Lievita il costo e raddoppiano i posti di lavoro per le bretelle Toto, parla l’ad Ramadori

Nel giro di un giorno i costi del progetto Toto lievitano di circa un miliardo e contestualmente raddoppiano i posti di lavoro che garantirebbe: 20 mila. Anche il Forum H20 segnala il fatto seguendo un’intervista di Danilo Fumiento, corrispondente Tg3 Abruzzo, all’amministratore delegato di Strada dei Parchi Cesare Ramadori.

Viadotti Campo di Fano Foto Maria Trozzi Report-age.com 2016Insomma il costo del mastodontico progetto dei buchi autostradali è lievitato, arrivando a 6,5 miliardi di euro nel giro di poche ore. Tutti fondi privati, tiene a precisare Ramadori al giornalista, ma le tariffe autostradali aumenteranno, senza limiti. Tanta è la generosità della società che ci si vergogna a chiedere a Strada dei Parchi anche e prima di tutto che pensi al dovuto adeguamento sismico e alla messa in sicurezza dell’autostrada di cui non può definire le sorti. L’adeguamento è previsto dalla legge 228 (24.12.2012) soprattutto per i viadotti cui resterebbero ormai solo 50 anni di vita, a detta degli esperti regionali. Quella che Strada dei Parchi ha in cogestione con l’imprenditore Carlo Toto è un’autostrada assunta ad opera strategica per la finalità di protezione civile e così per il tratto dei viadotti della conca peligna. L’autostrada non può essere mutilata né i sui tratti possono essere declassati e smantellati a piacimento di un privato. Nel frattempo una qualsiasi bacchetta magica potrebbe trasformare in strategica una proposta di progetto nemmeno definita e quasi sconosciuta che punta a demolire quel poco di buono e di concreto che rimane in valle Peligna. Lo abbiamo visto fare per altri fantasiosi progetti che minacciano l’Abruzzo. “Peccato non poter consultare il Piano economico-finanziario dell’iniziativa che sta continuando a viaggiare tra L’Aquila e Roma su una corsia praticamente segreta. Eravamo rimasti a soli 5,6 miliardi. Ormai abbiamo paura a fare nuove conferenze stampa sul progetto perché non vorremmo ulteriori aggravi di spesa – scrivono ironicamente dalla segreteria del Forum H2o – Oggi siamo arrivati alla modesta cifra di 13 mila miliardi delle vecchie lire. Questi soggetti privati si permettono di parlare in questo modo solo perché trattano dei soldi degli altri, visto che il costo ricadrebbe sui cittadini che, ricordiamo, devono ricorrere ad un servizio di tipo monopolistico come quello autostradale”. L’amministratore delegato chiede in cambio della fantasmagorica impresa altri 20 anni di gestione delle autostrade, gestione che altrimenti si concluderebbe nel 2030 per l’infrastruttura che dal 2012 va messa in sicurezza e sottoposta ad adeguamento sismico, per legge,  e si resta in attesa dell’intervento mentre si mette sul tavolo altro. Il fantomatico progetto, rispolverato dopo 2 anni di buio al ministero, permette di far accumulare altri ritardi. Naturalmente nessuna delle amministrazioni locali in cui ricadono i viadotti peligni, quelli da demolire perché la società ritiene di non poterli sistemare a dovere, si è premurata di procedere a verifiche dello stato dei sostegni dell’autostrada e, nell’eventualità, a presentare esposti per interventi che da 4 anni sono impercettibili. Eppure la tariffa autostradale in questi anni è schizzata alle stelle. “Ci saranno tariffe capestro, senza considerare l’incredibile costo ambientale. Su un quotidiano leggiamo invece dichiarazioni del Presidente della regione Luciano D’Alfonso che pare cascare letteralmente dalle nuvole, tanto da arrivare a dire che è il ministero dei trasporti a vagliare il progetto – fa sapere il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua -il presidente dimentica di aver trasmesso di suo pugno un parere favorevole di massima senza aver garantito alcuna discussione pubblica e senza analisi di tipo ambientale. Un parere di cui si ignora l’esatta classificazione dal punto di vista amministrativo, visto che ci pare posizionarsi al di fuori di procedure dettate dalla Legge 241/90 sui procedimenti amministrativi. Il Presidente ritiri tale atto contrario agli interessi degli abruzzesi” chiedono gli ambientalisti.

