Pista forestale asfaltata, Soa svela il retroscena: un progetto per costruire impianti di risalita

Villavallelonga (Aq). Perché spendere 500 mila euro per asfaltare una pista forestale che non collega il paese ad abitazioni, resort e altre strutture ricettive e che dovrebbe rimanere chiusa? La domanda sorge spontanea per la lingua d’asfalto appena realizzata a Prati d’agro e si fa strada una risposta osservando, da un’altra prospettiva, la colata di bitume che ha incatramato il cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). La stradina bianca di Prati d’Agro è asfaltata, con il parziale avallo dell’ente parco, per una ragione sino a ieri poco chiara. Cosa c’è sotto? La Stazione ornitologica abruzzese va a spulciare il Piano triennale delle opere pubbliche di Villavallelonga e scopre l’incredibile intervento per collegamenti a fune previsto proprio tra fonte Aceretta e Pescasseroli. Nel piano non risulta un intervento sulla strada, nei paraggi però è programmato un impianto di risalita, esattamente di arroccamento. Una prima conferma dei dubbi nutriti sin da gennaio è una vasta porzione del versante montano di Villavallelonga che rientra, per l’ultra trentennale Piano paesistico regionale, nel bacino degli impianti sciistici di Pescasseroli. Proprio così e la situazione si complica perché i divieti sulle Zone di protezione speciali (Zps) non si applicano  in questo caso, perché la pianificazioni regionale è precedenti al 2007, anno del decreto sulle Zps.

Aggiornamenti

Strada asfaltata Aceretta considerazioni Soa Report-age.com 26.7.2016La Stazione ornitologica abruzzese ha recuperato i documenti che rispondono al dilemma: “La costruzione di nuovi impianti di risalita. Quello della strada si profila, dunque, come il necessario presupposto per uno scempio ancora più grande, l’assalto al versante Nord dell’Aceretta con nuovi impianti di risalita da Villavallelonga” scrive in un comunicato Soa sottolineando che a gennaio 2016 il Pnalm ha autorizzato tutto l’intervento rilasciando il nulla osta per asfaltare fino alla fontana dell’Aceretta. Il sospetto che dietro l’intervento si nascondesse qualcosa di grosso si era fatto strada, difficile però provarlo. “Il direttore del parco Dario Febbo, in una lettera di risposta inviata anche al Ministero dell’Ambiente, aveva decisamente smentito sostenendo, senza mostrare carte e specificare molto, che vi erano impedimenti di tipo legale collegati sia alla pianificazione regionale che alle norme della Zona di protezione speciale (Zps). É la stessa lettera in cui Febbo dichiarava che la strada era già asfaltata, quando ci sono caterve di immagini che dicono il contrario – chiarisce l’associazione – A giugno 2016, il Parco ha inserito, in parziale difformità con il Nulla osta già rilasciato, delle prescrizioni più restrittive chiedendo lo stralcio dell’ultimo tratto e imponendo la chiusura della strada alla base. Tutto ciò non è servito ad evitare lo scempio, considerato anche il tardivo e sempre parziale intervento dell’ente parco, a lavori ormai conclusi. Il Parco ha comunque autorizzato l’asfaltatura ex novo di 1,5 km di sterrato, presentato come intervento di ripristino dal Comune di Villavallelonga”. Così, il 10 luglio, Soa ha inviato la prima segnalazione sui primi lavori in corso mentre il parco ha proceduto al sequestrato di un pezzettino di strada solo il 23 luglio. Perché dunque spendere mezzo milione di euro di fondi pubblici per una strada da tenere chiusa? Impianti sciistici Pescasseroli Report-age.com 2016La Stazione ornitologica abruzzese può oggi rispondere ragionando proprio sui documenti recuperati dai siti web ufficiali delle amministrazioni che smontano, pezzo per pezzo, la tesi rassicurante sulle previsioni dell’impiego futuro dell’area annunciata dal direttore Febbo. É prevista la realizzazione di collegamenti a fune proprio tra l’area di fonte Aceretta e Pescasseroli nel Piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Villavallelonga conferma il presidente della Soa, Augusto De Sanctis. Analizzando il documento, la Soa ha rintracciato anche un passaggio sulla “costruzione di un impianto di arroccamento del costo di 2 milioni di euro – chiarisce  l’associazione – Siamo andati a verificare cosa dice il Piano paesistico della Regione Abruzzo, che risale agli anni ’80 ancora vigente e, udite udite, una larga porzione del versante montano di Villavallelonga che domina i Prati d’Angro ricade all’interno del perimetro del bacino sciistico degli impianti di risalita di Pescasseroli (Aq). Le  norme prevedono che i divieti insormontabili della Zona di protezione speciale per nuovi impianti di risalita, messi avanti dal direttore, non si applicano se esiste una pianificazione antecedente alla data di entrata in vigore del decreto a tutela delle Zps, (2007)”. Ed è proprio questo il caso, dunque, perché in queste condizioni l’intervento potrebbe essere autorizzato passando per procedure complesse, precisa la Soa che si oppone e annuncia battaglia alla realizzazione degli impianti di risalita. (Lettera Soa del 25.7.2016)

