Mattanza degli alberi a Pescara: esposto in Procura. Domani previsti tagli in via Scarfoglio

Pescara. Dalle ore 7 divieto di sosta domani in via Scarfoglio con gli ambientalisti che inseguono gli abbattimenti degli alberi per evitarli e in queste ore si susseguono interventi ed esposti alla Procura da inoltrare anche alla Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Abruzzo per salvare il verde del capoluogo adriatico.

Aggiornamento, archivio

Pini Pescara Salviamo gli alberi Report-age-com-2016Non si sa cosa resterà, in serata, dei Pioppi in via Silone perché, proprio ora, si sta intervenendo su questi alberi, secondo alcune segnalazioni. È davvero una lotta contro il tempo per gli ambientalisti abruzzesi che si scontrano contro la testardaggine di chi insiste a tagliare alberi e piante a Pescara. Tredici associazioni hanno depositato un unico e dettagliato esposto alla procura della Repubblica di Pescara in relazione al programma di abbattimento di oltre 100 grandi alberi avviato dal Comune in larga parte in aree di pregio storico e ambientale e vincolate dal punto di vista paesaggistico, sottolineano gli ecologisti. L’intervento del super-esperto di pini, Giovanni Morelli è stato  praticamente ignorato dal Comune di Pescara, dichiarano dal Coordinamento Salviamo gli alberi. Il luminare dei pini, consulente del Comune, interviene con una nota sulla questione dei tagli degli alberi del capoluogo adriatico, raccontando anche i modi che l’amministrazione ha usato nei suoi confronti. Il Comune sta conducendo questa città a perdere un pezzo della sua identità, un patrimonio unico. Il tutto senza fare nulla di quello che in altre città viene ritenuto doveroso anche in zone di minor pregio, scrivono le associazioni ambientaliste. L’analisi visiva rappresenta, per l’agronomo Morelli “il fondamento indispensabile di questa pratica diagnostica; indispensabile, tuttavia, non significa certo sufficiente o esaustivo, come ben noto a tutti coloro che si occupano professionalmente della materia”. Morelli poi indica che la seconda parte dell’indagine sugli alberi è quella strumentale, solo con i risultati di questa ulteriore analisi si può decidere di sacrificare un bene comune come quello rappresentato da alberi spesso addirittura monumentali.”Ci sentiamo, da semplici cittadini, di chiedere scusa al Dott. Morelli per il modo inqualificabile in cui è stato trattato – scrive in una nota il Coordinamento –  Esprimiamo il nostro sdegno per quanto sta avvenendo, una situazione rara per insensibilità e, soprattutto, per il sacrificio inutile e insensato che il patrimonio arboreo della città sta subendo, che ha portato ben 13 associazioni a firmare un esposto in Procura. Il muro di gomma alzato dal Comune di Pescara è del tutto irragionevole”. Anche l’ordine degli architetti, paesaggisti pianificatori e conservatori della Provincia di Pescara si schiera dalla parte degli alberi chiedendo la manutenzione adeguata per salvaguardare il patrimonio identitario della città.

Nota dell’Agronomo Morelli

Le contestazioni al programma di abbattimento messo in cantiere dal Comune di Pescara

