I no che non piacciono al Presidente D’Alfonso: ‘É sui sì la sfida’

Popoli (Pe). “Insomma è sui sì la sfida, sui sì, sulle iniziative attive da assumere” lancia il guanto di sfida il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, sul palco della val Pescara indica alla comunità di Popoli l’impegno assunto dalla Regione su 4 grandi argomenti affrontati nei suoi primi 23 mesi di amministrazione dell’Abruzzo. Raccogliamo il guanto sulla questione ambientale.

Luciano D'Alfonso foto Trozzi tutti i diritti riservati
Luciano D’Alfonso

Quei no degli ecologisti, indirizzati ai vertici regionali, sembrano un dispetto, paiono quasi il frutto della poca conoscenza degli ambiziosi progetti messi in cantiere da quando D’Alfonso è al vertice della Regione. Lo sviluppo annunciato sotto altri occhi risulta mostruoso e distruttore. Si oppongono gli ambientalisti mica per distruggere, ma per costruire in armonia, nel rispetto dell’ambiente, con altre soluzioni sostenibili. Le alternative? Ci sono sempre state, hanno accompagnato spesso quei no, spesso restano all’angolo inascoltate, troppe volte soffocate da parole, interessi e discorsi da comizio elettorale. Non piace per questo il dissenso civile italico e si è già cercato di conquistarlo, condizionarlo, veicolarlo e di portarlo a sé.

Viadotti autostrada dalle Marane di Sulmna Foto Maria Trozzi Report-age.com 2016
Foto Maria Trozzi,  tutti i diritti riservati

Sarebbe un’opportunità andare a bucare monti come il Sirente e il Velino per una variante autostradale? Almeno questa parte del progetto della bretella non sembra ritoccata nell’annunciata nuova versione dell’adeguamento sismico sull’autostrada. Un’opportunità è di certo per chi dal materiale di scavo dei tunnel magari ricava altro. Sarebbe un’opportunità un’autostrada da smantellare all’altezza della valle Peligna perché l’adeguamento sismico sui viadotti è troppo costoso? I viadotti per D’Alfonso si sarebbero sdentellati durante il terremoto del 2009. Sant’Emidio ha fatto pure il miracolo se non ci sono state vittime, quella notte del 6 aprile sui viadotti dell’A24 e l’A25, ma in questa regione San Francesco resta leggermente ignorato se alcuni tratti non possono essere risistemati e se ne fanno di nuovi. Una volta realizzati e usati, immaginiamo che fine faranno. Dunque, nel rispetto del rigore capitalistico nulla è da man(u)tenere. Usa e getta anche per i viadotti peligni da far gestire all’Anas, povera in canna, così per metter su un’altra infrastruttura, una nuova di zecca, finanziata in piena regola. Non potrebbe accadere di meglio per l’Abruzzo verdognolo da subissare nel bitume, nel cemento e nel pet coke. Una bretella autostradale che magari, con qualche ritocco, soddisfi e non minacci più le sorgenti del fiume Pescara, spostando il casello a Vittorito (Aq) a quasi 100 metri dall’area industriale di Popoli, non distante da Pratola Peligna e Sulmona, in provincia dell’Aquila. Tagliare un’uscita di sicurezza dell’entroterra risolverebbe la questione? E del parco regionale Sirente – Velino che ne sarà se per la bretella si dovranno sforacchiare qua e là queste montagne. La contropartita soddisfa le amministrazioni locali oggi pronte a dire sì e a ricevere un bel casello autostradale. Sensibile ai no oggi D’Alfonso ne conta davvero tanti: un no lì, un no là, all’autostrada, un no alla cittadella della Regione a Pescara, un no alla cittadella della sanità a Chieti, un no all’investimento a Ortona (Ch) per quanto riguarda le scorte d’obbligo, ma obbligate da chi? Su ogni partita un no, D’Alfonso continua a contarli, un no a Roccaraso potenziato, un no a Passo Lanciano potenziato sul piano della montagna. Il governatore conta i capricci politici, i capelloni di mestiere e le prime donne da copertina, ma l’ambientalista è ben altro e il suo gene non risiede solo nei giardini artificiali o in qualche aiuola metropolitana che sa di plastica. Chi ha vissuto la bellezza di questo Pianeta sa tingere, ricamare e ricucire le vesti di madre Natura, con discrezione e pazienza ne cura le ferite, non le infetta.

Sui ferri vecchi nel mare, le piattaforme petrolifere, D’Alfonso dice “una grande partita”. Dopo che tutte le iniziative parlamentati erano state bocciate, il presidente ha cominciato a lavorare con la conferenza dei presidenti dove va sempre e lo ribadisce. Va a Roma e va alla conferenza dei presidenti. Va alla conferenza stato regioni D’Alfonso, ci va documentato e ci va con l’intento di convincere gli altri. Ha fatto un’alleanza con i presidenti del Sud, non è il solo, per attivare il referendum rispetto alle piattaforme petrolifere e così: “Se palazzo Chigi apre a modificare la norma noi lasciamo per strada il referendum”. E il 9 dicembre, come per incanto, palazzo Chigi è pronto a fare una nuova norma. Così il presidente: “bene se si fa la nuova norma per quanto mi riguarda il referendum cessa”. L’Abruzzo si tira indietro dalla partita referendaria e qual è il prezzo della norma che mette all’angolo il progetto della piattaforma Ombrina mare 2 (in questo frangente non conviene più estrarre petrolio visti i prezzi al barile)? La contropartita è un risultato, un grande risultato e il presidente se ne vanta.

Qual è l’idea di regione che si vuole sviluppare per Popoli? Sul palco con l’onorevole Antonio Castricone, candidato consigliere per la lista Popoli democratica, il presidente della giunta regionale interviene: “Noi vogliamo che Popoli s’ingrandisca dal punto di vista dell’alleanza con i comuni limitrofi che non devono essere deglutiti. Collepietro, si chiama così, Collepietro, in provincia dell’Aquila, non va deglutito va messo in alleanza con Popoli”. D’Alfonso guarda l’assessore all’ambiente Giovanni Diamante che ascolta a distanza. Il governatore sembra condividere parte del percorso intrapreso dall’amministratore comunale che tanto si è speso, in questi anni, per una unione/fusione dei comuni con il movimento Ripensiamo il territorio. Per D’Alfonso alleanza: “Deve essere anche con Bussi (Pe)” al confine con Popoli. C’è un però, un dettaglio che non può essere trascurato. Quando si è trattato di conferenze e di incontri per definire l’Accordo di programma per la bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin) Bussi sul Tirino, pur essendo fortemente coinvolti dall’inquinamento del polo chimico, proprio i Comuni limitrofi sono stati esclusi dalle trattative finali, anche recentemente. E così sia!

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