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Wwf Italia su progetto Toto Report-age.com 2016NUOVO SCEMPIO MINACCIA LA NATURA ABRUZZESE

Nella homepage del sito Wwf Italia c’è spazio soprattutto per il NO al terrificante progetto Toto per le autostrade A24 e A25 che ieri le associazioni ambientaliste abruzzesi hanno voluto sottolineare con una nota condivisa. Col titolo Un nuovo scempio minaccia la natura abruzzese l’homepage del sito Wwf Italia riporta con evidenza il comunicato di Wwf, Legambiente, Pro Natura, Fai, Italia nostra, Marevivo e Archeoclub per denunciare l’assurdo progetto di rettifica del tracciato delle autostrade tra l’Abruzzo e Roma.

Viadotto da Roccacasale Foto Trozzi report-age.com 2016Bretelle Toto: le mappe del ‘delirio di cemento’. Cresce il movimento di opinione

25.7.2016 Un progetto miliardario devastante a scapito dei cittadini che pagheranno 2 volte con tasse e tariffe e con i costi ambientali in larga parte irreversibili. Sull’acqua l’impatto delle bretelle sarebbe tremendo visto che parliamo di trafori lunghi 5 volte quello del Gran Sasso dentro montagne piene della risorsa più importante per la vita” il Forum abruzzese dei movimenti dell’acqua commenta così le mappe ufficiali del progetto Toto, rimaste per anni nel cassettone del ministero. Le  varianti autostradali sono state finalmente tanate e rifiutate dal mondo ambientalista. Ed è stato possibile solo alla ricerca di alcuni attivisti. Dalle amministrazioni locali che dicono di opporsi alla proposta di progetto ancora non parte una richiesta ufficiale per avere gli atti, nemmeno un esposto per l’adeguamento sismico dei viadotti che restano così acconciati dal 2012 e sarebbero destinati, quelli in valle Peligna, alla demolizione. L’intenzione è di creare un coordinamento regionale per affrontare insieme questa battaglia della rilevanza di Ombrina “Anzi dal punto di vista dei molteplici impatti ambientali, paesaggistici e socio-economici sul territorio è anche più rilevante. L’unione fa la forza!” è l’incoraggiamento di Maurizio Acerbo ex consigliere regionale. Documenti aggiornati a giugno 2016 

