Elettrodotto. ‘Se tensione ci fu, in parte derivò dalla condotta dei funzionari Terna’ il Procuratore chiede l’archiviazione delle denunce per le occupazioni a Sant’Onofrio

Lanciano (Ch).  Agli atti: “Se tensione ci fu, questa in parte derivò dalla condotta degli stessi funzionari Terna” chiarisce il procuratore del tribunale di Lanciano, Francesco Menditto che ha chiesto l’archiviazione dei procedimenti penali aperti da Terna spa a seguito delle occupazioni dell’8 luglio 2015  a contrada Sant’Onofrio. La scorsa estate alcuni dirigenti della società denunciarono di essere stati aggrediti da alcuni manifestanti che presidiavano i terreni delle famiglie, durante gli espropri e l’ingresso degli operai, per l’apertura dei cantieri necessari all’installazione dei sostegni dell’elettrodotto Villanova Gissi.

Terna cavi non tesi carrucole Report-age.com 2016Per la Procura della Repubblica di Lanciano non sembra però esser stato commesso alcun reato durante la protesta di quell’infuocato pomeriggio di mercoledì. I manifestanti evitarono contatti fisici con i funzionari Terna, scrivono i magistrati, seppur la protesta in certi momenti registrò toni accesi non superò i limiti civili né tanto meno ci fu un’aggressione fisica. Le forze dell’ordine non ritennero di dover intervenire e chiesero semplicemente il rinvio dell’occupazione per convenienza. L’archiviazione è stata presentata al giudice per le indagini preliminari il 24 maggio. Proprio per alcuni di questi procedimenti, il 15 settembre 2015, era scesa in campo l’avvocato Giulia Bongiorno che per conto di Terna si era presentata presso gli uffici giudiziari per depositare nuovi atti in procura.
Antonio Di Pasquale attivista Foto Maria Trozzi Report-age.com 2015
Antonio Di Pasquale

Per i procedimenti civili a carico dell’attivista Antonio Di Pasquale non c’è nessuna novità per l’uomo citato ben 45 volte dalla società,  Terna sembra andare avanti: “Mentre continua a rinunciare alle denunce presentate nei confronti di Silvia Ferrante e dei proprietari dei terreni” chiarisce l’ambientalista. Sulle verifiche di ottemperanza promesse sull’elettrodotto e, a quanto sembra, mai avviate scrive in una nota l’attivista Antonio Di Pasquale: “Le verifiche di ottemperanza sulla corretta costruzione dell’elettrodotto Villanova – Gissi da effettuare in loco tanto decantate  Cristina Gerardis, direttore generale della Regione, come salto di qualità, ad oggi non sono state neanche programmate. Per le verifiche di ottemperanza da eseguire, Di Pasquale dichiara che mancherebbero quelle di competenza regionale che non risulterebbero ultimate, malgrado l’opera sia stata ultimata da tempo. “Mancando la chiusura di verifica positiva dell’iter di ottemperanza alle prescrizioni, così come chiarito dal ministero dell’ambiente con determina (24/12/2015), ne conviene, per quanto dichiarato dal Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali, che Terna ad oggi, non avrebbe potuto iniziare a costruire l’impianto – conclude l’attivista – Non si capisce cosa si sta aspettando a far rispettare la legge che prevede la demolizione delle opere abusivamente realizzate, in difformità dei titoli autorizzativo ed in violazione di leggi, in aree sottoposte a vincoli, non sanabili”.

Il Procuratore della Repubblica Francesco Menditto ha tratto le seguenti conclusioni nella richiesta di archiviazione presentata al giudice per le indagini preliminari:
Procuratore Francesco Menditto Lanciano Report-age.com 2016
Francesco Menditto

In conclusione, la notizia di reato è infondata e, comunque, non ci sono elementi per sostenere l’accusa:

–          in parte querelanti diedero causa ai fatti delle lamentate (ma non provate sotto il profilo causale) lesioni;

–     in parte la causa è molto probabilmente ascrivibile a una condotta originaria gravemente imprudente del Pagliaro (episodio De Luca);

–          ancora, per il De Crescenzo non vi è univoco rapporto tra quanto lamentato e l’accaduto.

