Alberi scomparsi: mistero a Campo di Giove, idem a Sulmona

Campo di Giove (Aq). Dove c’erano alberi ora crescono mattonelle, bidoni della spazzatura e porta vasi con dentro coloratissimi gerani che però non hanno alcun profumo. Soprattutto, il centro storico della località turistico montana si spoglia della sua essenza. Dove sono finiti gli alberi, chi li ha fatti sparire da piazza Duval e dal piazzale antistante la scuola elementare?

Aggiornamento

Piante sparite a Campo di Giove foto Trozzi Report-age.com 2016 (2)A Campo di Giove è un mistero, i Tigli scompaiono, almeno 6 da giugno, ma tra gli alberi spariti non mancano pini e persino un’Acacia. La manutenzione ordinaria costa, a farne le spese sono strade, parchi, alberi, Tigli capitozzati come non si dovrebbe, in periodi in cui non si potrebbe proprio fare certi interventi, ma chi glielo spiega! Sono sempre meno e sempre più malconci gli alberi. Inutile replicare a chi sostiene che in una località come questa di piante ce ne sono fin troppe. Il problema è gestire il verde pubblico non solo nel paese della montagna Madre dove le piante continuano a sparire con la scusa che la manutenzione costa o che gli alberi sono malati. Anche a Sulmona i Tigli scompaiono all’improvviso, da piazza Garibaldi, quel che resta e un ammasso di rami  tranciati e foglie collose e piene d’insetti. In pochi sono disposti a difendere, a studiare e curare seriamente il patrimonio arboreo che ci è stato donato. L’esempio di Pescara, dato dal coordinamento Salviamo i pini, è una eco lontana da queste parti. Nel capoluogo adriatico non sono più numerosi gli ecologisti, ma semplicemente più rari gli alberi percepiti come preziosi e indispensabili nello smog e nel grigiore della metropoli. La mattanza degli alberi, deliberata o silenziosamente praticata, complice l’indifferenza, è ovunque nell’entroterra. Basti pensare a frane e smottamenti sulle vie di comunicazione d’alta quota o in valle per capire che stiamo davvero esagerando, bisogna dire basta e cominciare a curare le piante non a tagliarle di netto.

mariatrozzi77@gmail.com

C’era una volta il Tiglio