In primo luogo si contesta la relazione con cui il Comune sta sostenendo il taglio di piante addirittura monumentali, come quelle in via Scarfoglio. La procedura non risponderebbe al protocollo seguito dagli altri enti pubblici perché basata esclusivamente su un’analisi visiva priva addirittura del riconoscimento della specie di appartenenza degli alberi esaminati e non sull’analisi strumentale, così indicano nell’esposto le associazioni che aggiungono “Non solo manca, quindi, un’intera parte della procedura, ma anche quella visiva preliminare che è stata fatta in forma speditiva ha gravi limiti visto che il riconoscimento della specie è dirimente per capire se il portamento e/o la struttura dell’albero è naturale ed è fonte di pericolo. Facciamo notare che il consulente del Comune nell’operazione di abbattimento stralcio fatta ad aprile 2016 a viale Regina aveva addirittura scambiato la specie, come segnalato sul posto dagli attivisti accorsi e poi accertato definitivamente dalla seconda consulenza affidata dal Comune per la prova di trazione (Pino marittimo Pinus pinaster, non presente, invece del Pino d’Aleppo Pinus halepensis). Il nome della specie nella relazione finale è stato omesso per il migliaio di esemplari valutati! La questione non è di poco conto perché il naturale portamento “contorto” del Pino d’Aleppo può a prima vista essere ritenuto pericoloso; stessa valutazione per la presenza di un fungo noto in bibliografia per essere superficiale e non destabilizzante per questa specie. Inoltre sui 3 pini salvati dal taglio ad aprile su Via Regina Margherita grazie alle proteste la successiva verifica strumentale ha poi confermato in tutti e tre i casi (100%) che le piante erano stabili e non vi era alcun pericolo immediato. Quindi abbiamo avuto ragione noi e non il Comune. Ci chiediamo come sia possibile difendere ancora una procedura di tale genere procedendo ad abbattere esemplari di Pino d’Aleppo secolari che sono il fondamento dell’identità della città. In secondo luogo si evidenzia che la procedura di somma urgenza che ha portato all’affidamento alla ditta Vivai Barretta di Melito di Napoli della somma di euro 36.000 non poteva ad avviso delle associazioni essere utilizzata. La somma urgenza si usa nelle catastrofi, nelle situazioni impreviste ed emergenziali. Nella legge si spiega che il primo funzionario arrivato sul posto può disporre lavori in questo modo (infatti la legge prevede un verbale, perché queste situazioni avvengono esclusivamente sul campo)”.

Proseguono gli ambientalisti: “Peccato che qui la relazione è stata consegnata il 26 luglio 2016 e il verbale di affidamento dei lavori è avvenuto ben 28 giorni dopo. C’era tutto il tempo per esplicare gare, chiedere preventivi ecc. Una giurisprudenza schiacciante ha chiarito che non si può ritardare la procedura normale e poi arrivare ad applicare la somma urgenza. Tra l’altro l’intera storia dell’affidamento al consulente per la verifica di stabilità è quantomeno particolare, visto che si usa strumentalmente il tema dell’emergenza sicurezza. Il Comune di Pescara il primo preventivo per la relazione l’ha chiesto, con risposta lo stesso giorno, il 15 dicembre 2014, 20 mesi or sono. L’1 settembre 2015 è stata definitivamente assegnata la consulenza senza imporre alcuna data di consegna dell’elaborato! Meno male che, almeno a parole, si trattava di questioni di sicurezza. Infatti il consulente ha depositato la relazione fatta con metodo “speditivo”11 mesi dopo! E si vuole parlare di emergenza? Ma dai! La questione “emergenziale” ha fatto sì che venissero compressi da parte del RUP anche i tempi per le autorizzazioni. Peccato che un conto è la questione dell’affidamento dei lavori, comunque secondo noi illegittimo, altra è la partita delle autorizzazioni, come quelle paesaggistiche. Per derogare alle leggi serve un’Ordinanza sindacale, l’autorità che può decretare l’esistenza di un’emergenza tale da sospendere alcune norme. Tra l’altro durante i sopralluoghi di questi giorni abbiamo notato diversi alberi secchi in piedi che non verranno abbattuti. Cioè si tagliano alberi all’apparenza sani e si lasciano alberi secchi ovviamente pericolosi! Un notevole caso di linearità e logica da parte del Comune di Pescara – conclude il gruppo ecologista – Altri aspetti trattati nell’esposto non possiamo divulgarli per ovvie ragioni. Ribadiamo l’appello per fermare questi lavori in quanto le conseguenze sono irrimediabili. Si proceda con l’analisi diagnostica strumentale e solo tramite quella di decida il destino di questi alberi”.

