Miscelati male e oltre i limiti i fanghi toscani a Collelongo. Il Wwf denuncia, l’amministrazione non ringrazia, anzi!

Collelongo (Aq). É allarmismo se un’associazione ambientalista s’interessa dello sversamento di fanghi provenienti dalla Toscana? Lo è se chiede il monitoraggio della falda acquifera perché le concentrazioni di sostanze inquinanti nei fanghi toscani vanno oltre i limiti di legge? Per l’amministrazione di Collelongo è allarmismo gratuito quello del Wwf Abruzzo montano per l’ex Cava Le grottelle. L’associazione ambientalista ha chiesto semplicemente che nell’area interessata dagli sversamenti sia eseguito un monitoraggio costante dell’acqua di falda. I fanghi toscani preoccupavano già prima che venissero scaricati in alta quota e sin dalla culla, in Toscana, non rientravano nei parametri di legge per la miscelazione, a confermare sono gli esiti delle analisi dell’agenzia per l’ambiente (Arpa toscana). Se non v’è dubbio sulla miscelazione sbagliata e sulla concentrazione di idrocarburi pesanti nei fanghi toscani gettati nell’ex cava, resta una domanda: perché l’amministrazione non si mobilita a chiedere un monitoraggio della falda e critica solerte il Wwf Abruzzo montano che ha colmato la lacuna amministrativa per garantire sicurezza per la falda e salute per i cittadini?  

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“L’aggettivo gratuito è esatto, non siamo remunerati e lavoriamo gratuitamente a difesa dell’ambiente” ribatte agli amministratori locali Walter delle Coste, coordinatore del Wwf Abruzzo montano. Sul termine allarmismo, l’associazione del Panda ricorda, in primis, che sono trascorsi già  9 mesi dal sopralluogo dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta). “Le analisi eseguite il 26 novembre scorso, sui fanghi da industria cartaria dell’impianto di Collelongo, hanno restituito concentrazioni di idrocarburi pesanti (C>12) ampiamente superiori al limite consentito. Sempre l’Arta, nel corso del sopralluogo, ha verbalizzato che la miscelazione non è stata correttamente effettuata dalla ditta – scrive in una nota il coordinatore Wwf Delle Coste Anche l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), in un’ispezione ambientale programmata sull’industria Toscana che produce i fanghi conferiti all’ex Cava di Collelongo (gestita dall’azienda Tamburro) ha dichiarato la non conformità dei fanghi ad attività di recuperoe così il mancato rispetto delle norme  – prosegue la nota del Wwf –  Ciò ha attivato le procedure d’urgenza per la messa in sicurezza del sito (art. 242 del decreto legislativo 152/2006) emesse in data 14 dicembre 2015 dal Servizio attività estrattive della Regione e il provvedimento della Provincia del 12 gennaio di divieto di prosecuzione dell’attività di recupero rifiuti da parte della ditta Tamburro Remo. Quanti mesi devono passare per far cessare l’allarmismo gratuito? – domanda Delle Coste  all’amministrazione comunale – La gravità a Collelongo sta anche nelle disposizioni impartite dalla Regione e dalla Provincia con i vari provvedimenti che (art. 250 Testo unico ambientale) prevedono: Qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti disposti dal presente titolo ovvero non siano individuabili e non provvedano né il proprietario del sito né altri soggetti interessati, le procedure e gli interventi di cui all’articolo 242 sono realizzati d’ufficio dal Comune territorialmente competente. Quali sono state le azioni mitigative, le misure applicate e le tipologie d’intervento messe in atto dalla ditta (art. 250) o dal Comune per prevenire lo stato di contaminazione, ed eliminare i pericoli per l’uomo e l’ambiente circostante? Quali sono i risultati dei monitoraggi del pozzo Triolo di Collelongo e dei pozzi a valle dell’area di bonifica prescritti in modo sistematico dall’ente d’ambito Abruzzo a tutela della falda acquifera sottostante?” il presidente sottolinea che si ratta di pozzi strategici e insostituibili per erogare acqua a Villavallelonga, Collelongo, Trasacco, Luco dei Marsi e Avezzano. Secondo il Servizio gestione rifiuti della Provincia dai formulari trasmessi risulta che la ditta ha iniziato l’attività di recupero rifiuti dal 22.03.2014, ossia prima della decorrenza dei 90 giorni dalla comunicazione di inizio attività trasmessa dalla ditta al competente Suap e in assenza delle prescritte garanzie finanziarie”. La domanda sorge spontanea per il Wwf Abruzzo montano: “Chi doveva vigilare sulle attività nel territorio comunale e sul traffico pesante per il conferimento? A chi spettava il controllo – e giù una valanga di domande –  L’ex Cava, autorizzata nel 1992 dal Comune di Collelongo, dal 1995 è all’interno di un Sito di interesse comunitario, denominato Parco nazionale d’Abruzzo,della Rete natura 2000 e l’elevata valenza naturalistica del territorio è un fattore escludente per attività di risanamento ambientale con procedura semplificata – conclude il coordinatore – Nel nostro delicato ecosistema non è consentito avere disattenzioni che possono determinare danni all’elevato patrimonio di biodiversità e dunque alla salute umana”.

