Amministrative Sulmona ‘Nessuno parla di donne e violenza di genere’ suona la sveglia La Diosa

Rosso Report-age.com 2016Sulmona (Aq). Ha atteso fino all’ultimo comizio della campagna elettorale che qualcuno parlasse delle donne e che proponesse per i 5 anni un piano d’intervento per contrastare la violenza di genere e per sensibilizzare soprattutto i giovani “Purtroppo a parlarne è stata ancora solo la cronaca nera” scrive in una lettera ai candidati sindaco l’associazione La Diosa.

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Iniziative contro violenza di genere donne Report-age.com 2016Appena 5 giorni dalla morte di Sara Di Pietrantonio, vittima del suo ex, e la cruenta abitudine a fatti di sangue così gravi, in poche ore, devia purtroppo l’attenzione degli italiani. Dall’iniziale sbigottimento allo sconcerto è un attimo, ma tutto si accartoccia dietro l’infame ipocrisia. Tanto che nemmeno ti aspetti che certi fatti possano essere trattati nella favola elettorale peligna, possano rientrare nelle promesse che puntualmente si ripiegano su se stesse a tal punto da non accorgersi che le storture del mondo non sono lontane dalla valle di lacrime dove si argomenta e si pensa a meno di un centimetro dal proprio naso. Sul palco un botta e risposta fine a se stesso appare la replica delle campagne anni ’70 in cui i candidati si insultavano a vicenda e difendevano l’aldilà degli argomenti seri del come amministrare. “Riteniamo che ci sia sempre tempo per cambiare in meglio, per questo vi invitiamo a riflettere nella speranza che vi sia una pianificazione politica di contrasto alla violenza di genere e che ciò che non è stato esposto o promesso esplicitamente, venga realizzato in concreto! – è l’invito dell’associazione ai candidati sindaci di Sulmona – Inconsapevolezza e Indifferenza queste le cause principali che alimentano ed amplificano questo efferato crimine: la Violenza sulle Donne. La mancanza di consapevolezza fa sì che la Donna entri nel ciclo della violenza. L’indifferenza delle istituzioni fa sì che essa rimanga ben custodita. Se agli operatori del settore spetta il compito di dare consapevolezza alla Donna, all’Istituzione, al futuro Sindaco, spetta il compito di non rimanere in Silenzio, indifferente. Questo è l’appello che rivolgiamo ai 6 candidati sindaco che, tra comizi e programmi, sulla questione della violenza di genere sono rimasti rischiosamente indifferenti. Pertanto auguriamo un buon silenzio elettorale a tutti, tranne a quelle donne che subiscono violenza di cui sembra sentire in questi giorni un grido sempre crescente di aiuto e di liberazione dai soprusi, dalle botte, ma sopratutto dalla morte!” conclude l’associazione La Diosa onlus.

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Omicidio Magliana. Vittima della gelosia ossessiva di chi non accettava la fine di una storia, vittima dell’indifferenza di chi passando per quella strada di notte non si è fermato alla richiesta di aiuto della donna che fuggiva. Sabato sera, l’incontro chiarificatore a casa della giovane. Qualche ora dopo l’incontro, sulla Magliana, l’uomo sperona il mezzo della ex, bloccata. La lite dei due nell’auto di lei, la ragazza sarebbe uscita dal mezzo in cui l’ex versa la benzina contenuta in una bottiglietta, lui dichiara che voleva solo incendiare l’auto di Alessandro, il nuovo ragazzo di lei. Sara Di Pietrantonio scappa verso un boschetto, ormai braccata, viene fermata dall’ex, forse viene afferrata per i capelli, tramortita, strangolata e bruciata. E’ accaduto il 29 maggio alle ore 4.20 del mattino e oggi Vincenzo Paduano dichiara che non gli è chiaro quel che è accaduto quella notte perché fa uso di cannabis. Il vigilante 27enne ha già aggredito la donna il 21 e 22 maggio di fronte al nuovo ragazzo della vittima. La notte dell’omicidio, confessato, il telefonino del 27enne resta nel posto di lavoro del vigilante, per non essere tracciabile? Cade per lui l’accusa di premeditazione, ma resta in carcere.

Con l’ennesimo delitto consumato ai danni della 22enne Sara Di Pietrantonio abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni martellanti volte a estirpare la cultura del femminicidio diventato ennesimo motivo di imbarazzo nel nostro Paese. La prima di queste iniziative, in occasione dei 70 anni della Repubblica e del voto delle italiane, invita le donne a esporre alle finestre un abito, un lenzuolo, una bandiera, qualsiasi cosa di colore rosso”. Dietro al movimento spontaneo che ha portato alla protesta dei drappi rossi c’è un gruppo di donne e blogger dell’Espresso.