsicani perché ad arrestare la curiosità di giornalisti e inquirenti, sino ad allora, è bastato il tempo necessario ad ottenere i risultati degli esami necroscopici. Questa volta a fare pressione per la risoluzione del caso sono associazioni, animalisti, ambientalisti, cittadini e attivisti. Messo alle strette dagli agenti del Corpo forestale dello Stato il 61enne cacciatore ha confessato quanto accaduto la sera dell’11 settembre. Durante l’ennesimo raid in paese, in quei giorni gli orsi facevano razzia ovunque nell’alto Gizio, l’operaio Anas se l’è trovato a pochi metri da casa. Così impaurito, ma armato di fucile, ha sparato. Il Nucleo investigativo provinciale di Polizia ambientale e forestale (Nipaf) dell’Aquila sequestra armi e  munizioni, almeno 6 i fucili recuperati nei pressi della residenza dell’indagato, che così rompe il silenzio assumendosi la responsabilità di aver cagionato, accidentalmente, la morte dell’orso. La versione dell’uomo sull’esplosione del colpo d’arma da fuoco accidentale confrontata con il quadro probatorio ricostruito dagli investigatori della Forestale lascia qualche dubbio: i pallettoni trovati nel corpo dell’animale sarebbero più di 5,  i fori individuati durante la necroscopia sono 4 sul fianco destro, ma anche nella parte posteriore dell’orso. La Forestale conferma che almeno 5 proiettili sono recuperati negli organi interni dell’orso forse ammazzato mentre era di spalle al suo, o ai suoi, aguzzini.

mariatrozzi77@gmail.com

 

Dossier Orso bruno Marsicano

a cura di Maria Trozzi

Archivio

Orso ucciso in Abruzzo: individuato il responsabile 2014

Una risposta a "Blues in Memoria di Biagio, Orso fucilato: 2 anni dalla scomparsa"

I commenti sono chiusi.