Infermiera aggredita da detenuto. Regime aperto: UilPa chiede sezioni per detenuti violenti e riorganizzazione del lavoro

Lanciano (Ch). Sono 15 giorni di prognosi per l’infermiera che nella casa circondariale di villa Stanazzo, in servizio nel reparto di medicina penitenziaria, è stata colpita, con un violento schiaffo, da un detenuto pugliese.

Molti detenuti non sono ancora pronti al regime aperto o peggio sono incompatibili con questa nuova condizioni che dà margine di movimento nelle carceri grazie al fatto che le celle non vengono chiuse per 8 ore. Le aggressioni avvenute nel periodo pasquale, sempre nello stesso penitenziario, avrebbero dovuto sollecitare l’istituzione delle  sezioni per detenuti violenti, prevista da maggio 2015, ma nulla è stato fatto, denunciava già d’allora il segretario provinciale UilPa Polizia Penitenziaria Ruggero Di Giovanni. Sono troppe le criticità irrisolte degli istituti di pena abruzzesi e il regime aperto ha un effetto boomerang soprattutto nel carcere frentano noto per la pericolosità di molti detenuti accompagnata alla grave carenza di organico. Dall’inizio dell’anno sono 169 le aggressioni di detenuti ai danni di agenti della Polizia penitenziaria.

L’aggressione all’infermiera è avvenuta il 26 maggio e la donna è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso. Il detenuto, particolarmente violento, si sarebbe scagliato improvvisamente contro l’infermiera. Una situazione imprevedibile, a detta dei testimoni, tanto che il sovrintendente e l’assistente presenti al momento dell’aggressione alla donna, si sono dovuti frapporre tra il detenuto e l’operatrice sanitaria per evitare altre gravi conseguenze. “Il problema sicurezza è noto, ma a tutt’oggi non ci risulta che siano stati adottati provvedimenti idonei a tutelare i lavoratori che operano nell’istituto penitenziario frentano – dichiara il sindacalista UilPa – Non vorremmo che con la recente istituzione di un nuovo provveditorato a Roma, per dirigere gli istituti di Lazio, Abruzzo e Molise, i problemi degli istituti vengano risolti in maniera inversamente proporzionale all’aumentata distanza dai centri di potere. Ormai è evidente che quei detenuti che non sono ancora pronti al regime aperto sono di difficilissima gestione tanto che, come più volte l’organizzazione sindacale ha lamentato, viene messa a rischio la sicurezza dei lavoratori, siano essi poliziotti o altri operatori penitenziari. È ormai indiscutibile la necessità di prevedere, al momento del trasferimento o dell’assegnazione, l’associazione di questa particolare tipologia di detenuti ad istituti attrezzati per la loro corretta gestione e che piaccia o meno il carcere di Lanciano al momento non può gestire questa tipologia di ristretti- aggiunge il sindacalista – È quasi superfluo ricordare che l’organico di Polizia penitenziaria della Casa circondariale di Lanciano è del tutto inadeguato alle necessità dell’istituto”. La Uilpa Polizia penitenziaria torna a chiedere l’avvio dei lavori di riorganizzazione indispensabile per fronteggiare la carenza di poliziotti Penitenziari nella struttura. “Le mutate modalità di gestione dei detenuti e il continuo distogliere agenti dal servizio d’istituto operato dalla direzione e la sicurezza dei lavoratori non può e non deve passare in secondo piano rispetto agli altri obiettivi dell’amministrazione penitenziaria” conclude il segretario provinciale UilPa.

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