Fritillaria montana sul Sirente Velino, altra rarità da tutelare nel Parco finito nel mirino

L’Aquila. Dopo l’Adonis vernalis un altro gioiello di biodiversità viene riconosciuto nel parco regionale finito nel mirino degli speculatori. La scoperta è avvenuta durante un’escursione sul Sirente, per la Giornata mondiale della biodiversità. Appennino Ecosistema ha individuato la piccolissima popolazione della rara specie vegetale Fritillaria montana (della famiglia delle Liliaceae), mai individuata sinora nel territorio aquilano i cui confini protetti rischiano di restringersi irrimediabilmente. Promuovere il parco regionale potrebbe salvare i suoi tesori, unici, sono nascosti in pochissime stazioni e dove purtroppo si progettano opere devastanti e mastodontiche.

Fritillaria montana
Fritillaria montana, foto Petriccione

La specie, considerata a rischio dalla Unione internazionale per la Conservazione della natura (Iucn), è presente in tutto il massiccio del Velino Sirente solo molto sporadicamente e sempre in piccolissime popolazioni – scrive in una nota l’associazione Appennino ecosistema – La nuova popolazione scoperta nella zona del monte Ocre (L’Aquila), la cui presenza è stata confermata dai botanici di Appennino Ecosistema, consiste soltanto in circa una decina di piantine. Si trova nel territorio del Comune dell’Aquila, in un’area oggi protetta solo da un Sito di Interesse Comunitario (il Sic it 711026 “Monte Sirente e Monte Velino”) e domani dalla Zona A (Riserva Integrale) del futuro Parco nazionale del Velino Sirente. La proposta di istituzione del parco nazionale, dopo il workshop di sabato scorso a Lucoli nel quale è stata presentata e discussa con gli amministratori ed i cittadini la bozza di zonazione del futuro parco elaborata dagli esperti di Appennino ecosistema, diviene ogni giorno che passa più solida: sostegno aperto delle Amministrazioni Comunali di Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi, sostegno condizionato di quelle di Lucoli e L’Aquila, interesse a vagliare la proposta di Fontecchio, Castel di Ieri, Acciano e Massa d’Albe; e poi continue scoperte di nuovi elevatissimi valori ambientali (dopo l’Adonis vernalis, ora la Fritillaria montana), che fanno dell’area del futuro parco nazionale una delle più importanti di tutti gli Appennini per la protezione delle specie e degli ecosistemi montani”.

Archivio

Adonis vernalis: il motivo in più per proteggere il Parco regionale Sirente Velino 23.5.2016