Bretelle Toto. Esposto per la messa in sicurezza dei viadotti Peligni. Video shock esclusiva Report-age

Pratola Peligna (Aq). Giancarlo Santilli e Aldo Di Bacco, avvocati di Pratola Peligna, una delle località dell’aquilano penalizzate dal progetto Toto, hanno presentato stamane un esposto alla procura della Repubblica di Sulmona per l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza dei viadotti dell’autostrada, in virtù di quanto disposto dalla legge 228/2012 e, in particolar modo, per il tratto della valle Peligna. Per i due legali occorre subito procedere agli interventi per garantire sicurezza sul tratto e sui viadotti Peligni. L’adeguamento sismico e la messa in sicurezza sono attesi da anni ed è qualcosa di diverso la proposta varianti messa in campo dal gruppo Toto. Gli avvocati annunciano che, nei prossimi giorni, l’esposto sarà depositato anche all’Aquila presso la procura Antimafia.

Aggiornamento 1 e 2 , archivio 1, 2 e 3

Esposto Di Bacco Santilli progettoToto Report-age.com 2016“A fondamento della richiesta si pone la messa in sicurezza dei viadotti posti sul tratto Cocullo / Pratola Peligna – è scritto nell’esposto – .. che detti viadotti si trovano in uno stato di pessima manutenzione dovuta, verosimilmente, all’incuria del concessionario .. che la situazione potrebbe essere già tale da costituire un serio ed imminente pericolo per la pubblica circolazione (i ferri di contenimento sono in gran parte scoperti e ormai totalmente arrugginiti, alcune lastre di cemento sono ormai precipitare a terra con grave pericolo degli evtntuali passanti sottostante i viadotti”. Per i viadotti Peligni il gruppo Toto ha deciso la dismissione e conseguente demolizione. Ragioni legate, a quanto pare, all’impossibilità di adeguare i sostegni dato che sarebbero ridotti male e non resterebbero in piedi per più di altri 50 anni, a detta dei tecnici della Regione. Nell’esposto dei legali pratolani si fa anche riferimento al singolare iter seguito per portare avanti il progetto Toto.

