Bretelle autostradali, M5S: ‘Bocciati dal ministero D’Alfonso e Toto’

Roma. Manca un presupposto normativo alla realizzazione delle varianti per accorciare il percorso Roma-Pescara-Teramo sulle autostrade gestite dall’imprenditore Carlo Toto perché, al momento, gli unici lavori che Strada dei parchi deve fare sono di adeguamento e messa in sicurezza (Legge 228/2012) e altro non viene contemplato dalle attuali disposizioni di legge. È una sonora bocciatura quella che questa mattina il ministero dei trasporti dà sul progetto di modifica del tracciato autostradale abruzzese rispondendo all’interpellanza urgente del deputato Gianluca Vacca (M5S).

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Gallerie viadotti Pelgini Foto Maria Trozzi Report-age.com 2016Il mosaico ancora non è completo, ma il ministero, con questa risposta del sottosegretario affari esteri, Benedetto della Vedova, (per il video clicca qui) aggiunge un altro tassello, alla Camera, per chiarire sul progetto Toto ricostruendo gli ultimi anni di vita dell’idea di varianti avanzata dall’imprenditore Carlo Toto, progetto presentato 2 anni fa e riproposto in più salse nonostante il ministero abbia ribadito che questa “proposta e le successive integrazioni contemplano un programma di investimenti non limitato alle opere di messa in sicurezza dell’infrastruttura, di cui alla legge n. 228 del 2012, bensì includono interventi in variante di tracciato che determinano, tra l’altro, un significativo incremento di spesa, sino all’importo massimo di 6,9 miliardi di euro. L’equilibrio economico delle proposte presentate è raggiunto con una consistente estensione dalla durata di concessione (oltre 45 anni), incrementi tariffari per tutto il periodo della concessione..“. Insomma dal ministero arriva la conferma che Toto propone modifiche al tracciato i cui costi ricadranno sui cittadini. Si tratta di varianti che non hanno a che vedere con la dovuta messa in sicurezza e il dovuto adeguamento sismico che è chiamato ad eseguire sulle autostrade A 24 e A25, attesi da anni. In breve, l’imprenditore sembra insistere per una serie di interventi aggiuntivi per far si che il Corridoio 7 – collegamento Tirreno-Adriatico, da Civitavecchia ad Ortona (Ch), resti saldo su Pescara. Se proprio si volesse proporre qualcosa di nuovo, per le vie di comunicazione, da Civitavecchia (Roma) si potrebbe tagliare dritti sul monte Maiella (seconda montagna più alta della catena degli Appennini) e puntare diretti ad Ortona, saltando il capoluogo adriatico si risparmierebbero tempo e tanto denaro (la nostra è una provocazione).

Sul progetto Toto: “Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha di fatto certificato la totale mancanza di qualsiasi presupposto normativo e amministrativo al progetto di modifica del tracciato, confermando che gli unici lavori possibili sono appunto quelli di manutenzione e messa in sicurezza dell’attuale percorso, per un investimento totale stimato di circa un miliardo di euro spiega Vacca e il parlamentare pentastellato sottolinea che non c’è un interesse pubblico nell’intervento proposto dalla holding Toto. Il progetto farebbe risparmiare, in realtà, solo 10 minuti di viaggio e appena 20 km in meno di percorso (limite massimo di velocità – in A – è di 130 km/h), a differenza del taglio di 40 km che impreziosisce certe relazioni tecniche. Sottolinea il deputato a 5 stelle che: “Inoltre, nella ricostruzione fatta durante la risposta fornita oggi, si evince come il ministero, nella corrispondenza con la società, avviata nel 2013, abbia sempre chiesto alla società Strada dei parchi di fare un Piano economico finanziario esclusivamente per i lavori di manutenzione e messa in sicurezza, senza nessuna variante al tracciato, poiché appunto queste non sono possibili nell’ambito della convenzione in essere e in base alla normativa vigente. Dall’altro lato la società invece avrebbe sempre inserito anche le varianti nel piano, ostinandosi a ripresentarle in tutte le occasioni utili, ma vedendosele sempre respinte – aggiunge Vacca – Resta da chiedersi per quale motivo il presidente Luciano D’Alfonso abbia tanto caldeggiato la realizzazione di questa devastante opera. Ora non ha più alibi. Se ne faccia una ragione, il ministero ha confermato quello che in Regione dicevamo da tempo: il progetto è in contrasto con le direttive europee e le leggi statali che consentono solo opere di messa in sicurezza e non nuovi tracciati. Ci auguriamo, a questo punto, che si interrompa quella che sembrava una ingiustificata azione di sponsorizzazione dell’opera da parte dell’esecutivo regionale, che si interrompa il tendenzioso dibattito sugli organi di informazione locale e che il presidente cominci a curare le reali esigenze e priorità dei cittadini abruzzesi: salute, lavoro, sociale e trasporto pubblico, tutte questioni sulle quali il governo regionale sta operando scelte scellerate” concludono dal Movimento. Dunque, al concessionario tocca adeguare e mettere in sicurezza quel che c’è sul troncone autostradale e su questo occorre insistere affinché si proceda nel minor tempo possibile, si è perso sin troppo tempo. Vigileranno il coordinamento attivato a difesa dell’Abruzzo e i vari movimento. Vacca chiede al ministero di riappropriarsi del proprio ruolo e di diffidare le Regioni (Abruzzo e Lazio sono parte attiva a favore dell’impresa di Toto), ad avallare ulteriormente la proposta e le altre iniziative di questo tenore.