Foto Prati d'Angro 30 aprile 2016
Pista forestale Prati d’Angro prima 30 aprile 2016

Il Piano del Parco d’Abruzzo è solo adottato e non ancora approvato e che sulla base del Codice dei beni culturali è comunque subordinato al Piano paesistico. È evidente che trovarsi ora con una strada asfaltata in un’area che ha una condizione piuttosto precaria dal punto di vista dei vincoli, seppur per scelte di 40 anni fa, indebolisce la posizioni di chi, almeno teoricamente, dovrebbe salvaguardare il patrimonio ambientale nazionale. Possibile che il Parco d’Abruzzo non conoscesse questi documenti e le previsioni del Piano paesistico regionale per un’area così delicata? – domanda l’associazione – Noi abbiamo impiegato pochi minuti a reperire la documentazione sul Web. Questi documenti pongono la vicenda dell’asfaltatura di questa strada in un’ottica non più tattica ma strategica. Si pone un problema dell’uso complessivo di una delle aree più importanti per la biodiversità in Italia. Abbiamo già richiesto un passo indietro e questi elementi non fanno che rafforzare la nostra convinzione. Di certo la condizione precaria in cui versa la popolazione dell’Orso bruno marsicano non può essere peggiorata da gravi alterazioni dell’habitat”. All’esito della riunione del Consiglio direttivo straordinario convocato per domani si chiariràla situazione e la reale volontà dell’ente parco rispetto al futuro di un sito di grande importanza. “Ad ogni modo, sul terreno resta l’asfalto e la Natura è ormai offesa. Auspichiamo che non si vada nella direzione di un danno finale per quell’area” conclude Soa.

Transennata la pista forestale asfaltata: protestano i residenti

(25.7.2016) Il Parco ha dato notizia del sequestro del cantiere e della chiusura della strada disposta dalla procura della Repubblica di Avezzano. Il transennamento della ex pista forestale (sabato mattina 23 luglio) è stato accompagnato da una vigorosa protesta di alcuni residenti dell’area.

Su ordine del sostituto procuratore, Roberto Savelli, sabato mattina le guardie del Parco, coadiuvati dagli agenti del coordinamento territoriale per l’ambiente del Corpo forestale dello Stato, hanno proceduto al sequestro del cantiere di lavoro della strada Villavallelonga – Prati D’Angro.  Pista forestale asfaltata chiusura strada Report-age.com 2016“I lavori, ancora in corso, erano stati sospesi con un ordinanza dello stesso parco il 13 luglio perché realizzati in contrasto con le prescrizioni impartite dal parco, in particolare, del divieto di realizzazione dell’ultimo tratto, quello tra il bivio della val Cervara e il fontanile dell’Aceretta, realizzato nonostante le diffide dell’ente – scrive il Pnalm in un comunicato – All’arrivo dei forestali un gruppo di residenti ha impedito fisicamente e con le proprie auto l’accesso alla strada per l’esecuzione del provvedimento di sequestro della stessa, anche iniziando a proferire insulti nei confronti delle guardie del Parco, del responsabile del servizio di sorveglianza e del direttore del Parco, che stavano coordinando le operazioni – prosegue la nota del Pnalm – L’atmosfera si è andata via via surriscaldando, nonostante l’intervento dei Carabinieri di Trasacco e dei funzionari del commissariato di pubblica sicurezza di Avezzano, chiamati sul posto per evitare che la situazione precipitasse, quando con i mezzi si stava accedendo all’area per eseguire il provvedimento giudiziario, con ingiurie, offese e minacce di ogni tipo, addirittura con pugni e calci alla macchina di servizio del Parco. Il sequestro è stato attuato con l’apposizione di transenne all’altezza della val Cervara, per impedire l’accesso all’ultimo tratto della strada che finisce in località Aceretta”. Sulle transenne sono stati apposti i cartelli e i contrassegni del sequestro d’urgenza disposto dalla magistratura inquirente. Il Direttore del Parco, Dario Febbo ha dichiarato: “ abbiamo sequestrato il cantiere dove è stato perpetrato un grave abuso, per eseguire un ordine del magistrato, ribadendo che in un Parco nazionale lo sviluppo sostenibile deve necessariamente andare di pari passo con la conservazione della Natura e la tutela della biodiversità”. Il Presidente Antonio Carrara, che ha seguito costantemente tutta la vicenda, esprime soddisfazione per questo provvedimento, affermando che “è stata riportata la legalità all’interno del Parco, convinti come siamo che solamente col rispetto delle regole è possibile una tutela partecipata e, nel caso della strada in questione, solo la chiusura al traffico ordinario della strada suddetta può garantire il rispetto dei diritti dei locali e la tutela della natura della valle”. (comunicato stampa Pnalm 19/2016)