Pratola Superiore Pilone 4 Report-age.com 2016La proposta del costruttore è maturata sulla scia degli adempimenti imposti a Strada dei Parchi dalla legge n. 228 del 24.11.2012 ovvero per la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico delle autostrade abruzzesi che la società gestisce: A24 e A25. Nel 2014 il gruppo Toto deposita l’idea di accorciare l’autostrada, di una trentina di chilometri circa, presso il ministero delle infrastrutture facendola passare per un progetto di adeguamento disposto dalla legge 228/2012. Il documento resta ad ammuffire in un cassetto del dicastero per ben 2 anni. Il progetto forse non piace, non decolla, è bloccato o viene ignorato? Il sospetto che sia in corso qualcosa di grosso s’insinua lo scorso anno quando i vertici regionali suggeriscono a qualche giornalista nuovamente l’idea di far pagare il pedaggio sull’Asse attrezzato. La popolazione della provincia di Pescara insorge, scampato il pericolo è di nuovo silenzio. A rispolverare l’iniziativa progettuale del testimone di nozze di Luciano D’Alfonso, governatore d’Abruzzo è, a gennaio scorso, proprio il presidente della Regione intervenuto in un incontro dei parlamentari abruzzesi promosso da Cna-Fita e Federconsumatori a Pescara. Del progetto non si sa quasi nulla se non quanto anticipato dal governatore. A gennaio, ad esempio, si sa che per l’intervento sarebbero previste delle varianti sull’attuale troncone con nuove gallerie, una delle quali sbucherebbe sulla riserva naturale delle Sorgenti del Pescara. Gli ambientalisti si mobilitano e il Comune di Popoli delibera contro il progetto tanto che, a febbraio, il progetto è già cambiato e a marzo la variante viene spostata prevedendo un casello autostradale all’altezza del Comune di Vittorito, nell’aquilano. L’uscita servirà Popoli e Bussi, in provincia di Pescara, Sulmona, Pratola e tutto l’entroterra aquilano d’alta quota sul versante Sud Est d’Abruzzo. Alcuni sono più lunghi delle canne del Gran Sasso altri sono più corti. I tunnel che Toto vuole realizzare per ammontizzare i costi della talpa Martina – la sua trivella di ultima generazione – bucheranno il Sirente. E proprio sul Parco regionale Sirente-Velino intanto si sono già affacciati i soliti noti con i soliti progetti da maggioranza regionale per ridurre i confini del’area protetta ( la scusa è di escludere le aree agricole) e ancora per cementificare i Piani di Pezza e giù di lì per garantire colate di cemento agli affezionati di Rocca di Mezzo (Aq). Mentre le associazioni ambientaliste si coalizzano per garantire all’area protetta il rango di Parco nazionale si fa sentire anche il già presidente Carlo Azelio Ciampi contrario alla realizzazione di altri 50 villini nella località montana. Resort e strutture ricettive spunteranno sulle piane, con tanto di progetto in Rete pubblicato, gennaio scorso, da un ingegnere russo di San Pietroburgo. Tra le qualità dell’area montana presa di mira, il fatto che sia raggiungibile in auto da Roma e su carta si considerando già i tempi ridotti che sarebbero garantiti dalle varianti programmate da Strada dei parchi, guarda caso. Da Civitavecchia (Roma) a Ortona (Ch) per Toto sarà tutto un buco con la talpa meccanica. Ancora, con la programmazione delle bretelle di Toto è previsto, in un primo momento, l’abbattimento di alcuni tratti dell’autostrada, in valle Peligna. In breve, Toto programma su una strada che non è la sua le dismissioni dei viadotti, in alcuni casi la demolizione che altrimenti imporrebbero interventi costosi e scomodi per il concessionario. Così tenta, in un primo luogo, lo smantellamento dell’infrastruttura, nelle parti in cui non conviene manutenerla. Alcune comunità si ribellano e il gestore fa finta di cambiare, per tenerle buone, Insomma, il misericordioso salva i viadotti, sino ad aprile scorso dice che sarebbero stati banalizzati, ridotti a raccordo.  Poi però ci ripensa. Un attimo di distrazione e a Roma, presso al sede della regione Abruzzo, mentre si discute in sordina del progetto bretelle, senza i sindaci, presidente della provincia e assessore regionale maggiormente interessati dalla proposta, rispunta la mutilazione voluta da un privato per l’autostrada pubblica ovvero un’pera strategica di protezione civile, secondo la qualifica data, con decreto, dal Presidente del consiglio dei ministri nel 2003.

Planimetria varianti Toto Report-age.com 2016
Planimetria varianti Toto, sull’entroterra

Sottolinea l’avvocato Aldo Di Bacco: ” Il progetto prevede interventi penalizzanti per l’entroterra, per Pratola e per la valle Peligna e anche e soprattutto per l’ambiente”. Un progetto per 4 anni tenuto in sordina e che va avanti in modo singolare. A valutare l’intervento è stato un comitato interdipartimentale regionale e la segretezza dei componenti di questo organismo sembra più sacra di quella riservata ad una loggia. In breve, nell’esposto di sottolinea che la società si attarda nell’adeguamento e nella messa in sicurezza delle autostrade gestite, con rischi non solo per chi viaggia, ma anche per le comunità del Centro Abruzzo che considerano il tracciato autostradale Peligno un punto di riferimento, via di fuga e d’accesso all’entroterra in caso di calamità e di emergenze. Come potrebbero arrivare i soccorsi in valle d’inverno, in aereo o su strade trasformate ormai in mulattiere grazie ai tagli? Si staglia sulla valle il monte Morrone e un’inquietante presenza, una faglia, considerata dai geologi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, tra le più pericolose d’Italia. I due professionisti di Pratola ritengono dunque indispensabile procedere immediatamente agli interventi di messa in sicurezza del tratto peligno, attesi da 4 anni e temono che la proposta di progetto dell’imprenditore Carlo Toto sia un diversivo.

La riflessione. Se una società non è più in grado di gestire un’infrastruttura statale a servizio di tutti, per il bene della comunità sarebbe il caso di risolvere il contratto esistente e predisporre un nuovo bando di gara per affidare le sorti del bene comune a società disponibili a gestire  adempiendo pienamente agli impegni presi.

