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Presto D’Alfonso ai Limmari per sopralluogo ai casali dell’eccidio di Pietransieri

Pietransieri di Roccaraso (Aq). Degrado ai Casali dell’eccidio di Pietransieri (21.11.1943): “Andrò presto con i vertici Anpi ai Limmari per vedere la situazione e telefonerò anche al sindaco per capire il da farsi” la denuncia dell’Associazione nazionale partigiani italiani fa breccia anche nel cuore di Luciano D’Alfonso, presidente della Regione, che sul caso segnalato dai partigiani interviene. Quello di Pietransieri ha il triste primato di essere anche il primo eccidio di massa di civili, 123 poveri innocenti tra cui 34 bambini sotto i 10 anni fucilati incluso un piccolo di appena un mese, da parte delle truppe tedesche. Alle rimostranze dell’Anpi ha risposto qualche giorno fa il sindaco di Roccaraso, Fracesco Di Donato, sottolineando che i luoghi della memoria non sono assolutamente abbandonati dal momento che “fatta eccezione per l’erba alta, tutto è rimasto volutamente così come oggi appare, in ricordo dell’eccidio”. Il governatore verificherà di persona lo stato dell’aree e, se necessario, prenderà provvedimenti. Cosa buona e giusta è anche portare avanti il progetto partito dalla precedente amministrazione regionale per la località montana: un Parco regionale della Pace .

Aggiornamento: Dossier Limmari. La Terra di Nessuno

Limmari: la memoria va tutelata. All’Anpi il sostegno di Acerbo

18.8.2016 “Noi dobbiamo vigilare perché le riconquistate libertà non conoscano più tramonti” più di 50 anni fa questo era l’invito, sempre attuale, del Presidente Sandro Pertini ai colleghi della Camera. Eppure da anni il bosco di Limmari, con tutto ciò che a Pietransieri dovrebbe ricordare il primo eccidio di massa dei tedeschi, versa in condizioni disastrose, denuncia l’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi). Proprio lì le truppe tedesche trucidarono 128 persone tra cui donne e bambini. Li ammazzarono per il sospetto che la popolazione sostenesse i partigiani, ma senza prove a carico. L’area del massacro oggi è in completo disfacimento, in rovina, denuncia l’Associazione nazionale dei partigiani italiani (Anpi). Quale reazione ci sarebbe se nelle stesse condizioni versasse un luogo come Marzabotto per l’eccidio di monte Sole?

Limmari Pietransieri Report-age.com 2016

Casali dei Limmari Pietransieri (Aq)

“Il rispetto per il luoghi della memoria, specie per una tragedia come quella dei Limmari, una delle più gravi stragi nazifasciste in Italia, dovrebbe appartenere al dna di ogni abruzzese” scrive l’Anpi, ma ai Limmari purtroppo non è più così da tempo. L’associazione dei partigiani protesta perché luoghi della memoria come Pietransieri vanno tutelati e valorizzati, ma in questa località d’alta quota diventa difficile persino ricordare con dignitose iniziative le vittime della guerra. Giusta protesta per Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale del partito della Rifondazione comunista e Sinistra europea, che si associa all’Anpi Pescara riguardo al degrado in cui versano i luoghi dove si svolse una delle più efferate stragi ad opera dei nazisti e nella storia italiana. “L’eccidio di Pietransieri – 128 vittime, tra cui 60 donne e 34 bambini sotto i 10 anni – dovrebbe essere al centro della memoria e dell’identità della nostra comunità regionale – sottolinea l’ex consigliere regionale Acerbo – Nel 2010 votammo in Consiglio regionale l’istituzione del Parco regionale della Pace nella frazione di Pietransieri. Debbo constatare che a quella sacrosanta iniziativa non è seguita alcuna azione concreta da parte della precedente e dell’attuale giunta”.

Intervento Camera 23.11.1965 del presidente Pertini sull'eccidio di Pietransieri tratto da Sandro Pertini Discorsi parlamentari 1945 1976 Report-age.com 2016

Intervento 23.11.1965 del presidente Pertini sull’eccidio di Pietransieri

Nella seduta alla Camera dei Deputati del 23 novembre 1965 il compianto Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, rievoca in aula l’eccidio di Pietransieri. Ai tempi Pertini era presidente della Camera dei deputati: “Così il 21 novembre 1943 a Pietransieri donne e vecchi, inermi, vengono trucidati sulla soglia delle loro case, dinanzi a bimbi terrorizzati, nel cui cuore resterà indelebilmente impressa l’orrenda visione. E quella tragica esperienza farà di questi bimbi degli adulti prima del tempo.. Ricordiamo per rafforzare nei mostri animi il proposito di fare quanto da noi dipende, perché simili crimini e aberrazioni non debbano più ripetersi”.