Discussione dell’interrogazione alla Camera

Illustrazione

Risposta del sottosegretario

Replica 

Resoconto stenografico della seduta

Acerbo: “Anche il governo dice NoToto: D’Alfonso dovrebbe dimettersi”

 

“É assai positivo che rispondendo all’interpellanza dell’amico Gianluca Vacca il governo abbia confermato ufficialmente quanto detto in questi mesi man mano che emergevano informazioni su un mega-progetto assurdo e devastante – è scritto in una nota di Maurizio Acerbo della segreteria del partito della rifondazione comunista – Conoscendo Luciano D’Alfonso e valutando che portata gigantesca avrebbe l’affare per i Toto credo che non dobbiamo fare l’errore di abbassare la guardia. Cercheranno in tutte le maniere di usare il proprio peso politico ed economico (basti pensare soltanto all’operazione in corso di acquisto del quotidiano il Centro), insisteranno ancora sui tavoli politici romani. Quindi il lavoro che abbiamo avviato di informazione e mobilitazione del popolo abruzzese con la costituzione del coordinamento No Toto deve andare avanti. Dalla risposta del Ministero si evince il grado di spregiudicatezza del presidente Luciano D’Alfonso che da esperto di infrastrutture e dirigente dell’ANAS non poteva non sapere che l’operazione che ha sponsorizzato rappresenta una forzatura enorme anche sul piano normativo e non solo su quello della devastazione ambientale – conclude Acerbo – Dati i notissimi legami D’Alfonso-Toto, confermati dai procedimenti giudiziari che li hanno riguardati e li riguardano, il Presidente della Regione farebbe bene a dimettersi e andare a lavorare direttamente nel gruppo (anche il ruolo nell’Anas appare incompatibile)”.

Coordinamneto #NoToto – Salviamo l’Abruzzo: dopo la sberla del ministero la Regione ritiri in autotutela il parere favorevole

“L’interpellanza odierna del Deputato del M5S Gianluca Vacca sul progetto Toto ha ricevuto una risposta inequivocabile. Secondo il Ministero è un programma di investimenti <non sostenibile sotto il profilo tecnico, amministrativo, giuridico ed economico-finanziario>. Valutazioni diametralmente opposte al giubilo che traspare dietro al parere favorevole della Regione Abruzzo, di un tavolo interdisciplinare (!) e del suo Presidente, rilasciato il 7 giugno scorso. La Regione ritiri immediatamente quell’atto e, anzi, faccia schierare la massima istituzione regionale contro questa idea progettuale devastante per il territorio. La nostra mobilitazione continua a partire dall’assemblea pubblica di Raiano di lunedì 8 agosto in municipio alle ore 17 perché, date le somme in gioco, bisogna mantenere alta la guardia. Certo, è sconfortante lo spettacolo offerto da una parte della classe dirigente della nostra regione che si è immediatamente schierata a favore di interventi catastrofici per il nostro ambiente e in particolare per il patrimonio idrico”.

Aggiornamento 7.8.2016

Inaugurate le gallerie sulla Tiburtina Valeria. D’Alfonso ricalibra il progetto Toto per il ‘patrimonio ambientale che Dio ha donato’

Archivio 5.8.2016

Bretelle Toto. D’Alfonso risponde su Facebook all’ombra del pRe-giudizio

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