Per il Coordinamento Salviamo gli Alberi hanno firmato l’esposto: Italia Nostra Pescara, Archeoclub Pescara, Mila Donnambiente, Forum H2O, Stazione Ornitologica Abruzzese, Ass. Crocevia, Comitato Abruzzese per il Paesaggio, Ass. Ville e Palazzi Dannunziani, Pro natura Abruzzo, CONALPA Onlus, FAI Delegazione di Pescara, Ass. Pescara PuntoZero, WWF Chieti-Pescara.

Ordine degli Architetti

Taglio alberi, gli architetti: manutenzione adeguata per salvaguardare un patrimonio identitario 

Pescara, 2 settembre – Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Pescara, in riferimento alle attività legate alla messa in sicurezza del patrimonio arboreo della città attuate secondo quanto previsto dal risultato del lavoro affidato ad esperti di settore nello scorso 201 5, vuole ribadire quanto già emerso durante le giornate “La Pineta d’Avalos e i Pini di Pescara” dello scorso maggio presso la sede dell’Aurum. Giornate che hanno offerto il panorama degli interventi di gestione da dedicare a tale patrimonio arboreo quali: una valida ed adeguata manutenzione nel tempo, nuove piantumazioni, consapevoli potature degli esemplari esistenti, apparato radicale, ecc.. Si tratta di pratiche finalizzate alla tutela e ad evitare l’abbattimento delle specie arboree se  non  dietro risultati diagnostici che indichino una procedura diversa. La bellezza del paesaggio  urbano del verde    e nel caso specifico dei pini di cui è dotata la città di Pescara intercetta le molteplici arterie urbane per offrire anche suggestive “memorie” da preservare per il futuro: gli architetti evidenziano come l’attuale dibattito sui temi della sostenibilità ambientale, sul consumo di suolo, sulla rigenerazione urbana delle città, conducano a considerare anche l’elemento vegetale parte integrante del sistema-edificio. Per il verde urbano è necessaria una manutenzione consapevole e adeguata nel tempo al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini contestualmente al preservare il più possibile i paesaggi storici fin ad oggi pervenuti. Per questo si sollecita l’amministrazione comunale a dare awio al tavolo di lavoro per la corretta attuazione del Piano del Verde, quale strumento di controllo e programmazione per nuovi impianti di specie arborea. Il progetto  è fondamentale:  le  strade  urbane,  colme di  porzioni  asfaltate  e pavimentate, devono essere manutenute e progettate nel rispetto dell’apparato radicale esistente o di impianto  di nuova specie arborea, in funzione appunto dello spazio necessario da lasciare non ricoperto da asfalto o pavimentazione. Negli interventi di manutenzione, è auspicabile dare spazio ad una ri­ progettazione della sezione stradale, tenendo conto di tutti gli aspetti e le esigenze contingenti, della maggior superficie da lasciar a sola terra, liberando il più possibile le radici che emergono in superfici da asfalto, pavimentazioni e cordoli di marciapiedi: spesso infatti gli apparati radicali vengono letteralmente devastati per lavorazioni dei marciapiedi o del manto stradale, andando ad intaccare ed indebolire le parti della specie responsabili di stabilità. Si ritiene dunque rilevare che la manutenzione del verde pubblico, che vede quasi sempre protagonista la potatura, debba maggiormente considerare e darne attuazione anche di altre esigenze come l’attenzione all’apparato radicale, pratiche virtuose come tante altre indicate dall’amministrazione appunto nel Regolamento di Tutela del Verde Urbano adottato dal comune di Pescara con deliberazione cc n. 132 del 08/ 09/ 2007. La città di Pescara ha la necessità di preservare e conservare paesaggi e scorci identitari legati alle numerose specie arboree, anche per la valorizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio edilizio esistente: patrimonio che oggi – alla luce dei recenti drammi legati al sisma che ha colpito il centro Italia del 24 agosto u.s. – richiedono l’urgenza di pianificare la manutenzione e  la gestione del patrimonio paesaggistico ed edilizio! È la sicurezza per i cittadini l’obiettivo primario, a cui seguire necessariamente la salvaguardia del patrimonio edilizio culturale e paesaggistico: manutenzione e gestione del territorio, del tessuto urbano, del paesaggio e del verde.

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