Orso vicino alla città. Lo aveva previsto Dalla Parte dell’Orso pronta con nuovi recinti

Sulmona (Aq). Non sono medium né veggenti, sono semplicemente lungimiranti quelli dell’associazione Dalla parte dell’Orso. Attenti ed esperti alle dinamiche dell’Orso bruno marsicano, i volontari sapevano da tempo che, man mano, l’animale si sarebbe avvicinato sempre più al centro abitato di Sulmona. Anno dopo anno sta accadendo proprio questo perché l’orso non trova da mangiare nell’area dell’Alto Gizio e i recinti elettrificati installati in questi anni a Pettorano (Aq) e Roccapia (Aq) hanno fatto deviare il plantigrado che invece di tornare in alta quota si spinge verso i sapori della città dove sono poco organizzati per queste visite.

Aggiornamento

Incursione dell'orso alle Cavate di Sulmona (Aq) Report-age.com 2016L’orso è arrivato, in queste notti, nella frazione Cavate di Sulmona e per ben 2 giorni consecutivi ha fatto razzia nei pollai, a due passi dalla fabbrica dei confetti Pelino. Bisogna garantire nuovi recinti elettrificati in quest’area e Dalla parte dell’Orso, che ringraziamo per le immagini dei recentissimi banchetti del palntigrade (vedi foto), è pronta ad intervenire a tutela dell’animale. L’associazione è nata a Pettorano sul Gizio appena dopo la morte dell’orso Biagio ucciso, a colpi di fucile, il 12 settembre 2014, dopo che alcuni suoi compagni avevano destato preoccupazione tra la popolazione del fiume Gizio per le innumerevoli incursioni nei pollai di Pettorano e della frazione Vallelarga. In questi anni l’associazione di volontari ha garantito assistenza ad allevatori, contadini e cittadini danneggiati dalle incursioni e con abitazioni, pollai e piccoli allevamenti nel raggio di azione dell’orso indaffarato, tra settembre e ottobre, a rimpinzarsi per ingrassare in previsione dell’inverno. L’animale è ghiotto di miele, uva, mele, ciliege e galline per questo con i recinti elettrificati, gratuiti, messi a disposizione soprattutto dall’associazione, lo si dissuade dal frequentare certi posti tanto antropizzati. Sulle nuove strade del cibo, l’orso rischia la vita e per dimenticarle, rimuoverle, una scossetta può bastare. Occorre riportarlo sulla retta via, nell’area protetta del parco, dove però va garantito alla fauna selvatica l’accesso al cibo e al nutrimento indispensabile per il letargo o per affrontare il grande freddo. Solo la cooperazione tra più forze e più enti permette di riuscire in  questa impresa.

Incursione dell'orso alle Cavate di Sulmona (Aq) Report-age.com 2016
Volontario Dalla Parte dell’Orso installa recinto elettrificato alle Cavate

Per proteggere le strutture che richiamano l’appetito dell’orso, ottobre scorso, l’amministrazione Ranalli organizzò con il Corpo forestale dello Stato, il parco e i volontari dell’associazione Dalla parte dell’orso, un gruppo per monitorare l’animale e per l’installazione dei recinti elettrificati. Sembra proprio che la task force di allora vada rimessa in campo per evitare, incidenti gravi come quello di settembre 2014, perché l’esasperazione dei cittadini e la fame dell’orso fanno danni. Il plantigrado mangia in abbondanza per prepararsi ad affrontare l’inverno sull’Appennino abruzzese e per abitudine, ormai consolidata, di questi giorni all’imbrunire l’orso si avvicina ai centri abitati della valle Peligna, altrove non può andare, mettendo a rischio la sua vita e seminando inquietudine. Pettorano sul Gizio (Aq) e Roccapia sono il banco di prova per le buone pratiche sull’Orso. Le comunità del Genzana e dell’alto Gizio (fiume) sono state preparate a dovere per gestire la problematica e molte realtà dovrebbero seguirne l’esempio. In queste comunità si punta ad una ragionevole convivenza con l’ingombrante, ma pacifico mammifero. Sono stati organizzati incontri e lezioni per conoscere le abitudini e le necessità di questo animale, specie protetta e in via d’estinzione, ne sono rimasti nemmeno 50 esemplari purtroppo. Con i recinti viene data la possibilità all’orso di cambiare strada, di spaziare e raggiungere aree lontane fornite del necessario per sfamarsi. Se un solo ingranaggio della bear map non funziona però il plantigrado resta esposto ai pericoli, dunque solo in sinergia le diverse organizzazioni che operano in questo territorio potranno operare efficacemente a tutela dell’ambiente e degli animali. Si tratta di metodi innocui e sistemi efficaci che hanno dato buoni frutti in alta quota.

mariatrozzi77@gmail.com

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Recinti elettrificati in campo: una scossa indolore salverà l’Orso 27.10.2015

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