Escursione a Prati d'Angro la strada della vergogna 22.7. 2016A tutto asfalto. I lavori sulla strada bianca, a Villavallelonga, proseguono

(22.7.2016) A tutto asfalto, i lavori nel Parco d’Abruzzo a Villavallelonga sono proseguiti sino al 22 luglio 2016, nonostante se ne fosse disposta la sospensione 9 giorni prima, il 13 luglio per l’esattezza. Le foto prodotte venerdì 22 luglio da alcuni escursionisti, giunti al confine del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, sabato sono state inviate alla Stazione ornitologica abruzzese (Soa).

“L’ente ammetta di aver autorizzato l’asfaltatura ex novo di 1,5 km sui 3 complessivi sterrati e di aver fermato i lavori solo nel tratto finale – scrive in una nota il presidente del Soa Augusto de Sanctis – Il direttore a gennaio scrisse al ministero dell’ambiente che la strada era già asfaltata, le foto dicono il contrario. A tutto asfalto nel Parco d’Abruzzo in una strada che dovrebbe essere chiusa al traffico. I lavori dentro al Pnalm continuano alacremente come dimostrano le foto raccolte ieri mattina da alcuni escursionisti. Foto terribili per gli ignari visitatori che si sono trovati ad ammirare un Parco nazionale con le piante incatramate e con l’asfalto ancora fumante. Infatti l’intervento del Parco, avvenuto solo dopo i ripetuti solleciti delle associazioni, è stato per ora parziale. Infatti i lavori continuano dentro al parco, nel Sito di interesse comunitario e Zona di protezione speciale per l’avifauna, in pieno periodo riproduttivo e vegetativo, su una strada che dovrebbe essere chiusa al traffico ordinario. Il tanto decantato blocco con successiva richiesta di ripristino, è avvenuto, da quanto è dato conoscere leggendo le ordinanze del Pnalm, esclusivamente sul tratto finale Cervara-Fonte Aceretta mentre sul resto della strada i lavori sono stati autorizzati, anche su un altro tratto di sterrato di 1,5 km circa! Però il Parco si limita a parlare dell’ultimo tratto. È così difficile ammettere cosa è stato autorizzato invece di parlare solo di quello che è stato, tardivamente, stralciato? Facciamo noi chiarezza. La situazione antecedente all’interno del Pnalm prima di questo progetto era la seguente: 1)tratto Madonna della Lanna – località Ciafassa: circa 1,5 km, vecchio manto ormai consunto; 2)tratto Ciafassa – Valle Cervara: circa 1,5 km, pista forestale sterrata; 3)tratto Valle Cervara – Fonte dell’Aceretta: circa 1,5 km pista forestale. L’Ente Parco ha autorizzato il Comune ad intervenire con l’asfalto sui tratti 1 e 2, quest’ultimo sterrato come abbiamo detto, chiedendo di stralciare solo il tratto 3 (poi il comune è andato avanti lo stesso anche su questo tratto). Alleghiamo anche una mappa esplicativa, con il territorio del Pnalm barrato. Facciamo notare che tutta questa strada, tratti 1,2 e 3, doveva per legge essere chiusa al traffico per cui in ogni caso non si capisce proprio perché autorizzare questi lavori dal costo esorbitante per le casse pubbliche. Pertanto l’Ente Parco ha autorizzato l’asfaltatura ex novo su metà circa della strada sterrata esistente e di riasfaltare un tratto che – pare surreale ma è così – comunque dovrà essere chiuso al traffico ordinario. Chiariamo anche i tempi dell’intervento. La Soa è stata la prima a cantiere aperto a scrivere una nota durissima all’ente parco, dall’eloquente oggetto: Siete impazziti? Questo domenica 10 luglio, dopo un’altrettanto burrascosa telefonata al Direttore del parco Dario Febbo di sabato 9 luglio. Successivamente la Soa ha prima avvisato verbalmente la responsabile della Forestale e poi presentato un esposto il 13 luglio, un addendum il 14 e un secondo addendum il 18 luglio. Chiarito che il Pnalm si è mosso solo dopo, a partire dall’11 luglio con un sopralluogo (peraltro prima con una timida diffida inviata il 12 luglio al Comune…) l’intervento dell’Ente ai più, magari non esperti dei luoghi e dei toponimi, è sembrato risolvere la questione seppur a lavori ormai in larga parte realizzati. Il nostro intervento di oggi dimostra che siamo ben lungi dall’aver concluso la vicenda. A questo punto il Direttore dell’ente Febbo dovrebbe delle spiegazioni più dettagliate ai cittadini che leggono il sito web del Pnalm. In primo luogo, dovrebbe spiegare perché, dopo le proteste delle associazioni, nei mesi scorsi, ha inviato loro una lettera così al Ministero dell’Ambiente (il 28 gennaio 2016) scrivendo testualmente che era una strada già asfaltata e che su queste basi il progetto è stato ritenuto approvabile.

