Balneabilità in Abruzzo: ecco dove non è il caso di fare il bagno

In Abruzzo è caos balneazione. La fetta di mare Adriatico abruzzese è la più inquinata secondo le risultanze delle recenti analisi di Goletta verde (Legambiente). Atri divieti di balneazione si aggiungono a quelli precedenti e permanenti.

Dal 12 agosto è divieto di balneazione a Francavilla al Mare (Pe) per 140 metri a Sud di Fosso San Lorenzo. Gli ultimi prelievi dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) registrano un superamento dei limiti di legge a Francavilla  e il sito del ministero della salute riporta la chiusura del tratto con ordinanza sindacale (n. 20) del 10 agosto. Nell’albo pretorio del Comune l’ordinanza però non risulta. 
L’8 luglio dai sopralluoghi di alcuni ambientalisti risulterebbero delle irregolarità per i divieti di Ortona e San Vito Chietino e il movimento dell’acqua abruzzese documenta il tutto con delle immagini dei posti visitati che dovrebbero essere chiusi al pubblico. 
Ad Ortona, Lido Riccio, il Forum segnala cartelli fuorvianti, così a Nord di fosso CintioniA San Vito Chietino mancherebbero i cartelli di divieto in 2 tratti chiusi quest’anno alla balneazione, quelli relativi alla classificazione delle acque in categoria scarsa e le spiegazioni sulle criticità presenti.

Cartelli balneabilità Ortona, San Vito 

Articolo 12 della Direttiva 7/2006 UE sulla balneazione

Informazione al pubblico

1. Gli Stati membri assicurano che le seguenti informazioni siano divulgate attivamente e messe a disposizione con tempestività durante la stagione balneare in un’ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione:

a) la classificazione corrente delle acque di balneazione e l’eventuale divieto di balneazione o avviso che sconsiglia la balneazione di cui al presente articolo mediante un segno o un simbolo chiaro e semplice;

b) una descrizione generale delle acque di balneazione, in un linguaggio non tecnico, basata sul profilo delle acque di balneazione predisposto in base all’allegato III;

c) nel caso di acque di balneazione soggette ad inquinamento di breve durata: notifica che l’acqua di balneazione è soggetta ad inquinamento di breve durata, indicazione del numero di giorni nei quali la balneazione è stata vietata o sconsigliata durante la stagione balneare precedente a causa di tale inquinamento e  avviso ogniqualvolta tale inquinamento è previsto o presente;

d) informazioni sulla natura e la durata prevista delle situazioni anomale durante tali eventi;

e) laddove la balneazione è vietata o sconsigliata, un avviso che ne informi il pubblico precisandone le ragioni;

f) ogniqualvolta è introdotto un divieto di balneazione permanente o un avviso che sconsiglia permanentemente la balneazione, il fatto che l’area in questione non è più balneabile e le ragioni della sua declassificazione; e

g) un’indicazione delle fonti da cui reperire informazioni più esaurienti, conformemente al paragrafo 2.

Il movimento per l’acqua ha presentato un esposto su Ortona, Francavilla al mare, Giulianova e Martinsicuro perché mancherebbero i cartelli di avviso sui divieti e sarebbero stati riaperti ai villeggianti alcuni tratti costieri con gravissime criticità. Con un esposto inviato alle procure di Teramo e Chieti si proverà a fare chiarezza su quanto accaduto nei comuni abruzzesi di Ortona, Francavilla al mare, Giulianova e Martinsicuro dove emergerebbero situazioni fuori controllo sulla balneabilità “Con macroscopiche inosservanze della Direttiva comunitaria 7/2006 e delle normative nazionali che regolano la materia della balneazione” commentano le due associazioni ambientaliste.

Ad Ortona (Ch) mancavano completamente i cartelli di divieto di balneazione su 3 tratti chiusi, tutti controllati. Due di questi 350 metri a Nord della Foce del Fiume Foro e 350 metri a Sud della Foce del Fiume Foro sono chiusi dal primo maggio 2016. Un altro, 200 m a Nord della stazione di Tollo, secondo il Portale acque del ministero della Salute ieri risultava sulla carta chiuso temporaneamente alla balneazione. In tutti e 3 i casi sino a fine giugno c’erano bagnanti, con diversi minori, anche di 2-3 anni che hanno fatto il bagno in aree vietate alla balneazione. Su 1/4 tratto,Zona prospiciente molo nord Porto, che doveva essere chiuso temporaneamente tra il 17 e il 19 giugno per un superamento dei limiti, non si è riusciti a trovare alcuna Ordinanza di divieto ( e di riapertura) pubblicata sull’albo pretorio online del Comune sino al 25 giugno. Finalmente i cartelli di divieto di balneazione sono comparsi, in diversi tratti costieri ortonesi, il 28 giugno.