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Planimetria varianti Toto Castel di ieri Report-age.com 2016
Caselli nuovi a Castelvecchio/Castel di Ieri e Vittorito

Varianti: acquifero a rischio. Castelvecchio senz’acqua potabile, favorevole al progetto

“Il sindaco di Castelvecchio Subequo, Pietro Salutari, promuove un Fronte del sì per il progetto Toto pur di avere uno svincolo autostradale dietro il paese, all’ingresso di Castel Di Ieri, senza badare al fatto che per fare tutto ciò bisognerà traforare per 13 km il monte Sirente, in pieno parco regionale e con danno immenso alle falde acquifere” chiarisce il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua. “Per una strana legge del contrappasso, sul sito Web del Comune di Castelvecchio e sulla pagina Facebook del primo cittadino, è postato l’avviso che manca l’acqua potabile per contaminazione da coliformi – fa notare il Forum H2o – In piena estate e con le attività turistiche in piena attività. Ci spiace molto per gli abitanti. Crediamo che questa situazione la dica lunga su tutta la vicenda; speriamo che faccia riflettere tutti, il sindaco Salutari in primis – conclude l’associazione – Crediamo che le priorità per questa regione e questo Paese sia il risanamento del territorio, non certo altri danni al territorio facendo spendere 6,5 miliardi di euro dei cittadini”.

Premio Attila 2016 Mountain wilderness candida Toto e D’Alfonso

Sunto progetto Toto eliminazione costi manutenzione adeguamento strutturale viadotti in variante Report-age.com 2016
Documento Regione che riassume progetto Toto

“Il progetto Toto è .. Toto sbagliato – scrive in un comunicato l’associazione ambientalista Mountain wilderness che propone di candidare per il Premio Attila dell’edizione 2016 l’imprenditore Carlo Toto e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso – Come pensare di distruggere una Regione e guadagnarci sopra? Siamo sbigottiti, stupiti e arrabbiati, come dovrebbero esserlo tutti gli abruzzesi che amano il loro territorio. Ora ci sembra chiaro più di coloro che lo amministrano. Il progetto Toto è devastante, basterebbe pensare solo alla doppia galleria dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sino a Roccaraso, al tunnel sotto la montagna Grande e il Genzana (riserva della Regione Abruzzo). Si ripercorrono vecchi errori che porteranno all’impoverimento dei territori che si vedranno scavalcati e allontanati: valle del Giovenco, gole del Sagittario e alto Sangro. Non si pensa ad un miglioramento delle reti di collegamento pubbliche, non ad una mobilità sostenibile, non a rendere efficiente il trasporto ferroviario o le autolinee pubbliche e, come sarebbe potuto avvenire 50 anni fa, a diminuire ( inutilmente e neanche sicuramente) di pochi minuti una percorrenza devastando tutto ciò che esiste intorno. Ci sentiamo fin da ora a perorare la candidatura al Premio Attila 2016 del signor Toto e del presidente D’Alfonso. L’impatto incredibile sull’intero acquifero della Regione Abruzzo, nostro patrimonio con cui ci dissetiamo che alimenta fiumi e sorgenti utili con cui abbiamo fatto grande l’industria agroalimentare e l’agricoltura, sarà distruttivo. Il tutto senza ascoltare i territori, gli enti preposti alla tutela dell’ambiente, senza studi approfonditi, dimostrando nessun amore verso l’Abruzzo. Crediamo che il signor Toto abbia già molto da pensare per far funzionare il tratto di autostrada che gestisce, peraltro rendendola uno dei tratti autostradali tra i più costosi d’Italia, che occuparsi di cementare una regione. “ Siamo molto arrabbiati e non lasceremo nulla d’intentato. Abbiamo saputo difendere il Gran Sasso da ulteriori stupidi trafori; questa battaglia sarà più grande e più importante”. Afferma Massimo Fraticelli responsabile parchi dell’associazione Mountain wilderness Abruzzo: “Molti consiglieri regionali, molti ex politici che oggi hanno incarichi nelle segreterie di assessori e nella segreteria del presidente D’Alfonso, erano con noi nella battaglia contro il terzo traforo. Ci aspettiamo che dicano qualcosa. Non si può essere per la tutela dell’ambiente e devastatori al tempo stesso. Non si può sempre guardare alle proprie convenienze. Ci aspettiamo che ogni consigliere regionale, sindaco, amministratore piccolo o grande che sia esprima il suo dissenso più ampio e chiaro verso questo sciocco e devastante progetto. Ora conosceremo chi ama l’Abruzzo e chi no- conclude Fraticelli – Da oggi gli abruzzesi si ritengano mobilitati. É necessario l’apporto di tutti per fermare un progetto che cambierà il volto dell’Abruzzo e lo condannerà ad una involuzione economica e sociale fortissima”.

