Visione unitaria. Dal Baltico a Milazzo, passando per l’Appennino, stessi servizi per tutti

L’entroterra abruzzese riparte anche e proprio dalla sanità. Dal tentativo, da ieri ripreso, di unire i presidi ospedalieri peligno e popolese per evitare così altre spoliazioni e declassamenti. La notizia dell’ospedale diffuso nel Centro Abruzzo incoraggiai il movimento Ripensiamo il territorio che ha lanciato, da tempo, l’idea dell’Area vasta in un territorio tutto da ricollegare e rimettere insieme, in rete, per sviluppare una dimensione dell’Abruzzo interno che parli il linguaggio della coesione.

L’area vasta, scrive il movimento Ripensiamo il territorio: “Tra i  nodi da sciogliere c’è il far confluire in una vera e propria massa critica tutto il territorio facendogli acquisire valenza amministrativa, territoriale e politica e capacità progettuale innovativa – prosegue la nota di Rit –  Gli eventi  richiedono forse una qualche accelerazione, viste le condizioni della nostra Sanità territoriale. Castel di Sangro minaccia la rivolta civile, Popoli e Sulmona, abbiamo notizia di ieri, stanno dialogando in merito, coinvolgendo anche l’assessore aree interne Andrea Gerosolimo. Auspichiamo che ciò possa portare alla convocazione immediata di un tavolo comune ove impostare la sanità come un progetto di coesione territoriale di vasta area. É il momento più grave, ma anche favorevole in cui cogliere l’opportunità di ridiscutere con la Regione sulla base di una franca e costruttiva riflessione comune, rendendola proposta di rilancio di capacità progettuale del nostro territorio unito. Riapriamo la discussione sull’ospedale diffuso, forti dell’impostazione europea e dei principi della coesione territoriale che ne conseguono e che prevedono, secondo i suoi dettami sacrosanti, che dal Baltico a Milazzo, passando per l’Appennino e le sue aree interne peculiari,  ciascun cittadino debba essere messo in condizioni di fruire degli stessi servizi. Grazie a ciò, quindi, agendo con la forza di questi principi europei e dei conseguenti diritti che ne scaturiscono, si può e si deve progettare. Forza Sulmona, Popoli, Castel di Sangro e si coinvolgano Pratola Peligna  e tutti gli altri centri del territorio con i suoi 90 mila abitanti. L’unione fa la forza” conclude Rit.

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