TOTO_tunnel_su_aree_protetteGli ambientalisti definiscono delirio di cemento le varianti che ha in programma Strada dei Parchi, società che cogestisce con l’imprenditore Carlo Toto le autostrade A24 e A25. La società per azioni punta a 5,8 miliardi di euro “presi dalle tasche dei cittadini – aggiunge il Forum H20 che mette tutto nero su bianco del progetto che, oltre alle varianti sulle autostrade per risparmiare una manciata di km di viaggio, forse 40 km. In più, il costruttore deve ammortizzare i costi della talpa Martina, la trivella su cui ha investito per forare le montagne, e prospetta così anche una doppia galleria tra il Parco d’Abruzzo e Roccaraso, con un tunnel sotto la montagna Grande e il Genzana. “Un’ipotesi del genere appare talmente incredibile, considerati anche i costi connessi ai limitatissimi volumi di traffico che lo riteniamo solo un falso bersaglio – chiarisce il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua sottolineando che questa previsione sarebbe un elemento inserito ad arte per cercare di spezzare il fronte del No che si sta costituendo nelle aree interne – Cercare di allettare quei territori che con la soluzione Toto-D’Alfonso si allontanerebbero ancora di più dall’autostrada, come la val Giovenco, le Gole del Sagittario e l’Alto Sangro è uno smaccato tentativo di dividere il fronte che si sta costituendo contro l’opera, uno specchietto per le allodole da sacrificare per far andare avanti il vero progetto facendo magari vedere che si è pure pronti a cedere su qualcosa”. L’invito del Forum H20  ai cittadini di questi territori e dell’entroterra è di non cadere nella trappola e di non cedere al canto delle sirene – Le falde sarebbero impattate in modo irreversibile con una monumentale perdita della risorsa idrica. Le decine di chilometri di scavi attraverserebbero montagne carbonatiche letteralmente piene d’acqua, la risorsa più preziosa. Abbiamo sovrapposto le mappe con la carta ufficiale della Regione Abruzzo degli acquiferi di interesse. Stiamo parlando del patrimonio idrico con cui ci dissetiamo e che alimenta fiumi e sorgenti utili ad industria ed agricoltura. Ebbene, considerando solo i trafori e tralasciando per ora gli impatti che sono determinati anche dai tratti all’aperto, sarebbero toccati almeno 10 corpi idrici sotterranei di interesse, più di un terzo di quelli della Regione e tra i più significativi, un’enormità nell’epoca dei cambiamenti climatici.TOTO_tunnel_su_acquiferi Le aree interne verrebbero quindi letteralmente massacrate, con tunnel di decine di chilometri per bucare i Simbruini e il Sirente, martoriando gioielli ambientali unici in Europa come le Gole di San Venanzio; con il “pallone sonda” dei trafori nel Parco d’Abruzzo e attraverso il Monte Genzana, propongono di bucare anche le Gole del Sagittario. Abbiamo sovrapposto i tracciati con i perimetri delle aree protette: sarebbero direttamente coinvolte il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco regionale del Sirente-Velino, la Riserva del monte Genzana e la Riserva delle gole di San Venanzio, senza considerare gli impatti sulle aree immediatamente limitrofe come la Riserva di San Domenico a Villalago o la Riserva delle Gole del Sagittario. Basti pensare a cosa sarà delle famose sorgenti che sgorgano in queste riserve, alimentate proprio dagli acquiferi che verrebbero sconvolti dagli scavi. Molte di queste aree sono siti della Rete Natura2000 dell’Unione Europea per l’importanza faunistica e floristica. Da una sommaria analisi i tracciati demolirebbero letteralmente pareti di nidificazione di specie rarissime come Aquila reale, Falco pellegrino, Gracchio corallino, Lanario (specie addirittura prioritaria per l’Unione Europea) e siti di piante uniche al mondo come il Fiordaliso del Sagittario. Solo il massiccio del Sirente verrebbe devastato con un traforo di quasi 13 km (12,75 km) e con altre due gallerie di 2,3 km e 3,9 km che sarebbero collegate da un viadotto sulle Gole di San Venanzio. I Simbruini sarebbero perforati da un traforo di quasi 10 km (9,88 km per la precisione). Il Traforo del Gran Sasso, che ha comportato danni irreversibili alle falda abbassandola di 600 metri, era lungo “solo” 10 km. Complessivamente sono previsti 9 tunnel maggiori di 1 km (7 lungo le autostrade e 2 con lo specchietto delle allodole che riguarda l’alto Sangro). La Val Vomano, una delle poche valli abruzzesi che presentano ancora un po’ di agricoltura, sarebbe sventrata da un’autostrada di 24 km per sboccare a Roseto con consumo di suolo irreparabile e risibili vantaggi a fronte di costi incredibili. In Valpescara si propone una bretella che taglierà le campagne di Spoltore. Anche qui consumo di suolo che non pare essere un problema per chi ama cemento e movimento terra. Spoltore e Santa Teresa saranno separate da un’autostrada di alcuni chilometri divorando quanto rimane della campagna; i cittadini riceveranno in cambio smog, malattie da traffico e vista cemento al posto degli olivi. Santa Teresa sarà ridotta ad un centro abitato “spartitraffico”. Riteniamo vergognoso che la Regione Abruzzo e il suo Presidente non abbiano divulgato sul sito istituzionale della Regione tutti le carte disponibili di un intervento che a furia di cemento e talpe cambierebbe in peggio i connotati della Regione. Da oltre un anno si susseguono riunioni e addirittura pareri favorevoli. Dopo aver visto gli elaborati l’unico motivo valido che potrebbe giustificare questo atteggiamento è che il Presidente D’Alfonso abbia paura delle reazioni ad un progetto che pare disegnato per creare più danni possibili sotto tutti i punti di vista massimizzando i ricavi del gruppo Toto. Viadotto da Roccacasale Foto Trozzi report-age.com 2016Sta cercando forse di mettere tutti davanti al fatto compiuto mantenendo i cittadini all’oscuro di quanto si discute nelle “segrete stanze“, con il risultato che comuni, associazioni e cittadini da mesi inseguono pezzi di documenti e delibere del progetto? Tra l’altro nelle carte che stiamo esaminando si “promuove” il progetto Toto ipotizzando risparmi di tempo “immaginari” e comunque di pochi minuti, tra l’altro sostenendo che attualmente la velocità media di percorrenza possibile è di 90 km/h come si può leggere testualmente nel parere “favorevole” di un dirigente della Regione Lazio! Con la nostra esperienza diretta fatta più volte con un misero pandino e senza superare i limiti ci pare di poter smentire questo dato. Potremmo però chiedere direttamente al Presidente D’Alfonso se lui viaggia mantenendo i 90 km/h sulla Pescara – Roma quando va a sostenere i progetti di Toto nei ministeri. Inoltre, allontanando l’autostrada da valle Peligna, valle del Sagittario e valle del Giovenco, non si è calcolato che i tempi di percorrenza per molti cittadini aumenterebbero a dismisura compensando in negativo i presunti vantaggi. Infine ci poniamo una domanda: chi gestirebbe la costosissima manutenzione dei lunghi tratti che verrebbero dismessi proprio per gli alti costi di gestione? Altro costo da considerare che sarebbe scaricato sui cittadini. Avverseremo questo progetto in tutte le sedi e nelle piazze. Lotteremo affinché si punti sulla manutenzione delle strade esistenti e si investano risorse sul trasporto collettivo e non a favore delle lobby. Facciamo appello a tutti i cittadini italiani affinché si organizzino per difendere i propri interessi e il patrimonio ambientale collettivo” conclude il Forum H2O.