A Francavilla al mare (Ch) per due mesi è risultato aperto alla balneazione un piccolo tratto “140 metri a sud di Fosso S.Lorenzo” che senza un esplicito provvedimento della Regione Abruzzo è rimasto aperto alla balneazione dal primo maggio al 28 giugno, risulta anche sul sito del Ministero della Salute. A distanza di quasi 2 mesi, rispetto alle disposizioni normative, oggi è comparso il divieto di balneazione nel tratto 140 m a sud di Fosso San Lorenzo.

DATIA Giulianova (Te) il Forum H2O ha segnalato alla Procura l’incredibile vicenda dell’ordinanza sul tratto 250 metri a Nord della Foce del Fiume Tordino che risulta essere stata emessa con 2 giorni di ritardo (17 giugno) e pubblicata nell’albo pretorio con 5 giorni di ritardo (20 giugno) rispetto alla comunicazione dell’Arta del 15 giugno dell’avvenuto superamento dei limiti di legge. In pratica, riassumono i consiglieri Sara Marcozzi e Domenico Pettinari”Ben 2 analisi di routine su 3 non sono conformi, mentre 4 su 6 suppletive non hanno evidenziato risultati migliori, ma la zona è comunque aperta alla balneazione. Sul portale delle acque del ministero della salute la zona risulta balneabile, ma a leggere i dati delle analisi non dovrebbe esserlo”.

Martinsicuro (Te), il tratto 200 a Nord della Foce del Vibrata è stato riaperto alla balneazione dalla Regione “Nonostante il fiume Vibrata rimanga da anni una fogna a cielo aperto – chiarisce il Forum dei movimenti per l’acqua – Le criticità sono state confermate recentemente anche dall’Istituto zooprofilattico Caporale di Teramo (Izs) con tanto di articoli sulla stampa”. Spiaggia Ortona Report-age.com 2016Aggiungono le 2 associazioni ambientaliste: “Il tratto in questione è stato classificato dalla Regione in categoria scarsa, con divieto di balneazione dal primo maggio fino alla riapertura consentita solo dopo un provvedimento regionale sulla base di 2 imprescindibili fatti: il risanamento dalle fonti d’inquinamento e 2 analisi positive. Le 2 analisi positive sono arrivate (cosa possibile anche in tratti critici date la condizioni di variabilità del mare e degli altri fattori che possono incidere), ma certamente non era stata eliminata la fonte di contaminazione, l’inquinamento del Vibrata. Il 6 giugno la Regione dà l’Ok per la riapertura con una Determinazione a firma di Visca, riapertura che avviene materialmente con Ordinanza sindacale del 10 giugno. Al primo prelievo, del 13 giugno (dopo 3 giorni!), si riscontra un superamento, bissato con il prelievo del 15 giugno. Grazie alla decisione della regione il 13 giugno i potenziali bagnanti hanno trovato l’acqua balneabile solo sulla carta perché in realtà era inquinata con tanto di referto Arta (arrivato dopo le 48 ore dal prelievo). Proprio per i ritardi il Forum H2o chiede “La rimozione dalla Dirigenza del settore Carlo Visca che ha sottoscritto la determinazione. Anche i vari uffici della Capitaneria di Porto debbano sorvegliare attentamente sulle attività e sulle eventuali omissioni da parte dei comuni. Per questo abbiamo inviato l’esposto anche al Comando generale a Roma.

Mare inquinato, dati Arta costa pescarese 2016A Pescara (16.6.2016), il mare è tornato pulito, come per incanto, il 16 giugno nel tratto di via Galilei dove sono stati registrati valori oltre la norma appena 2 giorni prima. Nel capoluogo adriatico mancherebbero ancora i dati  di via Ballilla però, l’area del litorale pescarese che sarebbe stata interdetta alla balneazione, lo scorso anno, ma che in molti frequentarono ignari del dell’inquinamento con conseguenti malori e ricoveri, soprattutto per i più piccoli. Sul tratto da vietare alla balneazione il caso dell’ordinanza sindacale fantasma del sindaco di Pescara, Marco Alessandrini per il quale il 22 giugno di quest’anno (2016) è stato chiesto il rinvio a giudizio del primo cittadino, insieme a Enzo del Vecchio, vice, e Tommaso Vespasiano, dirigente comunale. Attenzione al mare inquinato, è il monito dei consiglieri comunali di Pescara del MoVimento 5 Stelle il 25 giugno 2016: “L’apertura della balneazione, in corrispondenza di via Galilei, non è nemmeno ipotizzabile; su 5 analisi di routine 3 sono risultate negative e bisogna usare la massima prudenza per salvaguardare la salute dei cittadini. La cosa grave è che il Comune non sembra avere alcuna intenzione di assumere un atteggiamento di prudenza; il caso emblematico della zona di Fosso Vallelunga, in cui 2 analisi di routine su 3 non sono conformi e quasi tutte le analisi suppletive (6 su 10) non sono risultate nella norma fa presumere che la probabilità di avere il mare inquinato è alta”.