Viadotti Peligni Foto Trozzi Report-age.com 2016Bretelle Toto. Acerbo sulle dichiarazioni dell’ad  Strada dei parchi Ramadori

La lettura stamane sui quotidiani abruzzesi sulle argomentazioni dell’amministratore delegato Cesare Ramadori della società Strada dei Parchi, sul progetto varianti per le autostrade che ha solo in gestione (A 24 e A 25), non può che suscitare un misto di rabbia e ilarità per Maurizio Acerbo. della segreteria nazionale di Rifondazione comunista e Sinistra. “Possibile che i Toto ci considerino così sprovveduti? Ramadori davvero si arrampica sugli specchi pur di giustificare un progetto che non avrebbe mai dovuto presentare e soprattutto che il presidente della Regione non avrebbe mai dovuto sponsorizzare. Tutto è possibile in Abruzzo visto che in un paese del Nord Europa uno come D’Alfonso con le cose venute fuori nei processi non l’avrebbero candidato neanche all’amministrazione di un condominio per il palese legame con un’impresa così influente sul territorio. Un tale palese conflitto d’interesse avrebbe dovuto indurre il presidente ad evitare di sostenere il progetto dell’azienda di famiglia.

La minaccia. Ramadori minaccia e annuncia che i Toto se ne vanno se non ottengono la proroga della concessione. Un ricatto che non vedo perchè debba impensierire gli abruzzesi. Non c’è nessun altro che sa gestire un’autostrada? E se per caso l’autostrada tornasse a gestione pubblica sarebbe un dramma? D’Alfonso comunque già sta lavorando a livello europeo per ottenere proroga.

Progetto fantasma. Ramadori ci comunica che il progetto sarebbe cambiato di nuovo: un tentativo di depotenziare la protesta che monta. E un segno della mancanza di trasparenza di un’operazione sgangherata che è potuta andare avanti solo perché i Toto attraverso D’Alfonso hanno conquistato il governo regionale. Ora che abbiamo fatto conoscere il progetto e i disastri che comporterebbe cambiano le carte in tavola. A proposito dove sono i nuovi presunti elaborati progettuali?

Camion in fiamme. Il motivo per cui bisogna far lavorare la costosissima talpa di Toto e realizzare decine di km di gallerie sarebbe quello di evitare che i mezzi pesanti vadano a fuoco mentre attraversano le montagne abruzzesi. Però non ci risulta che sia venuta dagli autotrasportatori la richiesta dell’opera anzi che importanti associazioni di categoria si siano dichiarate apertamente contrarie.

Le  piramidi di Toto. Per creare consenso in tempi di alta disoccupazione Ramadori spara un numero di occupati nel cantiere spropositato (20 mila) come se oggi si usassero le tecniche degli antichi egizi. Le gallerie le faranno con martello e scalpello? Trascineranno i blocchi di roccia con funi e carretti?

I soldi. Poi Ramadori tira fuori un’autentica perla: “qui si mettono capitali privati, mentre per la ferrovia sarebbe lo Stato a dover investire”. Ramadori dimentica di dire che i soldi li metteranno i cittadini con i pedaggi mica Toto che in materia (non metterci i soldi suoi) è un vero esperto. Consiglierei di verificare come Toto si è pagato la concessione autostradale. Ultima considerazione: Tende a far apparire come esagerazione le critiche ambientaliste al progetto di Toto&D’Alfonso dipingere Ramadori come un tapino che fa il suo mestiere e che viene tacciato di essere un Attila dai soliti cattivoni. Faccio presente che il gruppo Toto non brilla certo per ambientalismo visto che è stato ed è oggetto di vari procedimenti giudiziari per reati ambientali. Anche in compagnia di D’Alfonso. Volevano far passare un viadotto sopra una riserva naturale e furono fermati solo dall’intervento di Rifondazione e del Wwf. Per non parlare dei processi a Firenze per  varianti di valico e terza corsia dell’A1 fra Firenze e Bologna.