Deve aggiungersi che il tutto avvenne sotto l’attento controllo delle forze dell’ordine che, non a caso, non ritennero di dovere intervenire. La situazione del resto, non sfociò in alcuna ulteriore “contesa” per la cura con cui i manifestanti evitarono contatti fisici confronti con i dipendenti Terna (pur potendo apparire la condotta del Pagliaro provocatoria), dimostrando di essere consapevoli dei doveri incombenti su chi esercita diritti costituzionalmente garantiti. Le immagini evidenziano la cura con cui alcuni manifestanti si allontanarono dai dipendenti Terna appena costoro erano a terra, sottolineando a gran voce che non vi era loro responsabilità, aiutando persino il De Crescenzo (primo episodio).

Dunque, manifestazione esercitata nei limiti consentiti, seppur in alcuni istanti (pochi) divenne teso il clima, con un confronto verbale con i dipendenti Terna sull’esercizio dei doveri e diritti dell’uno e dell’altro. Di certo appare priva di qualsivoglia riscontro la ricostruzione offerta dai querelanti per cui “all’aggressione prendevano parte numerosi individui, tra cui Aurelio Del Bello, il quale poi si scagliava contro uno dei sottoscritti (De Luca) spingendolo a terra e sferrandogli poi alcuni pugni. Allo stesso tempo ulteriori facinorosi cominciarono a percuotere gli altri tecnici (Russo, Di Crescenzo e Pagliaro) con spintoni e schiaffi….” 610 e 340 c.p.

Quanto ai reati di cui agli arrt. 610 e 340 c.p. (così come degli altri indicati in querela: 337 c.p. ecc.) non può non tenersi conto della ricostruzione dei fatti in precedenza operata e del clima in cui i fatti avvennero. Non vi fu violenza tale da integrare il richiamato reato di cui all’art. 610 c.p. (o l’art. 337 c.p.). ne solo una manifestazione con momenti (limitati) di tensione, tanto che le forze dell’ordine non ebbero necessità di intervenire. Eventuali reati ex 594 c.p. sarebbero ormai abrogati. Quanto all’art. 340 c.p.. per il quale i denuncianti-querelanti non sono univocamente parte offesa (la Terna non è presente in questo procedimento), si è ricordato che le immagini non evidenziano alcuna specifica condotta diretta a impedire l’esercizio del diritto da parte dei funzionari Terna. Se tensione ci fu, questa in parte derivò dalla condotta degli stessi funzionari Terna. I manifestanti non impedirono direttamente l’esercizio delle operazioni, tanto che il clima di tensione non degenerò e funzionari Terna continuarono a stare in loco nel pieno esercizio delle loro funzioni. La scelta della Polizia di Stato di richiedere il rinvio delle operazioni fu frutto di una valutazione di convenienza dell’Ufficiale di polizia giudiziaria , atteso che dalle immagini risulta che la situazione si era sostanzialmente placata, sicché le operazioni avrebbero potuto proseguire, così come la scelta dei funzionari Terna non fu obbligata. Le immagini dei manifestanti, perfino dopo le condotte dei funzionari Terna che potevano apparire provocatorie, non evidenziano aggressività fisica e, così come avvenuto fino a quel momento, non è plausibile ritenere che abbiano “spaventato” o indotto i funzionari Terna o le forze dell’ordine, presenti in numero adeguato e dotate di grande professionalità a condotte imposte. Del resto, come si è più volte ricordato, non fu mai necessario un serio intervento delle forze dell’ordine, ma un mero “contenimento” di tutti i soggetti (funzionari Terna e manifestanti) nelle fasi di maggiore tensione. Non vi sono, dunque, elementi per sostenere l’accusa al dibattimento (…).   

La superfluità di ulteriori indagini Questo pm ha ritenuto superfluo svolgere ulteriori indagini in presenza delle univoche immagini e dei video che potranno essere esaminati da codesto Gip e sottoposti a vaglio critico dalle difese. Ascoltare testi o indagati nulla potrebbe aggiungere. Vi sarebbero ricordi lontani del tempo e non disinteressati, imponendo inutili e gravose attività nell’ambito del processo penate che tutti i protagonisti intendono “utilizzare”. (…);  non esimendosi infine dal valutare l’eventuale presenza di elementi per l’iscrizione del reato di calunnia di cui all’art. 368 c.p. con riferimento ai reati lamentati da tutti i querelanti.

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Tensione a Lanciano per le immissioni. Con Terna è un campo di battaglia 8.7.2015

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