A San Vito Chietino (Ch), secondo i dati Arta del 14 giugno (clicca qui per verificare latitudine e longitudine dell’area in cui sono state eseguite le analisi e risulta il superamento dei livelli), a 100 metri dalla foce del fiume Feltrino, le analisi di routine rilevano che i livelli di Enterococchi sono 20 punti superiori al limite di legge ed è allarmante il livello di Escheria coli nello stesso punto: 2005 Mpn su 100 ml di acqua, il massimo consentito è di 500 Mpn su 100 ml (D. Lgs. n° 116 del 30.05.2008). Mentre a 50 metri Sud Fosso Cintioni se non si superano i livelli di guardia per Entorococchi, risulta 159 punti al di sopra del limite massimo l’Escheria coli: 659 Mpn/100 ml su 500 Mpn/100 ml (Mpn⇒ Most probable number → è un metodo di conteggio batterico indiretto clicca qui per saperne di più).

Le analisi anche quest’anno sono state eseguite dai tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta). Appena il 14 giugno, nel tratto di via Galilei, la facevano da padroni enterococchi (260 Ufc/100 ml su 200 Ufc/100 ml – limite di legge) ed escheria coli (813 Mpn/100 ml su 222 Mpn/100 ml – limite di legge). Questi sono stati i valori registrati dall’Arta il 14 giugno e, quel giorno, per gli esperti il risultato potrebbe essere stato influenzato dal fatto che i campionamenti sono stati eseguiti in una giornata di pioggia, dunque con cattive condizioni atmosferiche. Trascorsi 2 giorni però, i valori sono tornati alla normalità sempre nel tratto ex via Mazzini con le indagini suppletive dell’Agenzia regionale che ha così rilevato una diminuzione dei colibatteri. Le analisi precedenti, del 23 maggio, avevano dato risultati incoraggianti con colibatteri in calo, sempre sullo stesso punto. Il 21 maggio addirittura erano ridotti a 5 unità e 20 unità, rispettivamente, i valori degli enterococchi e dell’escherichia coli. Come per via Muzii, i risultati favorevoli dei nuovi rilevamenti potrebbero portare ad una revoca del divieto di balneazione del tratto pescarese.

20.6.2015 Divieto di balneazione in ritardo: il Forum H2o annuncia esposti 
Giulianova (Te). Il Forum H2O ritiene grave che a Giulianova sul fronte della balneazione, a seguito del superamento dei limiti di legge a 250 m a Nord della foce del Tordino, accertato dall’Arta che, denuncia il Forum acqua, ritarda  nel pubblicare i risultati dei campionamenti sul sito Web. L’agenzia regionale ha comunicato il 15 giugno al Comune l’avvenuto superamento dei limiti di legge. L’ordinanza, firmata da un dirigente, riporta la data di emissione del 17 giugno, emessa dopo 2 giorni dalla comunicazione dell’Arta e pubblicata sull’albo pretorio solo oggi (20 giugno 2016), a ben 5 giorni dalla prima comunicazione. Tra l’altro facciamo notare che anche un successivo prelievo del 15 giugno (presumibilmente con esito comunicato proprio il 17 giugno) è risultato oltre i limiti di legge su quel tratto. Ad avviso del Forum H2O: “Le ordinanze hanno senso solo se emesse nell’immediatezza visto che stiamo parlando della tutela della salute pubblica” e il Forum conclude che lo stesso vale per la pubblicazione all’albo pretorio e per i ritardi annuncia esposti in procura.

Il primo aprile erano 8 i tratti costieri chiusi in Abruzzo e per altri 10 si annunciavano i divieti di balneazione rimovibili solo se, dopo maggio, le analisi sarebbero state favorevoli. Tra le aree interdette al bagno si aggiunge un punto a Nord del molo della marina di Vasto (Ch) e un altro a Fosso della Paurosa. Due mesi fa, a Città Sant’Angelo (Pe) non sono risultati balneabili alcuni metri che separano dalla foce del fiume Saline e del torrente Piomba. Tra i 10 tratti a rischio, i divieti di balneazione sono stati disposti a maggio e saranno riaperti se almeno 2 campionamenti daranno esito positivo, non sono mancati i soliti nodi pescaresi, vastesi  e ancora di Città Sant’Angelo, Francavilla, Martinsicuro e Alba Adriatica.

