Ospedale Sulmona. Di Giandomenico: ‘C’è qualcosa dietro le promesse?’. Chiesto incontro a Gerosolimo

Sulmona (Aq). “Un depotenziamento spacciato per successo è il declassamento dell’ospedale di Sulmona visto con gli occhi dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosoliomo, che ha chiamato a raccolta i primi cittadini peligni” non usa mezzi termini il coordinatore di Sovranità Sulmona, Alberto Di Giandomenico, per commentare l’incontro sulla programmazione sanitaria tenuto l’8 luglio nel capoluogo Peligno chiedendo all’assessore alle aree interne un incontro chiarificatore. 

Alberto Di Giancomenico candidato sindaco per Sulmona Report-age.com 2016Di Giandomenico critica aspramente la riunione a porte chiuse tra sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, i primi cittadini della valle Peligna e l’assessore regionale Gerosolimo: “Nessun giornalista era presente e, a seguire i lavori, non c’era nessuno del presidio che, per mesi, ha difeso e salvato il Punto nascite di Sulmona. Da primo livello il nostro nosocomio si ritrova ad operare come ospedale di base. Abbiamo perso tutto e dai sindaci non una parola a difesa delle comunità che rappresentano e che sono state penalizzate da queste decisioni piombate dall’alto – continua Di Giandomenico – La programmazione sanitaria indicata lo scorso venerdì, a palazzo San Francesco, non promette davvero nulla di buono e i primi cittadini hanno semplicemente preso atto di quanto previsto dall’assessore Gerosolimo: 16 posti letto in più per l’ospedale di viale Mazzini che ne conta oggi 146, 4 le unità operative complesse mantenute: cardiologia, chirurgia, medicina generale e ortopedia. È proprio un grande sforzo! Le unità operative semplici passeranno da 14, almeno così dichiara l’assessore. È davvero una elemosina se la sanità regionale punta alle eccellenze, ma per l’ospedale Peligno si va avanti a promesse che sfumano poi con tagli repentini e ritardi stratosferici. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ed è per questo che vorremo capire dall’assessore Gerosolimo se la programmazione è una sua idea e se sia l’espressione della volontà Regionale. Vorremmo sapere se c’è davvero qualcosa dietro le promesse di potenziamento delle unità operative, di medicina generale e di ortopedia, e dietro le promesse di attivazione di una unità operativa complessa di lungodegenza che verrebbe dotata di 15 posti letto. Questi andranno ad aggiungersi ai 16 posti letto promessi o sono già compresi nella previsione? Vorremmo che l’assessore spiegasse anche a noi la consistenza di questa programmazione, accettabile magari negli anni ’70, ma non oggi che il territorio accoglie e si trasforma inesorabilmente affrontando questioni delicate e particolari problematiche. Saremo mai pronti ad una eventuale emergenza sanitaria in questo comprensorio dalle peculiari caratteristiche orografiche? – conclude il coordinatore di Sovranità –  Quanto alle dotazioni e alle attrezzature sarebbe il caso di chiarire se funzioneranno davvero, se sono stati previsti tecnici per renderle operative, se sia stata programmata una riorganizzazione del personale dell’ospedale e nei reparti che si dice saranno aggiunti e potenziati. Le unità complesse resteranno così come sono state lasciate? L’impressione è che per uscire dal Commissariamento, sull’altare regionale, sia stato sacrificato proprio l’ospedale di Sulmona quale capro espiatorio di una gestione dissoluta di cui hanno beneficiato altre realtà, senza alcun dubbio. A Gerosolimo chiediamo un incontro chiarificatore, se davvero l’obiettivo è fare del bene alla comunità cui appartiene”.

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