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Fanghi industriali della Toscana a Collelongo

Entroterra abruzzese. Ci mancavano solo i fanghi industriali della Toscana, residuo delle produzioni di carta igienica ecologica, sull’Appennino abruzzese. Nella cava Le grottelle di Collelongo, a due passi da Villavallelonga, si consuma l’ennesimo attacco ambientale.

Il Wwf Abruzzo montano lancia l’allarme soprattutto sulla rischiosa permeabilità del suolo dell’area interessata dagli sversamenti e chiede un monitoraggio sistematico dell’acqua di falda, potabile, che disseta i cittadini di Villavallelonga, Collelongo, Trasacco, Luco dei Marsi e Avezzano, nell’aquilano. <Una vera emergenza ambientale nella Vallelonga. Dopo la strada tra Villavallelonga e Pescasseroli (asfaltata in piena Zona di protezione integrale nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con sequestro del cantiere e indagini, irrompe un altro sconcertante caso) il conferimento di fanghi presso la cava Le Grottelle, a Collelongo, confinante con la ex discarica già sequestrata – continua la nota dell’associazione ambientalista – Si tratta di fanghi provenienti da stabilimenti industriali della Toscana di una società di Lucca che produce carta igienica ecologica. Nell’ambito di un controllo a campione, dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale del 26/11/2015, è emerso che i rifiuti provenienti dagli stabilimenti di Porcari e di Diecimo, in provincia di Lucca, conferiti alla cava, gestita dalla ditta Tamburro, non rispettano i limiti previsti dalla normativa superandoli per centinaia di volte. Parliamo di idrocarburi pesanti denominati C10-C40, composti moderatamente volatili, trovati nelle matrici ambientali, derivanti da processi di disinchiostrazione nel riciclaggio della carta, che dovrebbero essere miscelati con terriccio. Nei suoi controlli l’Arta ha evidenziato che la miscelazione non viene effettuata correttamente, è stata riscontrata la presenza superficiale di un materiale non miscelato a terreno, delle stesse caratteristiche visive e olfattive de/ rifiuto conferitoLa Provincia dell’Aquila aveva ordinato alla ditta la rimozione del materiale entro 6 mesi, a decorrere da gennaio, ma il materiale inquinato è ancora presente nel sito. Nell’ultima conferenza di servizi, del 24 giugno alla quale la Asl non ha presenziato, i risultati hanno portato l’ente di governo del Servizio idrico integrato d’Abruzzo a richiedere prescrizioni come “Monitoraggi sistematici della qualità dell’acqua prelevata dalla falda acquifera e riservata al consumo umano visto la elevata permeabilità del suolo rilevata. Vista la direzione del flusso idrico della falda verso la piana del Fucino confermata dal piano di caratterizzazione è necessario eseguire monitoraggio anche a valle dell’area di bonifica in particolare per la presenza dei campi pozzo di Trasacco fonte strategica prioritaria e insostituibile di alimentazione idrica dei territori dei comuni di Trasacco, Luco dei Marsi ed Avezzano”Tutto questo per la vicinanza della cava con la sorgente Triolo e all’acquedotto del Cam. Il presidente del Wwf Abruzzo Montano Walter Delle Coste, informato di questo nuovo allarme ambientale e sanitario dai consiglieri di minoranza del comune di Collelongo, dichiara: “Il monitoraggio è certamente fondamentale ed è bene averlo richiesto. Viene tuttavia da chiedersi cosa accadrebbe se la falda fosse contaminata e perché non si applica in un caso così evidente il principio di precauzione, a tutela della salute dei cittadini marsicani?>.