Il 15 luglio 1967 il capo dello stato Giuseppe Saragat, in memoria della terribile strage conferì la Medaglia D’Oro al Valore Militare al popolo di Pietransieri.

Comunicato Anpi Pescara

Anpi Pescara-Ettore Troilo denuncia il grave stato di abbandono dei Limmari di Pietransieri e lancia un appello al sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, al presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis, e ai vertici della Regione perché mettano fine al più presto al degrado di uno dei luoghi storici della Resistenza al nazifascismo in Abruzzo. Il martirio dei 128 abitanti di Pietransieri per opera dei tedeschi il 21 novembre 1943 rischia di essere definitivamente cancellato dalla geografia fisica della Regione se non della memoria: lo stato di abbandono e di rovina dei casolari teatro dell’eccidio non trova nessuna giustificazione se non una colpevole incuria, una distratta superficialità e una nutrita dose di ignoranza storica. Il rispetto per il luoghi della memoria, specie per una tragedia come quella dei Limmari, una delle più gravi stragi nazifasciste in Italia, dovrebbe appartenere al dna di ogni abruzzese e invece ai Limmari ci sono solo rovi, sassi, crolli, sentieri, siepi, grovigli di ogni genere, oltre alla mancanza di una più elementare segnaletica, luoghi che dovrebbero invece essere sacri. Provate ad immaginare S.Anna di Stazzema, Boves o Marzabotto nelle stesse condizioni e provate ad indovinare quale potrebbero essere le reazioni della comunità civile di quei luoghi, mentre non basta affermare che il sacrario dentro Pietransieri è invece un buone condizioni. Ogni deduzione contraria, quale per esempio essere i casolari proprietà privata, non ha senso e valore quando si affrontano tragedia del genere, così come le valutazioni economiche addotte. Non si deve dimenticare, rimuovere una memoria del genere è criminale: la classe politica abruzzese si deve fare carico del recupero dei casolari luoghi dell’eccidio. Anpi Pescara-EttoreTroilo

The day after 

Nota del 20.8.2016 il sindaco di Roccaraso dovrebbe essere contento dell’attenzione dell’Anpi per Pietransieri. “Non capisco perché il sindaco di Roccaraso reagisca in maniera così risentita quando invece dovrebbe essere contento dell’attenzione nei riguardi del suo territorio. Se ha la coda di paglia il problema è suo. L’Anpi ha segnalato l’importanza di un luogo della memoria per l’identità collettiva regionale e nazionale. Il sindaco parla di “erba alta” implicitamente confermando quanto scrive l’Anpi che parla di “rovi, siepi” e “mancanza della più elementare segnaletica”. Ho ricordato che nel 2010 il Consiglio Regionale aveva votato l’istituzione di un parco regionale ma che non sono seguite iniziative di concretizzazione da parte della Regione Abruzzo” Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC-Se, ex-consigliere regionale Abruzzo.

Bretelle Toto: una galleria anche a Roccaraso

Il costruttore Carlo Toto ammortizzerebbe i costi della talpa Martina, la trivella su cui ha investito per forare le montagne, anche una doppia galleria tra il Parco d’Abruzzo e Roccaraso (Aq), con un tunnel nella montagna Grande e nel monte Genzana. Ipotesi incredibile per gli ambientalisti abruzzesi che riflettono sui limitati volumi di traffico. La previsione sarebbe un elemento inserito ad arte per cercare di spezzare il fronte del No sulle varianti che taglierebbero l’autostrada, risparmiando 10 minuti di viagigo, isolando però l’entroterra abruzzese. “Cercare di allettare quei territori che con la soluzione Toto-D’Alfonso si allontanerebbero ancora di più dall’autostrada, come la valle del Giovenco, le gole del Sagittario e l’Alto Sangro è uno smaccato tentativo di dividere il fronte che si sta costituendo contro l’opera, facendo magari vedere che si è pure pronti a cedere su qualcosa” l’invito del Forum H20  all’ Abruzzo Citeriore è di non cadere nella trappola.

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