Operazione Scortum: la polizia chiude casa del sesso. Feltrini alle scarpe dei clienti durante le prestazioni

L’Aquila. Un locale di piazza D’Armi per accogliere i clienti, messo a disposizione all’occorrenza, locato in modo irregolare a donne e trans che ne facevano richiesta alla proprietaria, B. A. 63enne aquilana, denunciata per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione dalla Squadra mobile dell’Aquila. I condomini della palazzina di 4 piani in cui era ubicato l’appartamento si erano lamentati del gran movimento. Una delle ragazze, per rimediare, ha persino escogitato un sistema per ridurre i rumori applicando dei feltrini adesivi alle suole delle scarpe dei clienti, durante le prestazioni. 

A prostituirsi erano donne e trans di nazionalità brasiliana, colombiana e venezuelana che, provenienti dalla Spagna, si avvicendavano all’interno dell’appartamento. Dall’attività investigativa dell’operazione Scortum (dal latino meretrice), diretta dal capo della Squadra mobile Maurilio Grasso, è emerso che l’abitazione, ora sequestrata, era ceduta sistematicamente in locazione per brevi periodi, in maniera irregolare, a giovani donne e trans di nazionalità straniera che li utilizzavano per prostituirsi, attività che pubblicizzavano su Internet. Le indagini sono partite nel 2015 con appostamenti, testimonianze di clienti, cittadini e prostitute e acquisizione di immagini e annunci su siti on line. Dalle ricostruzioni investigative si è potuto accertare che l’attività criminosa è stata svolta all’Aquila sin dal 2014 e che in questo lasso di tempo, ma anche negli 8 anni precedenti, la proprietaria cedeva in locazione per qualche giorno o qualche settimana, l’appartamento di sua proprietà, pretendendo dagli affittuari, a titolo di canone, somme in contanti variabili dai 250 euro settimanali a 720 euro mensili tutto compreso: luce – acqua – gas, ma senza sottoscrivere alcun contratto di specie e, in qualche caso, con un contratto di locazione a canone notevolmente inferiore rispetto a quello effettivamente percepito. I possessori pro tempore dell’immobile si prostituivano stabilmente e continuativamente dopo aver adescato i vari clienti attraverso annunci posti su siti internet specializzati. Dai 50 euro in su era il presso della prestazione.

Operazione Scortum Report-age.com 7.7.2016Un via vai di clienti non più sopportabile, nella palazzina a 4 piani vivere era diventato imbarazzante e quasi impossibile, le lamentele dei condomini alla proprietaria hanno spinto le sue inquiline a particolari accortezze attenzioni per evitare altri fastidi. Così è stato applicato del nastro adesivo all’interruttore del campanello d’ingresso, è stato limitato l’uso dell’ascensore in orari notturni, in alcuni casi qualche lucciola intratteneva rapporti sessuali in piedi invitando i clienti a posizionare, sotto le scarpe, dei feltrini adesivi per attenuare il rumore. L’attività di prostituzione è continuata sino a ieri, interrotta dall’arrivo provvidenziale della Polizia. All’interno dell’appartamento gli agenti hanno beccato 2 transessuali di nazionalità brasiliana, irregolari sul territorio nazionale. I due sono stati fotosegnalati dalla Polizia scientifica a sono disposizione dell’Ufficio immigrazione per l’avvio delle eventuali pratiche di espulsione. Negli atti d’indagine le storie di vita di queste persone costrette a prostituirsi per difficoltà economiche, tutte provenienti dalla Spagna. Arrivavano nel capoluogo di regione col passaparola di alcuni connazionali con la speranza di guadagnare l’indispensabile per rientrare nella penisola iberica. Finiti i soldi però tornavano dall’indagata per riaffittare la stanza e riprendere l’attività di meretricio.

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