Foto Prati d'Angro 30 aprile 2016
Fig. 1 Prati d’Angro 30 aprile 2016

Il ministero dell’Ambiente risulta aver chiesto informazioni dopo le proteste delle associazioni. Abbiamo montagne di fotografie che evidenziano che la situazione di campo era ben diversa prima dell’intervento (fig.1). Questa discrasia è una delle tante che abbiamo evidenziato nei diversi esposti inviati alla magistratura, chiedendo anche ai vari enti di ritirare subito in auto-tutela gli atti autorizzativi e i pareri emessi visto che negli elaborati abbiamo evidenziato descrizioni della situazione che ci appaiono come minimo fuorvianti. Tra l’altro il direttore Febbo aveva promesso per iscritto alle associazioni (e al Ministero) che avrebbe pubblicato la documentazione dello Studio di Incidenza ambientale prima di rilasciare qualsiasi parere. Ci può indicare se, quando e dove è stata divulgata? In secondo luogo provi a spiegare il direttore qual è la differenza in termini naturalistici (orso ecc.) e paesaggistici tra il tratto 2 e il tratto 3, entrambe piste forestali non asfaltate, entrambe dentro al Parco, entrambe dentro al Sito di interesse comunitario (Sic) e alla Zona di protezione speciale (Zps), visto che il parco ha autorizzato l’asfalto sul primo stralciando, solo dopo le proteste delle associazioni, il secondo. Nel parere non si rileva alcuna spiegazione per questo diverso trattamento. In terzo luogo spieghi perché asfaltare ex novo un tratto di strada, con uso di ingenti fondi pubblici, di cui l’ente parco, già nel 2015, aveva chiesto il divieto di accesso al traffico ordinario e che, tra l’altro, non porta ad alberghi o case. L’assalto alla Natura del Parco continua con i tristi risultati delle immagini che divulghiamo oggi. Il consiglio del Parco intervenga direttamente, fermando tutti i lavori, tutelando l’immagine dell’ente e soprattutto la Natura del parco. In caso contrario presto si potrebbe trovare a dover spiegare perché non si prevede l’asfaltatura di strade sterrate come quella di monte Tranquillo a Pescasseroli oppure di ZioMas a Scanno (e sarebbe un obbrobrio come quello in atto a Villavallelonga). Alla magistratura e agli inquirenti chiediamo di vagliare attentamente tutta la documentazione e la sussistenza di quanto dichiarato nelle istruttorie, nelle lettere, nei pareri e nelle autorizzazioni dei vari enti e di procedere di conseguenza”.

Prati d'Angro foto 22.7. 2016Le associazioni abruzzesi Salviamo l’orso onlus, Wwf, Lipu, Pro natura hanno depositato oggi un esposto, alla procura della Repubblica del Tribunale dell’Aquila, sul caso dei lavori di asfaltatura di una strada, in larga parte sterrata, in località Prati d’Angro nel Comune di Villavallelonga (Aq) nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Per conoscenza, l’esposto è stato inoltrato al Corpo forestale dello Stato, al Nucleo operativo ed ecologico dei Carabinieri, al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, alla Regione Abruzzo e alla delegazione in Italia della Commissione europea. L’esposto ricostruisce la vicenda della pista forestale asfaltata e delle palesi contraddizioni e dell’illegittimità di talune autorizzazioni, nonché richiamando le difformità riscontrate nei giorni scorsi anche dall’ete parco tra quanto autorizzato e quanto effettivamente realizzato. Nell’esposto si sottolinea la gravità dell’intervento eseguito in un sito importantissimo di una delle principali aree naturali protette d’Europa, individuato come Sito di interesse comunitario nella Rete Natura 2000, area centrale per la tutela dell’Orso bruno marsicano, specie per la cui salvaguardia l’Unione europea è più volte intervenuta con cospicui finanziamenti attraverso diversi progetti Life. Oggi, a lavori interrotti, solo grazie all’azione delle associazioni ambientaliste (che peraltro hanno segnalato per tempo la pericolosità dell’intervento che si stava progettando), è auspicabile che la magistratura svolga rapidamente le opportune indagini per ricostruire dettagliatamente l’iter amministrativo seguito e le modalità della conduzione dei lavori, individuando tutte le eventuali responsabilità. Al contempo è fondamentale che tutti gli enti coinvolti, ad iniziare proprio dal Pnalm, svolgano le opportune azioni per rimediare a quanto è stato fatto. Nei prossimi giorni sembra che sia prevista una riunione straordinaria del consiglio direttivo del Parco. Le associazioni chiedono il blocco immediato di tutto l’intervento anche nel tratto in cui i lavori stanno proseguendo, il ripristino della situazione precedente in tutto il tratto che non era asfaltato, la chiusura della strada all’altezza della Madonna della Lanna con transito consentito solo ad autorizzati.