  • Martinsicuro: 250 metri a Nord della foce del Vibrata
  • Alba Adriatica: 250 metri a Sud della foce del Vibrata
  • Città S. Angelo: 50 metri a Sud della foce del Torrente Piomba, 300 metri a Nord della foce del fiume Saline
  • Pescara: area antistante via Muzii (ex parte del tratto definito “Via Mazzini”)*, area antistante via Galilei (ex parte del tratto definito via Mazzini)*, area antistante via Balilla
  • Francavilla al mare: 140 metri Sud fosso San Lorenzo
  • Vasto: area antistante fosso della Paurosa, 1100 metri Nord molo marina di Vasto

Sono questi i tratti che da quest’anno vengono classificati in categoria scarsa, 8 invece i tratti che resteranno chiusi alla balneazione per tutto il 2016,  1 in provincia di Teramo, a Roseto (300 metri a Sud del fiume Tordino), e gli altri in provincia di Chieti (Ortona- foce Nord e Sud del fiume Foro e del fiume Arielli), ma anche a San Vito Chietino (50 metri a Sud di fosso Cintioni, foce Nord del fiume Feltrino e 300 metri Sud della foce del fiume Sangro). 

Immagine incorporata 2

I nodi sono arrivati al pettine per Forum H2o, Nuovo senso civico, Pescara punto zero e Zona22 che sui dati della delibera di giunta regionale 148/2016 (clicca qui per consultarla), per la classificazione 2016 delle acque di balneazione, dichiarano:  “Negli anni precedenti, a parte la stampa, tanti hanno preferito non vedere. Oggi, dopo quanto accaduto lo scorso anno, speriamo che l’attenzione sia diversa. L’Abruzzo partirà con 18 tratti di costa chiusi alla balneazione, più del 15% dei segmenti in cui è suddivisa la costa ai fini della balneazione. Di questi, 8 saranno chiusi per tutta la stagione estiva 2016 perché hanno raggiunto i 5 anni consecutivi di classificazione nella categoria scarsa; gli altri potranno essere riaperti solo dopo analisi confortanti e dopo la risoluzione delle cause che hanno determinato le criticità per quanto riguarda gli anni trascorsi”. La classificazione viene fatta sulle base della direttiva 7/2006/Ce che indirizza gli Stati membri Ue alla classificazione, ai fini della balneazione delle acque dei tratti costieri, in 4 classi di qualità: eccellente; buona; sufficiente, scarsa. La classificazione tiene conto esclusivamente dell’inquinamento di tipo microbiologico, verificando l’entità della presenza di Escherichia coli ed enterococchi. I dati ottenuti nel monitoraggio annuale vengono aggiunti a quelli degli anni precedenti per una classificazione completa, per il 2016 è prodotta tenendo conto dei dati di 4 anni di monitoraggio, dal 2012 al 2015. Metà dei tratti costieri abruzzesi, esattamente il 49,1%, è nella categoria eccellente, il 20% nella categoria buono, quasi il 15% nella categoria sufficiente e il 16,5% nella categoria scarso. Piccoli miglioramenti a Teramo, la peggiore per la viabilità resta Pescara:

 

Teramo

Pescara

Chieti

Eccellente

52,2%

41,2%

49,1%

Buona

29,5%

11,8%

14,5%

Sufficiente

9,0%

17,6%

18,1%

Scarsa

9,3%

29,4%

18,3%

Le 4 associazioni ambientaliste chiedono d’informare dettagliatamente e costantemente i cittadini sullo stato attuale delle acque di balneazione, con l’affissione dei cartelli, pubblicizzando i portali e aggiornando i dati che sono contenuti nel sito Web del ministero della salute e la pagina Web dell’Arta, quest’ultima i primi di giugno si presentava come una pagina bianca, dopo tanto penare, finalmente i dati sono stati inseriti. I 3 gruppi chiedono di accertare le responsabilità degli amministratori delle società di gestione dei servizi idrici che si sono succeduti negli anni della gestione fallimentare delle società di gestione del servizio idrico integrato e di promuovere una partecipazione ampia della società abruzzese nella definizione degli strumenti di gestione come i Piani d’Ambito (dove si decidono gli investimenti) e il Piano di Tutela delle Acque (dove si determinano le regole). Forum, Zona 22, Nuovo senso civico e Pescara punto zero domandano anche di concentrare le poche risorse disponibili nelle infrastrutture alle attività di bonifica, disinquinamento del territorio. Basta nuove grandi strade, megaporti e nuove ed inutili grandi opere, Apriamo i cantieri di depuratori, fitodepuratori, rinaturalizzazione delle sponde ricreando fasce di vegetazione ripariale degne di questo nome e creiamo lavoro per far tornare bello il nostro Abruzzo. I tre chiedono di pubblicizzare i risultati dei controlli svolti sui depuratori da province ed Arta, fermare le nuove captazioni sui fiumi che diminuendo le portate abbattono la loro capacità di auto-depurazione, non ultimo demandano che i comuni promuovano la partecipazione diretta dei cittadini alla sorveglianza e alla gestione dei corsi d’acqua con progetti specifici.

mariatrozzi77@gmail.com