Ambientalisti sul piede di guerra. Progetto Toto: Martina “sfonderà le pareti delle Gole di San Venanzio” denunciano le associazioni

I costi del progetto ricadrebbero, in primo luogo, sui cittadini abruzzesi, sottolinea la segreteria del partito della Rifondazione comunista. La Stazione ornitologica abruzzese (Soa) e le associazioni Lipu, Altura e Salviamo l’orso lanciano poi l’allarme per le gole di San Venanzio minacciate proprio dallo stesso progetto, quello che Carlo Toto intende portare avanti per l’autostrada abruzzese (tronconi A24 e A25). L’imprenditore intende tagliare l’autostrada esistente per ridurre di circa mezz’ora, in realtà solo 10 mikm di percorso, i tempi di percorrenza sull’infrastruttura (che è opera strategica per finalità di protezione civile per Decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 21.10.2003). Strada dei parchi progetta per l’entroterra l’attraversamento di faglie attive: una sul nuovo tratto Cerchio-Vittorito, in valle Peligna, l’altra è la faglia della media valle Aterno sulle gole di San Venanzio. Paradosso dei paradossi, il progetto di varianti parte proprio dalla necessità di un serio adeguamento sismico e di una corretta  messa in sicurezza di viadotti e gallerie sulle A 24 e A 25 tra l’Abruzzo e il Lazio, adempimento che si attende ormai da 4 anni da Toto & company perché dopo il terremoto del 2009 diventa indispensabile (legge 228 del 24 novembre 2012).

Aggiornamento 12 e Archivio

Gole di San Venanzio Report-age.com 2016 Secondo indiscrezioni, nell’area Subequana l’intervento per le bretelle sfonderebbe le pareti delle gole e le attraverserebbe con un enorme viadotto. Le associazioni ambientaliste sarebbero in possesso di documenti che lo confermerebbero diventa così indispensabile  fermare il progetto che favorirebbe, scrivono le associazioni, solo il privato investitore. Soa, Lipu, Altura e Salviamo l’orso scrivono del progetto Toto che punterebbe a sfondare le gole, con Martina, la trivella di ultima generazione le pareti delle meravigliose Gole di San Venanzio per attraversarle da parte a parte con un viadotto, devastando uno dei paesaggi di maggior pregio dell’Abruzzo. “L’attuazione del progetto comporterebbe la distruzione ambientale e paesaggistica di diversi altri siti, inclusi i parchi nazionali e regionali e le riserve naturali che caratterizzano il paesaggio e l’ambiente dell’Abruzzo, la cosiddetta Regione verde d’Europa – prosegue la nota delle 4 associazioni ambientaliste – Pensavamo di averle viste tutte in questi anni ma questo progetto mina alla radice qualsiasi idea di tutela del patrimonio appenninico pur di far fare profitto ad un gruppo imprenditoriale.Le Gole di San Venanzio sono in gran parte riserva naturale regionale e, per la restante parte, parco naturale regionale. Sono tutelate a livello comunitario essendo classificate quale Sito di interesse comunitario (Sic) per la fauna e la flora nonché Zona di protezione speciale (Zps) con la nidificazione dell’Aquila reale e di una specie prioritaria, il Lanario. Ci sono beni culturali di interesse storico come l’eremo di San Venanzio e l’acquedotto romano. Ricordiamo che le norme comunitarie impongono di esaminare preliminarmente e non a posteriori l’incidenza degli interventi su fauna e flora protetti. Le scelte devono basarsi sulla valutazione consapevole di cosa c’è sul campo e non cercare di adattare ex post l’ambiente ai progetti con il risultato che alla fine a pagarne le conseguenze sono i valori naturalistici e paesaggistici. Chiediamo al presidente Luciano D’Alfonso come possa difendere e supportare un progetto faraonico e inutile dove si massacrerà una delle valli più note dell’Appennino se non per le casse del privato. Stiamo continuando ad esaminare il progetto e presto avremo il quadro completo della devastazione che potrà arrecare al territorio. In ogni caso già solo esaminando questa sezione del tracciato diventa chiaro lo sfacelo che porterebbe al nostro patrimonio”.

Interviene la segreteria nazionale del partito della Rifondazione comunista da Pescara dov’è appena terminato l’incontro per organizzare le iniziative volte a respingere questo ennesimo attacco alla regione verde d’Europa: “Il mega-progetto da 5,7 miliardi di euro e decine di chilometri di gallerie, presentato da Toto al ministero, non è questione che riguarda solo alcuni comuni che comunque bene fanno a far sentire la propria voce. La questione ha una rilevanza regionale e nazionale – proseguono Maurizio Acerbo e Marco Fars di Rfc-Se – Si tratta di uno dei principali interventi infrastrutturali in Italia dall’impatto ambientale e paesaggistico enorme e i cui costi ricadrebbero in primo luogo sui cittadini abruzzesi che già da anni subiscono il rincaro dei pedaggi. Non vi sono ragioni di interesse pubblico che giustifichino questa operazione e la messa in sicurezza dell’autostrada appare come la scusa per garantirsi l’allungamento per decenni della concessione e un appalto gigantesco. L’affare è solo per Toto, mentre per gli abruzzesi ci sarebbe l’assurdità di nascondere alla vista di potenziali turisti la bellezza del nostro paesaggio e delle nostre montagne facendoli passare per decine di chilometri sottoterra. Contro questa operazione è bene che si crei una grande coalizione ambientalista, civica, sociale e politica per la difesa del nostro territorio che avrebbe bisogno semmai di migliori collegamenti ferroviari con la capitale. C’è bisogno per difendere l’Abruzzo da questo scempio che si crei un movimento come quello che abbiamo costruito per fermare il terzo Traforo del Gran Sasso, il Centro Oli di Ortona e Ombrina. In tutta questa vicenda non ci sorprende il ruolo del Presidente della Regione che nel diluvio di parole che lo caratterizzano, in campagna elettorale e dopo, non ha mai parlato di un progetto che invece supporta senza alcun mandato popolare  e nemmeno del Consiglio regionale. E’ evidente che l’azione della Regione – con le commissioni tecniche costituite alla chetichella e le delibere di Giunta che prendono atto del progetto – è volta a fare pressioni sul Ministero delle Infrastrutture e a favorire il via libera a una proposta che Toto neanche era titolato a presentare. In questo scenario si inserisce la vicenda del possibile acquisto del quotidiano Il Centro da parte di Toto. Il nostro allarme è stato ripreso da il Fatto quotidiano con un intero paginone, ma in Abruzzo invece registriamo un inquietante silenzio- concludono dalla segreteria di Prc – Torniamo a segnalare che sarebbe molto grave che il quotidiano finisse sotto il controllo di gruppi imprenditoriali del settore dei lavori pubblici (o della sanità) che potrebbero esercitare un condizionamento ancor più forte sulla politica e le istituzioni del nostro territorio. In particolare è davvero uno scenario da Turchia quello in cui il gruppo imprenditoriale che può contare sull’amico di famiglia e “damo di compagnia” alla guida della Regione assume il controllo anche del principale quotidiano. Il gruppo Toto-D’Alfonso costituisce come avevamo profetizzato un’emergenza ambientale e democratica.

mariatrozzi77@gmail.com

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Ecco i documenti relativi al progetto Toto. Varianti: i viadotti Peligni da demolire 21.7.2016

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