Pista forestale asfaltata a Villavallelonga Report-age.com 2016Asfalto sui luoghi dell’orso, denunce e blocco lavori: ‘Chi ha autorizzato paghi’

(18.7.2016) Tre denunce e blocco lavori sulla strada dell’orso e del lupo. Meglio tardi che mai per la pista forestale irrimediabilmente compromessa da una lingua d’asfalto, il bitume non è nemmeno ecologico e incrosta le pietre di fonte Aceretta, nel cuore del parco. 

I lavori sarebbero stati sospesi però non sui 2,8 km di nuovo asfalto, ma solo su 1 km, a fermare le ruspe sono stati gli agenti del Corpo forestale dello Stato e i Guardiaparco. In base alle prescrizioni del Pnalm, l’intervento avrebbe dovuto interessare solo una parte del sentiero caro a papa Karol Wojtyla. Solo dopo gli esposti delle associazioni ambientaliste Salviamo l’Orso,  Stazione ornitologica abruzzese onlus (Soa), Forum H2O e Nuovo senso civico si è potuto avere giustizia. I forestali della stazione di Gioia dei Marsi hanno accertato la posa in opera di un manto di conglomerato bituminoso in una delle aree del parco ritenute di più alto valore naturalistico a livello nazionale. L’asfaltato è arrivato anche là dove proprio non doveva essere spalmato oltretutto il manto realizzato è composto da materiale diverso da quello ecologico, in difformità delle previsioni progettuali. È stato denunciato il responsabile unico del procedimento, il direttore dei lavori e l’impresa che ha eseguito i lavori sospesi con provvedimento. Occorrerà procedere al ripristino in statu quo ante e al ristoro del danno all’ambiente, per questo la Forestale sta accertando le diverse responsabilità.

“É come aver segnato con un pennarello nero la Primavera di Botticelli. Bisogna fermare tutti gli interventi che stanno andando avanti perché solo una piccola parte è stata sospesa con un’ordinanza ‘beffa’ del parco a lavori ormai quasi terminati su quel brevissimo tratto” scrivono in una nota la Soa, il Forum dell’H2O e Nuovo senso civico sull’intervento in atto nella stradina di Villavallelonga, trasformata in una lingua d’asfalto.

