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Lavoro e investimenti al Polo chimico di Bussi acquisito da Todisco

Bussi sul Tirino (Pe). Investimenti da 8 a 10 milioni di euro e una trentina di posti di lavoro in più per riavviare l’industria chimica di Bussi, questo è tanto per cominciare. E non si sbilancia Donato Todisco, amministratore delegato della Holding Todisco quando accenna al Piano industriale. Oggi il colosso della chimica italiano ha acquistato ufficialmente il polo chimico di Bussi dalla Solvay. Fuori dalle mura opera invece la società bresciana dell’imprenditore Filippi.  

Bussi sul tirino diga foto Trozzi Report-age.com 2016

Impianto idraulico Bussi, foto Trozzi

Stretta di mano tra gli amministratori delegati delle società, il passo in avanti è compiuto. L’impresa bresciana partirà subito con la produzione del detergente Eureco, l’imprenditore Todisco poi indica dai 2 a 5 anni il tempo necessario per aumentare la capacità produttiva dell’impianto Cloro Soda. Dal 2015 la Solvay non ha potuto più produrre cloro per effetto di una joint venture (società mista) con Ineos che ne ha l’esclusiva a livello europeo e ambisce a diventarne il secondo produttore mondiale di cloro, in coda agli americani. Erano a rischio 30 posti di lavoro nella sezione Cloro in cui erano impiegati i lavoratori delle officine e viste le previsioni del Piano industriale c’è possibilità di recuperare. Verrà potenziata anche la fornitura farmaceutica appena dopo la bonifica del sito. Passano da Solvay a Todisco tutti i fabbricati e altre proprietà immobiliare del polo chimico. A Solvay restano le aree esterne, tra queste anche le discariche 2 A e 2 B del sito, dove proseguirà il risanamento prescitto dal ministero dell’ambiente, a carico del gruppo Belga, previsto sino al 2017.  Solvay Chimica Bussi, in accordo con il Ministero dell’Ambiente, nell’ambito delle misure di prevenzione ambientali all’interno del sito, ha inoltre realizzato un nuovo grande impianto di trattamento delle acque di falda asservito alle barriere idrauliche che ne garantiscono l’efficacia operativa.

Solvay al polo chimico Bussi (Pe) Report-age.com 2014

Polo chimico Bussi Foto Maria Trozzi

Insieme agli impianti dell’industria chimica di Bussi, il gruppo bresciano rileva anche la barriera di filtraggio delle acque. Nel 2007 Solvay chimica Bussiun ha realizzato un nuovo  impianto di trattamento delle acque di falda asservito alle barriere idrauliche che ne garantiscono l’efficacia operativa. Successivamente l’installazione è stata potenziata e almeno per un decennio il costo di gestione dell’impianto, circa 1 milione di euro l’anno, sarà a carico di entrambe le società. Un accordo “che garantisce la permanenza industriale e lo sviluppo del sito, con il mantenimento e il successivo potenziamento dei livelli occupazionali – chiarisce Solvay – Il Gruppo Todisco assicurerà la sostenibilità del sito con investimenti impiantistici nei settori chimici sopra indicati, creando sinergie con le altre attività del proprio portafoglio prodotti”.

mariatrozzi77@gmail.com

rispunta-filippi-con-la-farmaceutica-per-il-sin-bussi-report-age-com-2016Aggiornamento 28.11.2016 Sul sito di Bussi anche la Uniholding, unichimica con l’industriale vicentino Alberto Filippi che in questo lunedì di fine novembre ripresenta un investimento nel polo chimico che opererà nel campo della farmaceutica, dice, pari a 60 milioni di euro  che in fase iniziale occuperebbe 50 lavoratori, ma non si sa con che contratto. La nuova azienda sorgerà su 25 mila metri quadrati a monte dello stabilimento produttivo della Solvay. Tale area, a seguito di una procedura tra Enti, è entrata formalmente nella proprietà del Comune di Bussi. Tale esito è stato possibile grazie alla collaborazione istituzionale tra Regione Abruzzo e Comune di Bussi che hanno sottoscritto nella tarda mattinata a Pescara un’intesa finalizzata al rilancio produttivo-occupazionale e alla reindustrializzazione del polo industriale di Bussi officine. Il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso che ha firmato con il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, e l’imprenditore, Alberto Filippi, il protocollo, ha parlato di uno strumento che propone “un’azione di rottura delle regole contro la ragnatela della pubblica amministrazione”. “Quello che conta in questa fase – ha aggiunto – è la nomea che recupera Bussi da sito malato a sito dalla capacità industriale e produttiva. Occorre che accadano fatti nuovi nell’economia per consentire che altri fatti nuovi si aggiungano creando un circolo virtuoso”. Il protocollo, in sintesi, individua le azioni più urgenti da mettere in campo per facilitare la ripresa economica del territorio, la difesa e la creazione dei posti di lavoro. In particolare la Regione si impegna, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali e nel rispetto delle procedure previste dalle vigenti norme, ad attivare politiche ed iniziative atte ad accrescere le opportunità di accesso alle agevolazioni finanziarie e di altra natura finalizzate allo sviluppo di nuove iniziative produttive da parte dell’investitore individuato nel presente atto, sia provenienti dalla programmazione dei Fondi Europei che dai Fondi previsti per lo sviluppo dell’area del cratere sismico del 2009. Inoltre, garantisce l’impegno delle proprie strutture amministrative affinché si acceleri l’iter amministrativo di valutazione dei progetti presentati alle strutture competenti nell’ambito delle iniziative avviate. Infine, la Regione si impegna ad attivare ed utilizzare gli strumenti disponibili per ridurre i tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi di propria competenza connessi all’attuazione di quanto previsto dal protocollo.

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