Sanità Peligna, riunione a porte chiuse dal sindaco Casini sulle future dotazioni dell’ospedale

Sulmona (Aq). Sfuma di nuovo e in pochissimi giorni l’opportunità di mettere in campo l’ospedale diffuso, del territorio, dopo l’incontro dei sindaci del comprensorio Peligno con l’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, forse in cerca di consensi. C’è aria di legge e d’interventi di natura economica nell’entroterra, intanto l’ospedale Peligno non è più da primo livello, ma è declassato a ospedale di base.

Dunque è deciso e i primi cittadini del comprensorio si accontentano delle scelte che depotenziano il Santissima Annunziata di Sulmona. Diventano d’incanto un ineguagliabile successo i 16 posti in più che faranno lievitare il numero dei letti, del nosocomio di viale Mazzini, a 162. Sono 4 le unità operative complesse mantenute: cardiologia, chirurgia, medicina generale e ortopedia. Declassati, ma contenti del presidio che vedrà passare le unità operative semplici da 9 a 14 con tanto di permanenza per alcuni servizi sanitari. I sindaci hanno preso atto della nuova programmazione che prevederebbe il potenziamento delle unità operative di medicina generale e di ortopedia e l’attivazione di una ulteriore unità operativa complessa di lungodegenza (dotata di 15 posti letto). Fanno gioire l’inserimento della Utic (Unità di terapia intensiva coronarica) di Sulmona nella rete per l’infarto miocardico acuto e l’inserimento nella rete regionale dell’Ictus con l’esplicita previsione di una unità operativa di neurologia dotata di 10 posti letto e della Stoke unit. L’assessore Gerosolimo ha comunicato ai sindaci peligni che la Regione ha disposto l’autorizzazione all’acquisto della risonanza magnetica da destinare al presidio sulmonese, attesa da diversi anni, speriamo sia dotata di istruzioni per l’uso e di prese tedesche per farla funzionare. Eppure per analisi e controlli i cittadini sono ormai costretti a recarsi altrove, Avezzano o Chieti soprattutto e ormai per tutto. Questo il rimedio per abbattere le liste d’attesa. I sindaci hanno preso atto del mantenimento dell’unità operativa dedicata alla ostetricia e ginecologia e hanno espresso l’intento unanime di mantenere viva l’attenzione sul Punto nascite di Sulmona. Il presidio e il parto in analgesia, praticato da qualche mese nella struttura sanitaria peligna, è farina di altro sacco. Per l’analisi della nuova rete ospedaliera i sindaci si incontreranno per l’organizzazione territoriale dell’offerta sanitaria. Il centro per l’autismo e la residenza protetta per anziani a Pratola Peligna ( Aq) poi potenzierebbero l’offerta sanitaria esistente.

Gli altri ospedali.  In alta quota è indispensabile l’ospedale di Castel di Sangro che mantiene il Pronto soccorso.Area disagiata, come quella del nosocomio di Penne, in provincia di Pescara. L’alto Sangro perde 3 unità operative complesse: Cardiologia, Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. Sopravvive Medicina generale da 19 a 28 posti letto, 24 ordinari e 4 diurni. Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza è ridimensionata a unità dipartimentale, così Diabetologia. Sparisce la Direzione sanitaria di presidio che diventa servizio, come lo saranno Endoscopia digestiva, Ostretricia e ginecologia, Terapia intensiva, Radiologia, Emodialisi, Farmacia ospedaliera e Laboratorio analisi. In tutto 32 posti letti, meno 7  ai 28 di medicina generale si aggiungono infatti 2 di Ortopedia (ne aveva 8) e 2 di Chirurgia generale (ne aveva 12). Quello di Popoli è il primo ospedale che si raggiunge da Chieti verso l’entroterra. Al Santissima trinità di Popoli il pronto soccorso sarà sostituito da un’ambulanza che rappresenterà il punto di primo intervento. Le 3 unità operative complesse saranno unità semplici, in tutto con 24 posti letto, 8 a Chirurgia generale, 8 a Ortopedia e 8 traumatologia) e in parte in servizi: Medicina generale che perde così i suoi 20 posti letto. La Chirurgia sarà dotata anche di una unità dipartimentale di endoscopica con 8 posti letto, 2 in meno, saranno per la generale (4 ordinari e 4 diurni). L’altra unità dipartimentale prevista è la Lungodegenza con 15 posti letto. Sono meno 9 posti letto, 31 in tutto: 24 ordinari, 7 diurni. I servizi, sono 8, e rigurdano Medicina generale, Anestesiologia – terapia intensiva post-operatoria, Radiologia, Nefrologia – dialisi, Farmacia ospedaliera, Laboratorio analisi, Oncologia ma senza posti letto, Medicina trasfusionale e ambulatorio ematologico.