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Con un documento fotografico le associazioni immortalano i lavori in corso nell’alta Vallelonga. La pista forestale viene asfaltata in pieno Parco nazionale d’Abruzzo, in un’area che rientra tra quelle della rete Natura2000, Zona di protezione speciale (Zps) (direttiva 147/2009/Cee Uccelli) e Sito di interesse comunitario (Sic) per la direttiva 43/92/Cee Habitat. “Le pietre della fontana dell’Aceretta sono coperte maldestramente dal catrame con i boschi attraversati da un serpentone nero – descrivono l’area le 3 associazioni – I prati sovrastati dal colore del bitume. Un paesaggio preziosissimo trasformato irrimediabilmente quasi fosse un sobborgo di una città, usando un derivato del petrolio… Si tratta di uno dei luoghi simbolo dell’Orso bruno marsicano, il cuore del suo areale nell’Appennino”. Le associazioni chiedono il blocco immediato dei lavori su tutta la strada e il ripristino della strada sterrata che è stata coperta dal bitume per chilometri. “Chi ha autorizzato paghi per la scelta folle di asfaltare con mezzo milione di euro, fondi pubblici, una strada sterrata che andava chiusa per legge – prosegue la nota – L’ente parco, nel gennaio 2015, ha rilasciato il proprio Nulla osta autorizzando l’intero intervento di nuova asfaltatura su una sterrata lunga quasi 3 km e altri interventi sul resto della strada verso Villavallelonga. Solo dopo le reiterate proteste delle associazioni ha cercato un goffo ripensamento, chiedendo al Comune, il 29 giugno 2016 nella fase di valutazione di incidenza – realizzata incredibilmente e in maniera illegittima un anno e mezzo dopo il rilascio del Nulla osta – di stralciare solo un breve tratto finale, consentendo quindi l’asfalto comunque su un tratto sterrato di quasi 2 km. Il Comune è andato avanti infischiandosene anche di questa comunque insufficiente prescrizione. Il direttore dell’ente parco d’Abruzzo, Dario Febbo, in questi mesi ha cercato in maniera confusionaria di difendere l’indifendibile e le immagini sono inequivocabili. Lavori sulla strada bianca oltre i limiti consentiti e nonostante l'incrocio con Vallone Cervara in direzione Fonte Aceretta, limite fissato alla ditta per asfaltarePrima ha parlato dell’esistenza di una strada già asfaltata in una lettera inviata al ministero dell’ambiente, quando ci sono centinaia di immagini nei nostri archivi che accertano che i chilometri finali erano sterrati. Nelle autorizzazioni ha parlato di ripristino quando gli stessi documenti dell’ente parco testimoniano la presenza di una strada sterrata, addirittura una delibera del Consiglio direttivo dell’ente dell’aprile 2009 e una lettera del presidente del parco, Antonio Carrara, del 2015 in cui si parla espressamente di strada sterrata di Prati d’Angro. Oggi il direttore Febbo su un quotidiano parla di diritti acquisiti per un’autorizzazione su un progetto di 24 anni fa. A parte che nel Nulla osta da lui firmato non si fa alcun riferimento e accenno ad autorizzazioni pregresse, si è reso conto Febbo che, se fosse vero, dovrebbe esso stesso considerare illegittima anche la sua tardiva ed insufficiente ordinanza sul breve tratto di strada di cui ha chiesto di fermare i lavori, dove tra l’altro sono ormai quasi conclusi? Auspichiamo che rimanga solo una dichiarazione alla stampa visto che un direttore di un parco nazionale dovrebbe sapere, ammessa e non concessa l’esistenza di questa autorizzazione che sarebbe stata rilasciata decenni fa in un mondo diverso e con leggi diverse (e, comunque, 2 errori non fanno una cosa buona…), che gli atti amministrativi hanno comunque durata di 5 anni (e il titolo edilizio conseguente permette il completamento dei lavori entro 3 anni). Chiediamo al presidente del parco Carrara di prendere in mano la questione e al ministero dell’ambiente di agire in sostituzione qualora il parco continui in una gestione che sta portando ad un vero disastro con conseguente figuraccia che presto sarà internazionale. La Commissione europea sarà presto chiamata a giudicare le azioni reali che il Parco sta consentendo e crediamo che sarà difficile dimostrare che si sta operando per la tutela dell’Orso bruno”. Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della Soa: “Abbiamo già chiesto al direttore Febbo di fare 10 passi indietro considerata la gravità di quanto sta accadendo ed è surreale che cerchi anche disperatamente di pretendere di avere ragione. I lavori stanno andando avanti alla faccia del Patom (Piano d’Azione per la tutela dell’Orso marsicano). Si sta utilizzando mezzo milione di euro di fondi pubblici per asfaltare una strada sterrata che sulla base della Legge 3/2014 e delle stesse richieste dell’Ente parco dovrebbe rimanere chiusa al traffico. È uno scandalo anche rispetto allo stato di strade statali o delle città che non hanno manutenzione. Per questo stiamo predisponendo anche un esposto dettagliato alla Corte dei conti. Ora però è urgente fermare tutti i lavori. L’iter è andato avanti senza trasparenza e partecipazione e le carte che stanno piano piano uscendo, solo grazie alle associazioni, a nostro avviso presentano macroscopici errori e illegittimità. Stamattina abbiamo depositato un III esposto, dimostrando con documentazione fotografica e atti dello stesso ente parco che quella che è stata presentata nei documenti progettuali e nelle autorizzazioni come strada già asfaltata era una pista forestale sterrata e senza alcun manto preesistente. Abbiamo chiesto il blocco dei lavori su tutto il tracciato e il ritiro in auto-tutela delle autorizzazioni e dei pareri rilasciati in quanto fondati su una descrizione dello stato dei luoghi non rispondente alla realtà fattuale e su atti pieni di contraddizioni. L’Abruzzo e l’Italia della Natura non meritavano un simile obbrobrio e faremo di tutto pur di far ripristinare lo stato dei luoghi sull’intero tracciato oggi asfaltato ex novo. Un Santuario della natura si cura non si offende”.

Pioggia di esposti per la strada della vergogna

(14.7.2016) Pescasseroli (Aq)  Va davvero oltre la manutenzione straordinaria in corso sulla pista forestale tanto amata e percorsa da papa Giovanni Paolo II. I lavori si sarebbero dovuti arrestare in corrispondenza di val Cervara, disponevano le prescrizione, ma l’asfaltatura viene prolungata di 1.3 Km oltre il limite stabilito, denuncia l’associazione Salviamo l’orso

