Bomba. Lo spettro della Forest Oil e dietro il nuovo progetto di estrazione anche Shell

Provincia di Chieti. Lo spettro della Forest oil aleggia sulla Compagnia mediterranea idrocarburi (Cmi), acquisita dalla Avanti energy, erede della concessione Colle Santo, progetto di estrazione che punta ancora a Bomba (Ch) e non solo. Si scopre che la società capitolina è in partnership con Shell per la vendita del gas estratto. Si tratta proprio del colosso petrolifero autorizzato a trivellare l’Artico. Fatto sta che questa minacciosa estrazione del gas garantirebbe autonomia energetica all’Italia per una settimana. Subsidenza, rischio idrogeologico, ambiente a rischio, ma l’impresa vale la spesa? Insomma tutto il gas, nemmeno certo, estraibile dal giacimento di Colle Santo coprirebbe, massimo, il consumo di 10 giorni di metano a livello nazionale. A rivelarlo è la ricercatrice di origine italiana, Maria Rita D’Orsogna, che sta indagando su questo ennesimo progetto di sfruttamento che colpisce al cuore la provincia teatina e che ora si tenta di realizzare con qualche discutibile variante: un metanodotto di 21 km di tracciato che partirebbe dai pozzi, vecchi e nuovi di Bomba, sino a Paglieta dove è prevista un centrale di trattamento del materiale estratto.

Aggiornamento, approfondimento blog D’Orsogna

Shell Gas a Bomba concessione e progetto Colle Santo della Cmi Avanti energy Report-age.com 2016Tutto d’un fiato leggiamo l’aggiornamento del fisico, docente universitario e attivista ambientalista Maria Rita D’Orsogna puntualmente riportato nel suo blog: “Abbiamo già parlato di una serie intricata di relazioni fra la Forest Oil di Denver, ditta americana di petrolio ora defunta, il riorganizzarsi del suo vecchio personale sotto il nome di Avanti Energy, la vendita della sussidiaria italiana della Forest Oil, detta Cmi (Compagnia mediterranea idrocarburi) alla Dove di Dubai, e la rivendita della Cmi alla Avanti energy. Visto che il progetto Colle Santo è di proprietà dalla Cmi, i vecchi compari della Forest Oil si sono ripresi il progetto di Bomba, spostandolo a Paglieta.  Usano il nome Avanti energy e non più Forest Oil, ma in sostanza non cambia granché. Emerge ora un altro interessante aspetto di questa storia: una partnership fra la Shell e la Cmi/Avanti. Le 2 ditte petrolifere infatti, la piccola Cmi e il gigante Shell hanno firmato degli accordi, dicembre 2015, per l’eventuale vendita e commercializzazione alla Shell del gas estratto a Colle Santo. Il capo della Cmi, Mark Frascogna ha commentato direttamente in merito a Colle Santo: “Cmi is very pleased to enter into this important agreement with Shell. This new relationship with Shell is a significant step forward toward the Colle Santo gas development project approval”. “La Cmi ha molto piacere di entrare in questo importante accordo con la Shell. Questa nuova relazione con la Shell e’ un importante passo in avanti per l’approvazione del progetto Colle Santo”. Non è ben chiaro perchè l’arrivo della Shell debba facilitare l’approvazione di Colle Santo. Forse perche’ siccome non hanno soldi propri, possono dire al governo che ci pensera’ la Shell alla distribuzione e al trasporto del gas estratto? O forse la Shell garantira’ cose che ne la Cmi e ne la Avanti Energy possono garantire? Non lo sappiamo. Sappiamo invece che oltre ai deliri di Mark Frascogna, il Ceo (Chief executive officer, ossia l’amministratore delegato) della Avanti energy, John Mc Intyre dal Canada dichiara: “Italy is highly deregulated gas market. The gas offtake agreement with Shell allows Avanti to focus on near term reserve and production growth in Italy without the cost and distraction of building and managing a marketing organization. At current market gas prices this represents potential sales in excess of Usd $ 400 million“.

Traduzione: L”Italia ha un mercato del gas fortemente deregolamentato. L’accordo con la Shell permette alla Avanti di focalizzare a breve termine sulle riserve e sulla crescita in Italia senza i costi e la distrazione del dover creare e gestire una organizzazione di marketing. Ai prezzi attuali tutto questo rappresenta potenziale di vendite che supera i 400 milioni di dollari.

“Fa anche un po tenerezza – ammette Maria Rita D’Orsogna – Ce li immaginiamo questi soggetti a fare marketing per il gas di Colle Santo? Della serie: comprate il gas d’Abruzzo, fresco di montagna. A chi vogliono darla a bere? Il gas è troppo poco per qualsiasi tipo di commercializzazione indipendente e loro vogliono soltanto vendere le briciole che troveranno alla Shell e correre poi alla banca con il malloppo. John McIntyre però ha manie di grandezza e dice che la Cmi ha organizzato una squadra di ingegneri rinomati a livello internazionale, esperti in project design, esperti in tecnologia per processare il gas, esperti per il management dell’ambiente. Ah certo. Sarà secondo lui un piano molto attrattivo e fattibile per Colle Santo che loro definiscono il più grande campo di gas non sviluppato in Italia. Secondo le loro migliori stime (proprio il meglio del meglio che possono fare) è di estrarre 2 miliardi di metri cubi di gas – che fanno 10 giorni di consumo a livello nazionale. In altri comunicati parlavano di gas certo per una settimana. Qui si spingono un po’ oltre e aggiungono altri 3 giorni. Non cambia granché, no? Che sia una settimana o che siano 10 giorni, questo è tutto il gas che sarà estratto per tutta la vita del giacimento. Poveri noi! – esclama e conclude D’Orsogna – E ancora di più poveri loro. Non sanno che tutto l’Abruzzo gli si è rivoltato contro negli anni scorsi e non sanno che i loro progetti saranno ancora una volta contrastati per gli anni a venire e la comunità vi si opporrà.  Come sempre, sono lotte per la vita e per le generazioni a venire”.

mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento sul Blog di Maria Rita D’Orsogna

Approfondimento 

‘Torniamo a Bomba’. Presentato un progetto di coltivazione eredità della Forest oil  1.7.2016