Le cartine del mega progetto varianti

Gianluca Ranieri Report-age.com 2016
Gianluca Ranieri

D’Alfonso sventra l’Abruzzo. M5S “Nel mondo si viaggia sui binari ecosostenibili e in Abruzzo, col Pd, ancora colate di cemento nel verde dei Parchi”.  

“Un potenziamento della linea ferroviaria per uno sviluppo sostenibile e che non metta in atto l’impoverimento del territorio e la deturpazione delle aree interne che avranno come ulteriore disagio l’alzamento dei costi dell’autostrada ricadendo sulla vita di tutti gli abruzzesi”. E’ questa la proposta del M5S che attraverso il consigliere regionale Gianluca Ranieri fa sentire la sua voce sul famigerato progetto Toto per l’autostrada A24/A 25. A chi pensa male potrebbe venire  in mente che il  Presidente della Regione sia più interessato agli affari dell’amico Toto, che alla salute dell’ambiente e al territorio” commenta il consigliere 5 stelle “Che il progetto di variante autostradale sia un’oscena speculazione è un fatto, perché pensare che il futuro della mobilità in Abruzzo possa passare ancora per la realizzazione di un’autostrada è anacronistico – continua Ranieri – L’interesse del territorio ed il suo sviluppo sostenibile sarebbero certamente tutelati molto meglio attraverso un vero potenziamento della linea ferroviaria Pescara-Roma, sulla quale si dovrebbe arrivare ad un servizio di alta velocità, e con la realizzazione della tratta Rieti – Passo Corese,  attraverso la quale si realizzerebbe il collegamento L’Aquila – Rieti – Roma ed un generale miglioramento della percorribilità su quella linea e sul tratto L’Aquila – Sulmona. Una gestione politica fallimentare, che va ad avvallare la visione antica e probabilmente personalistica del Presidente, è perpetuata anche da tutta la maggioranza. E’ sconvolgente, infatti, notare, come da verbale del  16 maggio 2016 dell’incontro di lavoro inerente le varianti di tracciato proposte nel Progetto di messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 dalla società Concessionaria Strada dei Parchi Spa” incalza Ranieri “ che dei 22 presenti, solo il consigliere Pierpaolo Pietrucci poteva  dirsi rappresentativo per il territorio, ma da verbale risulta che l’unico contributo apportato all’incontro dal consigliere  è stata la richiesta di spostamento del casello di L’Aquila Ovest”. “Inoltre non era presente, non si capisce se perché non invitato o per scelta personale, l’assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo. Un’assenza che lascia pensare ed un silenzio assordante. Se fossi io l’assessore alle aree interne e fossi sinceramente interessato al territorio che riguarda la mia delega, davanti ad uno scempio del territorio come questo avrei rassegnato le mie dimissioni e sicuramente lasciato la maggioranza. Il futuro dell’Abruzzo sarà condizionato da quest’opera che non porta alcun beneficio né ai cittadini delle aree interne né ai cittadini della costa che assisteranno a catastrofi ambientali oltre un aumento del pedaggio già fortemente compromesso dalla gestione delle autostrade”. “D’altronde” conclude “già nella costituzione del gruppo interdipartimentale per la valutazione tecnica del progetto di Strada dei Parchi s.p.a., D’Alfonso aveva selezionato gente di fiducia, perché si sa che la democrazia è bella, ma se comando io è meglio.