24 - incrocio strda con vall.ne Cervara - limite massimo consentito per lavoriIn un tratto della stradina fu recuperata Morena, la cucciola d’orso rimasta orfana. Con una spesa di circa 500 mila euro, il Comune di Villavallelonga sta asfaltando la strada bianca di Woytjla di cui Report-age si occupò in alcuni servizi giornalistici a gennaio e febbraio scorso. Per la stradina, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm),  si mobilita il mondo ambientalista. In prima linea l’associazione Salviamo l’orso che annuncia un esposto alla Forestale. In trincea anche la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) che ha inviato, questa mattina, un esposto al Corpo forestale dello Stato, al Noe, al ministero dell’ambiente e alla Commissione europea per i lavori in corso sulla sterrata che porta ai Prati d’Angro. Nulla può fermare l’amministrazione comunale nemmeno il fatto che l’area in cui è previsto l’intervento è Sito d’importanza comunitaria (Sic) della rete europea Natura 2000, a ridosso della Riserva integrale che conserva e tutela una tra le più antiche foreste d’Europa proposta come Sito Unesco. La lingua d’asfalto attraverserà Prati d’Angro culla del lupo, dell’orso bruno marsicano e rifugio per tante altre specie protette e in via d’estinzione. Sulla stradina oggi transitano in pochi fondamentalmente per svolgere attività silvo-pastorali. Il proposito di aumentare la fruizione turistica apre la strada a progetti futuri che minacciano l’habitat di queste montagne e che l’associazione Salviamo l’orso non esita a definire disastrosi. “L’area dei Prati d’Angro è un’area importante per l’orso bruno marsicano in quanto territorio con un’alta densità di individui, anche di femmine con prole. Tra questi prati che fu recuperata l’orsetta Morena. Un’area ricca di siti di rifugio e di alimentazione del plantigrado. Fattori come il disturbo a causa dell’eccessiva presenza turistica non regolamentata e di una diversa infrastrutturazione possono causare l’allontanamento dell’orso dall’area con immaginabili conseguenze sulla popolazione di una specie a grande rischio di estinzione. Da un anno, queste ed altre considerazioni sono state l’oggetto di numerose lettere inviate dalle associazioni al Comune di Villavallelonga, al Pnalm e al ministero dell’ambiente – continua la nota dell’associazione che tutela il plantigrade abruzzese – Purtroppo il nostro impegno non ha impedito questo inutile sfregio a Vallelonga, non ci stupiamo dell’atteggiamento dell’amministrazione, ma le autorizzazione ai lavori concesse dal Pnalm sono inaccettabili, la prima viziata dalla mancanza della necessaria Valutazione di incidenza, a gennaio scorso, la seconda rilasciata alcuni giorni fa che accetta una Vinca priva di qualsiasi attendibilità e base scientifica – prosegue il presidente di Slo, Stefano Orlandini – Per ulteriore beffa agli scienziati del parco ed al suo direttore Dario Febbo, le prescrizioni dettate nell’ultimo parere rilasciato e che diventano parte integrante del Nulla osta, sono state tranquillamente ignorate dalla ditta, con ogni probabilità su indicazione del Comune. Tali prescrizioni prevedevano che i lavori di asfaltatura si arrestassero in corrispondenza della val Cervara, prescrizione ignorata visto che l’asfaltatura viene prolungata di 1.3 Km oltre quel limite” a confermare quanto dichiarato da Orlandini le immagini prodotte ieri durante un sopralluogo. “Il sindaco Leonardo Lippa si rifiuterà di tener conto anche della seconda prescrizione quella che prevede l’installazione di una sbarra e la regolamentazione dell’accesso alla strada, regolamentazione che lo stesso – pochi mesi fa – invocava sulla stampa per arginare il caos del traffico estivo ai Prati d’Angro, ma oggi passata la festa….gabbato lo Santo  e della sbarra non si parla più. I vertici dell’ente parco in quei giorni titolavano il loro comunicato di risposta alla denuncia delle associazioni: più tutela in Vallelonga. Ed oggi hanno la prova provata che le associazioni avevano ragione. Lasciateci quindi fare alcune considerazioni generali non più rimandabili su cosa abbiamo imparato da questa triste vicenda:

  • Amministratori come quelli di Villavallelonga non possono essere considerati seri interlocutori interessati ad uno sviluppo sostenibile dei loro territori e resta da vedere quanto consenso abbia ancora il Sig. Lippa in paese.
  • L’attuale direzione del Pnalm ed i servizi scientifici dell’ente sono assolutamente insufficienti ed inadeguati a garantire il livello di protezione di cui ha bisogno il territorio del parco e la piccola popolazione di orsi che lo abita. Servono facce nuove  negli uffici dell’ente.
  • Il ministero dell’ambiente non deve far finta di non vedere cosa accade a Pescasseroli e dintorni. La conservazione dell’orso è una questione nazionale su cui dev’essere esercitato un controllo rigoroso e non può essere delegata, ad occhi chiusi, a chi ha dato prova di tanta incompetente leggerezza”.

Ieri l’associazione Salviamo l’orso ha inviato un’esposto al Corpo forestale dello Stato, ai Carabinieri e al Comune in cui chiede l’immediata sospensione dei lavori e al Pnalm domanda di provvedere all’ annullamento di entrambi i Nulla osta emessi. “Il primo in quanto nullo perché antecedente alla obbligatoria Valutazione di incidenza ed il secondo per mancata ottemperanza alle prescrizioni” conclude il coordinatore Orlandini.

