Il disegno sulle Agenzie ambientali è legge: più controlli e riconversione ecologica

Roma. Da ieri è stato infilato al dito dell’Italia quello che alcune associazioni ambientaliste considerano l’anello mancante nella riforma ambientale che, epr la prima volta prevede gli ecoreati.

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Il  disegno (ddl) sulle agenzie ambientali è legge, ma non è abbastanza se si smantellano gli organismi che davvero potevano fare l differenza nella lotta all’inquinamento, se restano al palo questioni come il consumo di suolo, le agromafie, i delitti contro gli animali, le complicazioni per l’abbattimento degli ecomostri e la costituzione di un corpo di polizia specializzato che possa contare, in sinergia, le migliori capacità ed esperienze in materia ambientale del Corpo forestale dello Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Dopo 2 legislature, il ddl sulle agenzie ambientali è diventato legge. Il via libera definitivo è arrivato ieri mattina da palazzo Montecitorio, la legge segue quelle sugli ecoreati e sul collegato ambientale, viene considerata la terza importante norma d’iniziativa parlamentare a favore dell’ambiente. Sono in molti a non essere convinti che queste riformesiano sufficienti per portare ad una riconversione ecologica della penisola italiana. La legge  agenzie ambientali garantirebbe controlli ambientali più omogenei, trasparenti ed efficaci sul territorio nazionale, per Legambiente. L’atto legislativo è nato dai disegni di legge presentati dai parlamentari, Ermete Realacci (Pd), e Alessandro Bratti (Pd) presidente della commissione bicamerale d’inchiesta per gli illeciti sui rifiuti, e Massimo de Rosa (M5S). Alcuni ritengono che i nuovi dispositivi potranno permettere un contrasto, efficace, dell’inquinamento in aggiunta all’applicazione della legge sugli ecoreati. La legge sulle agenzie ambientali rafforzerebbe i controlli e faciliterebbe la riconversione ecologica del sistema produttivo. “Siamo convinti, però, che occorra garantire più risorse economiche al sistema, certe e costanti nel tempo, da investire nel personale, negli strumenti di analisi e nelle attività di monitoraggio e di informazione – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – “Dopo la legge sulle agenzie ambientali il Parlamento approvi le altre riforme, attuabili in questa legislatura. Infine il rapido recepimento del pacchetto sull’economia circolare in discussione al parlamento europeo che sarà approvato nei prossimi mesi”. Non c’è bisogno di aggiungere regole su regole, basterebbe quel minimo di disciplina che risulti utile a eliminare i carrozzoni e tutto ciò che risulta inapplicabile delle decine di discipline e regolamentazioni in materia. Solo per dirne una: l’articolo 452 della legge sugli ecoreati (5.5.2015). Difficile pensare che un impianto che inquina e porta al disastro ambientale sia sprovvisto di autorizzazioni amministrative. Ancor più difficile accettare che chi inquina è punito per aver cagionato un disastro ambientale, non perché ne è consapevole, ma solo perché non è in regola ovvero agisce al di là della norma. In breve se un impianto a norma inquina più del previsto, determinando un disastro ambientale, il gestore non ne rispondere se ha tutte le carte a posto, insomma un disastro.

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Ecoreati, il disegno è legge: un disastro l’art. 452 20.5.2015