Mega lottizzazione a Rocca di Mezzo. A difesa del Parco Sirente il Presidente Ciampi

Rocca di Mezzo (Aq). Il Piano di lottizzazione di Prato della Madonna sta tornando in consiglio comunale per essere adottato. Nulla può fermare la megalottizzazione, nemmeno l’interessamento del presidente emerito della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, che in questa località ha una casa. Siamo nel cuore del Parco regionale Sirente Velino, Sito di interesse comunitario (Sic), area di Protezione Speciale (Zps – Vincolo di conservazione Parziale A2 nei Piani Paesistici per il quale “i soli interventi ammessi sono finalizzati alla tutela conservativa …..”).

Aggiornamento

Rocca di Mezzo Foto Maria Trozzi Report-age.com 2016 tutti i diritti riservati
Rocca di Mezzo (Foto Trozzi tutti i diritti riservati)

In cantiere la costruzione di  50 villette, circa 10 mila m³ di cemento, su un’area di oltre 22 mila m². Se il consiglio comunale dice no alla lottizzazione si aprirà un contenzioso con i proponenti. Premesso, la colata di cemento è permessa da un Piano di fabbricazione che i comuni formica si sono dati in un periodo di devastante speculazione edilizia, la bellezza di 40 anni fa. Dal 1984 si sta tentando una colata di cemento su un’area di pregio naturalistico. Allo scopo, si mettono in campo espedienti e rivisitazioni di progetti già bocciati. Le schede che descrivono le peculiarità ambientali di questo territorio che si tenta di lottizzare a tutti i costi e da parecchi anni segnalano che l’area è a rischio vulnerabilità, dato l’aumento delle attività turistiche, ma ricco di specie rare e da tutelare. Sulla vicenda della megalottizzazione il 17 ottobre 2014 chiede notizie dell’intervento, con una lettera al sindaco di Rocca di Mezzo, Mauro Di Ciccio, il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che nella missiva sottolinea la possibile ferita mortale al paesaggio di quella prospettiva sciagurata. Il Comune ha praticamente le mani legate e che l’approvazione è un atto dovuto, così il primo cittadino risponde a Ciampi. La replica del presidente emerito è affidata alla sua segreteria: “Il presidente Ciampi non può non esprimerle il suo forte rammarico per il fatto che in questo caso come in molti altri che purtroppo si verificano nel nostro Paese con conseguenze anche gravi in termini di dissesto ambientale si deve assistere a una vicenda nella quale la doverosa tensione verso l’interesse generale sembra progressivamente arenarsi all’interno di procedure burocratiche deresponsabilizzanti magari formalmente regolari, ma che finiscono per determinare esiti lontani proprio dagli interessi pubblici cui le procedure stesse sono preordinate”.

“Lo scopo di un parco regionale è la conservazione del patrimonio naturalistico che non può essere subordinato ad interessi di privati – scrivono Wwf, Lipu, Mountain wilderness, Salviamo l’orso, Altura, Pro natura e gruppo naturalisti Rosciolo – Il consiglio di Stato, sentenza del 30 agosto 2011, ha espresso parere negativo alla lottizzazione poiché si tratta di intervento edilizio di notevole consistenza, in un’area che dalla documentazione appare non edificata, nonché interessata da regime vincolistico di tipo sostanzialmente conservativo. Lo stesso Parco regionale  segnala la non compatibilità dell’intervento proposto con le vigenti norme transitorie di salvaguardia e secondo il principio comunitario di precauzione atteso che non è possibile escludere effetti diretti e indiretti pregiudizievoli per l’integrità dei siti limitrofi in cui è presente la specie prioritaria Klasea lycopifolia. Il Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione d’impatto ambientale (Ccr Via – n. 2391 del 17/04/2014) ha espresso parere favorevole con la prescrizione di escludere ogni tipo di attività, comprese quelle di cantiere, nella fascia di 5 metri dalle aree dove è individuata la presenza della Klasea lycopifolia.

Klasea lycopifolia. Foto di Jiří Kameníček
Klasea lycopifolia di Jiří Kameníček

Il parere Via lascia molte perplessità perché, per le associazioni, non rispetterebbe il principio di precauzione invocato dal parco regionale e garantito a livello europeo. Inoltre gli interventi di mitigazione presi in considerazione sono insufficienti, inutili e superficiali, soprattutto a tutela della Klasea lycopifolia che in Italia è presente solo nell’altopiano delle Rocche e nella piana di Campo Felice. Il Comune di Rocca di Mezzo è dotato di un Piano di fabbricazione (1971) antecedente all’istituzione del parco (1989), manca di Piano regolatore che dovrebbe considerare i vincoli del parco e dei Piani paesistici. Il Comune è inadempiente rispetto alla legge regionale 18/83 (art. 9, 86, 88) che fa obbligo di elaborare, entro 1 anno, il Piano regolatore generale (Prg). Inoltre è inadempiente rispetto al recepimento del Piano regionale paesistico ancora da stilare (era da redigere entro 90 giorni dall’approvazione luglio 1991), pena l’entrata in vigore delle previsioni del Prp senza modifiche. Pertanto in forza di queste sostanziali omissioni diventano illegittime e sono in contrasto con lo stesso Prp tutte le previsioni  insediative indebitamente recuperate dal vecchio e sovradimensionato Piano di fabbricazione comunale.  Oggi l’area interessata dalla lottizzazione  è di 22 mila 690 m³, con una volumetria di 9 mila 071 m³ non se ne vede proprio la necessità  considerando il gran numero di case  vuote  e disabitate in vendita sull’altopiano, la carenza di acqua potabile ad agosto e a dicembre, l’impatto sulla depurazione delle acque. La realizzazione della lottizzazione distruggerà specie protette o particolarmente protette, stravolgerà completamente le caratteristiche ambientali della zona ed inoltre provocherà un disturbo intenso e continuo in una vasta zona circostante, sia durante la fase dell’esecuzione dei lavori sia a causa dell’inevitabile conseguente intensa antropizzazione. Con tali osservazioni le Associazioni ribadiscono, ancora una volta, il proprio forte dissenso circa il suddetto progetto e si augurano che Il Comune di Rocca di Mezzo non  conceda un parere positivo in considerazione del valore paesaggistico dell’area come riconosciuto dal Consiglio di Stato, dal Parco reginale e come richiesto anche dal Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi e di cui si assumerebbe tutta la responsabilitàa anche alla luce degli articoli 727 bis (Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette)  e 733 bis del Codice penale (Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto).

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