Una serissima minaccia per l’Abruzzo e uno schiaffo per i suoi abitanti”:

Pescara. “Una serissima minaccia per l’Abruzzo e uno schiaffo per i suoi abitanti rappresenta il progetto del gruppo Toto di modifica del tracciato autostradale della A24 e della A25.

Secondo Wwf, Legambiente, Pro natura, Fai, Italia nostra, Marevivo e Archeoclub “Non è un caso se contro la progettata variante si sta creando nella regione un movimento d’opinione che vede uniti amministrazioni locali, associazioni e politici. Migliaia di cittadini che tutti insieme, come già accaduto in altre occasioni (terzo traforo del Gran Sasso, Centro Oli di Ortona, Ombrina Mare, solo per citare gli episodi più recenti) scendono in campo per difendere il territorio messo a rischio da interessi imprenditoriali e da una politica incapace di tenere conto dei reali bisogni della collettività e di guardare seriamente al futuro della regione. Già nel gennaio scorso, quando si cominciò a parlare sulla stampa della modifica del tracciato autostradale denunciammo l’assurdità di un progetto che, tra l’altro, andrebbe a incidere sull’area delle sorgenti del Pescara, là dove nel sottosuolo c’è il bacino imbrifero più grande d’Italia e forse d’Europa, che fornisce acqua potabile a oltre metà degli abruzzesi; un progetto che attraverserebbe Siti di interesse comunitario e riserve regionali di importanza strategica, che rovinerebbe per sempre paesaggi unici, vera ricchezza di questa regione – scrivono in una nota le associazioni ambientaliste – Nel solo tratto dell’Abruzzo sarebbero infatti previsti altri 5 trafori, diversi viadotti, bretelle …con un impatto paesaggistico enormemente negativo. La definimmo già a gennaio un’opera inutile e devastante per l’ambiente. Un giudizio che non possiamo che ribadire oggi, quando emergono inquietanti dettagli su questo progetto. Le autostrade esistenti (in gestione alla società Strada dei parchi sino al 2030, con pedaggi costosissimi per gli utenti) sono largamente sufficienti per il traffico tra l’Abruzzo e Roma, modificarle è una vera follia. Se dovesse passare questa idea sarebbe anche necessario cambiare la denominazione sociale del gestore in Strada contro i Parchi, più aderente alla realtà”. Wwf, Legambiente, Pro natura, Fai, Italia nostra, Marevivo e Archeoclub chiedono al Governo “di non prendere neppure in considerazione la modifica proposta dal gerente e ai consiglieri regionali abruzzesi, qualsiasi sia il loro gruppo politico di riferimento, di opporsi decisamente e chiaramente a questo folle progetto, sostanzialmente inutile per la collettività e dannoso per l’ambiente, da bocciare senza mezzi termini – concludono le associazioni – È inoltre auspicabile che ogni Comune della regione, non solo quelli direttamente coinvolti nel tracciato, faccia sentire la propria opposizione: sono infatti sotto attacco gli interessi veri e profondi di tutti gli abruzzesi e tutti insieme dobbiamo difenderci”.  

“Bene il No di Casini al folle progetto Toto, ma per la Snam?” interveno gli ambientalisti sulmonesi

“Il sindaco dimentica  l’impegno sottoscritto?” domandano i Comitati cittadini per l’ambiente

Foto Maria Trozzi
Foto Trozzi, tutti i diritti riservati.