Esposto a Cfs e Commissione Europea sulla strada della vergogna nel Parco d’Abruzzo a Villavallelonga. Quasi mezzo milione di euro spesi per asfaltare una strada sterrata in una delle zone più importanti dell’area protetta. Soa “Alla faccia dell’orso e degli altri animali protetti si lavora in pieno periodo riproduttivo. Stop immediato ai lavori e divieto di accesso alla strada con sbarra

Nel cuore del PNALMLa Stazione ornitologica abruzzese (Soa) ha inviato stamattina un esposto al Corpo forestale dello Stato, ai Noe, al ministero dell’ambiente e alla Commissione europea sui lavori in corso a Villavallelonga sulla strada sterrata che porta ai Prati d’Angro. Si allega la nota che segue la segnalazione verbale che ieri mattina, non appena avvisati dell’avvio dei lavori, avevamo comunque fatto alla responsabile del Cta del Corpo Forestale dello Stato. I lavori sono partiti nonostante una lettera urgente che la Sia aveva recapitato ai vari enti interessati lunedì scorso in cui si segnalava che, inopinatamente, erano stati autorizzati lavori in pieno periodo riproduttivo dell’avifauna all’interno di siti della rete Natura2000. Tra le specie particolarmente protette nell’area dei pascoli sono presenti il Calandro, l’Averla piccola e la Tottavilla, passeriformi per i quali l’Unione Europea ha disposto particolari e stringenti misure di conservazione. Ovviamente svolgere i lavori in pieno periodo riproduttivo può provocare l’abbandono di nidi e piccoli. Anche il traffico che ovviamente sarà esacerbato dalla stesa dell’asfalto avrà un grosso impatto sulla futura idoneità dell’area per la fauna, come accertato da numerosi studi a livello internazionale. Il continuo passaggio di auto e un accesso incontrollato causano un forte disturbo diretto e indiretto. Si ricorda che sulla base della Legge Regionale 3/2014 (Art.45) le strade di accesso ai pascoli devono essere chiuse al traffico ordinario. Figuriamoci se si possono spendere 411 mila euro per asfaltarle! Anche su quest’ultimo aspetto la SOA presenterà un esposto alla Corte dei Conti per verificare se un piccolo comune come Villavallelonga possa accollarsi una spesa del genere per una strada che dovrebbe rimanere chiusa al traffico ordinario. Ci si risparmi il fatto che la strada decenni or sono fu in parte asfaltata. Riproporre scelte sbagliate, che non hanno portato alcuno sviluppo viste le continue lamentele dei residenti, sarebbe come dire ad un malato che sarà operato con le tecniche del 1991 al posto di quelle più moderne. Evidenziamo che la Commissione Europea, tramite diversi progetti comunitari Life per l’Orso bruno, ha nel frattempo finanziato la chiusura al traffico con sbarre di diverse sterrate nell’area del Pnalm riconoscendo il gravissimo effetto di questi assi di penetrazione per il bracconaggio e per il disturbo sulla fauna in periodo particolarmente delicati. È quindi un palese controsenso operare in direzione opposta, facendo guadagnare una figuraccia internazionale al nostro paese. Auspichiamo che il Pnalm faccia marcia indietro ritirando un nulla osta totalmente illegittimo rilasciato a gennaio 2016 in assenza della Valutazione di Incidenza Ambientale che è atto propedeutico a qualsiasi autorizzazione. Tra l’altro il Parco lo scorso 29 giugno, a seguito della tardiva presentazione della valutazione di Incidenza Ambientale da parte del Comune, aveva parzialmente rettificato il tiro, chiedendo di non asfaltare l’ultimo tratto. Un’operazione comunque insufficiente, giunta solo a seguito delle plurime proteste arrivate dalle associazioni, e, a quanto sembra guardando il cantiere, anche vana. Tra l’altro l’intero iter autorizzativo è rimasto nell’ombra, senza alcuna trasparenza sui siti Web istituzionali rispetto alla documentazione relativa alla Valutazione di Incidenza Ambientale che dovrebbe essere pubblica per consentire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni al procedimento. Ora si blocchino i lavori e si usino questi soldi per mettere a norma le strade usate normalmente dalla popolazione per evitare l’impatto con la fauna selvatica. I turisti che vengono da tutto il mondo per ammirare il parco d’Abruzzo non vogliono vedere strade ma avere servizi adeguati. Il comune pensi a valorizzare il proprio patrimonio in maniera leggera e consona ad un’area protetta di importanza mondiale. Si allegano un paio di “cartoline” dei lavori che siamo facendo circolare sui social per deunciare quanto sta accadendo. Augusto De Sanctis, presidente Soa onlus

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