Automobili sui viali del cimitero di Sulmona a ridosso delle tombe

Sulmona (Aq). Non è un parcheggio, ma un luogo sacro e ieri pomeriggio ne abbiamo contate 7 di auto parcheggiate all’interno del cimitero monumentale di Sulmona. Non è un caso, accade spesso, tanto che qualche cittadino se ne lamenta perché alcuni veicoli a motore transitano o sono parcheggiati a ridosso delle tombe e delle croci in ferro dei caduti della prima guerra mondiale.

Aggiornamento

Auto in transito nel cimitero Report-age.com 2016

C’è da dire che può essere difficoltoso per gli anziani raggiungere le tombe dei proprio cari, passati a miglior vita, ma non possiamo credere che, in mezz’ora di visita al cimitero comunale, una così grande concentrazione di auto posteggiate sui viali interni sia dovuta solo ai visitatori con problemi di deambulazione. C’è molto di più. I parcheggi all’esterno della struttura sono 2, un piazzale è ombreggiato ai margini della strada provinciale Frentana, l’altro è piuttosto capiente è occupato solo da una decina di auto proprio nell’ora in cui all’interno del cimitero si contano ben 7 autoveicoli fermi alcuni a pochi passi dalle aree di sepoltura. Auto in transito nel cimitero Report-age.com 2016Di questo passo l’amministrazione comunale sarà costretta a installare dei semafori nei pressi dell’ossario e dovrà progettare anche lì una rotonda impegnando dei vigili urbani per dirigere il traffico agli incroci interni. Sarebbe assurdo. Camminare fa bene, è salutare, si risparmia di benzina e ne giova anche l’ambiente. Il Campo Santo di Sulmona si sviluppa soprattutto in lunghezza e si progetta di ampliarlo, ma questo non giustifica il ricorso ai veicoli a motore se non ce n’è necessità. Poi nel vialone del cimitero andare a piedi è d’obbligo perché il transito dei veicoli e dei ciclomotori sarebbe vietato, salvo nei casi di autorizzazione per difficoltà deambulatoria e per i portatori di handicap, se muniti di cartellino regolare. Da qualche anno nel Campo Santo di Sulmona è costume, per non dire cattiva abitudine, raggiungere le lapidi del caro estinto motorizzati sino alla soglia. É vero, la popolazione anziana è sempre più numerosa, ma l’unica cosa che sta invecchiando da queste parti è il rispetto delle regole basilari perché gli altri se ne infischiano o per una certa svogliatezza. La cura è un gesto attivo, del presente, che non si traduce in una visita, in una tomba pulita e ricca di fiori, ma si manifesta nell’attenzione per luoghi sacri che, come questo, sono riserve naturali da custodire in pace.

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