<Il Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, ha finalmente deciso di sciogliere la sua riserva e di pronunciare un chiaro No all’assurdo progetto autostradale di Toto che, oltre allo scempio ambientale, darebbe un colpo micidiale al nostro territorio accentuandone l’isolamento, con danni enormi all’economia ed al turismo – scrivono in una nota i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona – A fronte di un attacco così pesante, che rischia di compromettere il nostro stesso futuro, è doverosa la massima allerta e, come ha preannunciato la stessa Casini,  il coinvolgimento di tutti i Sindaci del comprensorio. Abbiamo già conosciuto Toto quando, nel 2008, ha cercato di propinarci il suo cementificio con annessa mega cava-miniera dell’estensione di 400 ettari in località colle Scipione e colle Macerre, stessa area in cui la Snam vuole realizzare centrale di spinta del gas naturale e metanodotto. Il progetto della Toto group prevedeva anche un tracciato ferroviario che, dallo stabilimento si ricollegava alla ferrovia Sulmona-Napoli, modificando, unitamente all’attività estrattiva della cava, l’aspetto paesaggistico dell’intera area ed un deposito di rottamazione degli aerei. Il tutto a fronte di un’occupazione esigua compreso l’indotto. I cittadini, nonostante la grave crisi occupazionale, hanno compreso che l’insalubre ed impattante progetto di Toto andava respinto al mittente, si sono mobilitati e lo hanno battuto. Sul progetto della Snam che minaccia il nostro territorio e sul quale stranamente il sindaco Casini non ha detto né fatto nulla, riscontriamo che, a tutt’oggi, è stata ignorata la nostra lettera aperta di qualche settimana fa, così come risulta disatteso l’impegno pubblico sottoscritto in campagna elettorale davanti ai cittadini. Tale impegno prevede, tra l’altro, che tra i primi atti del nuovo Consiglio Comunale, vi sarebbe stata la riconferma della delibera con cui il Comune di Sulmona, il 30 ottobre 2015, ha bocciato qualsiasi ipotesi di centrale sia a gas che ad alimentazione elettrica. Nel consiglio comunale convocato per giovedì 28 luglio non figura l’argomento Snam. Le 2 questioni, Toto e Snam, sono certamente diverse, ma hanno dei punti in comune: entrambi i progetti rispondono unicamente agli interessi ed ai profitti delle società proponenti, sono imposti dall’alto e calpestano i diritti delle comunità locali e, se realizzati, comprometteranno ambiente ed economia del territorio basati su uno sviluppo ecosostenibilità e sul turismo verde. Per di più gli impianti Snam metteranno in grave pericolo anche la nostra salute e la nostra incolumità. Quello della Snam è un mega progetto che interessa buona parte della provincia dell’Aquila. Molto opportunamente, il consiglio provinciale, guidato dal presidente nonché sindaco del Comune di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis,  ha ribadito la propria contrarietà al metanodotto ed alla centrale di compressione anche per il caso della fantomatica ipotesi elettrica – non esiste tecnologia che possa far funzionare esclusivamente ad elettricità una centrale di spinta delle dimensioni previste dalla multinazionale che progetta di sparare il metano a Nord, per venderlo ai paesi dell’Europa. Proseguono i comitati ambientalisti: “I cittadini, che da 8 anni e mezzo, sono impegnati per sbarrare la strada alla Snam, hanno fatto e continueranno a fare la loro parte. In queste battaglie è fondamentale il ruolo della politica e dei rappresentanti istituzionali del territorio. Auspichiamo, che il Sindaco Casini ponga, sul problema Snam, lo stesso impegno che preannuncia per il progetto Toto e che metta in campo iniziative adeguate  agli attacchi cui il nostro territorio è sottoposto. Chiediamo, perciò, che venga inserita tra gli argomenti del Consiglio Comunale di giovedì, anche la “questione Snam” e che da esso scaturisca, sia la riconferma della delibera del 30/10/2015, che l’impegno ad attivare unitamente ai Sindaci dei Comuni coinvolti, le iniziative già preannunciate dal Presidente della Provincia Antonio De Crescentiis: la richiesta al Governo di sospendere le procedure autorizzative per il metanodotto e la centrale di compressione di Sulmona e la convocazione del tavolo di confronto Stato-Regioni previsto dalla risoluzione parlamentare e finalizzato ad individuare soluzioni alternative al progetto presentato dalla Snam> concludono i Comitati ambientalisti Peligni (Aq).

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