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Zero voti per 37 agenti del carcere di Sulmona candidati alle Amministrative

Non è un terno al lotto, ma quasi. Ha ottenuto 111 voti il basco blu candidato a Tocco da Casauria (Pe), 56 voti l’agente della lista elettorale a Prezza (Aq) mentre a Cocullo (Aq) un candidato poliziotto ha ottenuto 8 voti. Tutti di stanza nel carcere di alta sicurezza di Sulmona, arruolati nel Corpo della Polizia penitenziaria, così come gli altri 37 agenti che hanno racimolato, assieme, nientepopodimeno che zero voti. 

Aggiornamento

Per commentare i risultati delle amministrative del 5 giugno, letti alla luce dell’impegno profuso dai candidati in divisa che lavorano negli istituti di pena abruzzesi, come campione di riferimento prendiamo il carcere dei record proprio perché nella casa circondariale di Sulmona sono mancati 40 poliziotti impegnati nelle elezioni comunaliLetti in chiave economica, i risultati delle amministrative di quest’anno mostrano inequivocabilmente che la gran parte degli agenti della Penitenziaria candidati aveva un disperato bisogno di cambiare aria. Tutti sono stati costretti all’aspettativa elettorale retribuita obbligata dall’articolo 81, della legge 121/1981 che impone al poliziotto, in lista elettorale, di svestirsi temporaneamente dell’uniforme sino alla data delle elezioni per non condizionare la sua campagna elettorale e quella degli altri. Il calcolo in questione si limita a considerare solo i risultati degli agenti, candidati, operativi nel carcere ad alta sicurezza di via Lamaccio, a Sulmona, i più numerosi per questa tornata elettorale, impegnati a prender voti anche in altre provincie abruzzesi e ad Isernia. I risultati evidenziano che i 40 agenti candidati, operativi nel penitenziario Peligno, hanno preso in tutto circa 175 voti o preferenze. L’esercizio di democrazia è costato allo Stato oltre 60 mila euro e solo per garantire l’aspettativa elettorale ai candidati poliziotti impiegati nel carcere di Sulmona (partendo dal fatto che lo stipendio base di un agente semplice è di 1500 euro al mese ed è garantito anche nel mese in cui i baschi blu si sono dovuti assentare dal lavoro per le elezioni). Senza contare che dal giorno della presentazione delle liste, sino al 5 giugno, gli altri loro colleghi hanno lavorato sopportando il carico dei doppi turni, massacranti, con straordinari e fatiche multiple. Tutto ciò non solo per colmare le croniche carenze d’organico, ma per coprire incarichi e competenze altrimenti scoperte e sguarnite per un mesetto. Di per sé è già un lavoro usurante quello nelle carceri, ma si sfiora la follia se alle carenze di organico (sempre più assottigliato) aggiungiamo che nell’istituto di pena Peligno è quasi impercettibile un ricambio generazionale, l’età media degli agenti è la più alta in assoluto: 47,6 anni a fronte dei 46,5 anni dei poliziotti operativi nelle altre carceri abruzzesi e dei 32 anni di media degli agenti impegnati nelle prigioni del Nord Italia.

mariatrozzi77@gmail.com

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