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Inquinamento sotto il tappeto: meno centraline per monitorare l’aria a Pescara

Pescara. Il ridimensionamento annunciato delle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria nel capoluogo adriatico preoccupa non poco cittadini e associazioni ambientaliste. Quelle da smantellare, sarà un caso, sono installate proprio nei punti nevralgici della città, i più trafficati e inquinati. 

Aggiornamento

Arta centralina Report-age.com 2016La qualità dell’aria della città di Pescara, sin dal 1998, è rilevata da 6 stazioni fisse dotate di 20 analizzatori automatici in funzione 24 ore su 24 per l’intero anno. Gli impianti sono di proprietà del Comune di Pescara che provvede alla manutenzione della strumentazione, mentre la gestione è affidata all’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. “Sono preoccupanti le notizie di un ridimensionamento della presenza di centraline a Pescara, sia pure nell’ambito di una ristrutturazione regionale della rete: di fronte a un malato grave, quale certamente è l’aria di Pescara, invece di stabilire e somministrare le medicine migliori, si preferisce ridurre il numero dei termometri – il presidente del Wwf Chieti Pescara, Nicoletta Di Francesco, commenta così la decisione di ridurre gli impianti per il monitoraggio della qualità dell’aria nel capoluogo adriatico e interviene – Del resto questa singolare strategia sembra in qualche modo dare risultati: nella vicina Chieti, e in particolare nei quartieri vallivi, ogni volta che l’Arta procede, con campagne limitate nel tempo, con il laboratorio mobile escono fuori problemi; ciò nonostante di centraline fisse funzionanti, promesse da anni anche in relazione alla ristrutturazione della rete regionale di cui si parla ora a Pescara, tuttora non ce ne sono. Il risultato è che si parla assai più degli inquinanti monitorati che respirano i pescaresi che non di quelli ignoti che inalano quotidianamente i teatini. È certamente un caso se le centraline smantellate a Pescara sono quelle che davano i risultati più preoccupanti come conferma un semplice sguardo ai dati storici dell’Arta, reperibili sul sito dell’Agenzia. Resta invece difficile accettare le giustificazioni del vice sindaco, Enzo Del Vecchio, secondo le quali tra i motivi ostativi alla presenza delle centraline ci sarebbe anche il problema economico. Capisco le difficoltà contingenti, ma i costi complessivi sono in prospettiva assai più alti per la collettività che non quelli per la prevenzione. È una questione di scelte prima che di soldi. Prendere atto dell’inquinamento dell’aria, dei fiumi, del mare e lavorare per un deciso e rapido risanamento rappresenta una priorità assoluta che va affrontata a ogni livello e non nascosta sotto il tappeto”.

mariatrozzi77@gmail.com

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