Dopo Goio. D’Alfonso commissario per la bonifica della mega discarica di Bussi

Bussi sul Tirino (Pe). Il dopo Goio è già stato anticipato in tempi non sospetti da chi, stupito dal rinnovato impegno regionale per le depurazioni dei fiumi abruzzesi, ha previsto e anticipato le mosse sullo scacchiere. Indiscrezioni al vertice, in queste ore, riferiscono che il ruolo di commissario alle acque e alla bonifica del sito di Bussi, con la mega discarica Tremonti in cui sono stati sversati i veleni delle produzioni chimiche e le discariche 2A e 2B (tutte scoperte dal Corpo Forestale dello Stato), potrebbe essere assegnato proprio al governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso. 

Al ministero dell’ambiente avrebbero deciso. L’ufficializzazione della nomina a commissario del Sito di interesse nazionale, del presidente D’Alfonso, potrebbe essere data fra qualche giorno. Il governatore regionale prenderebbe così il posto di Adriano  Goio nel delicato compito della bonifica del Sin Bussi. Fermo restando che il 5 giugno il commissariamento cesserà, grazie all’emendamento Castricone (Legge di stabilità 2016), ma probabilmente ne seguirà uno di rilevanza regionale per gestire i quasi 50 milioni di euro ( 46 milioni per l’esattezza) per bonificare e riqualificare, industrialMente, il sito. Le gole profonde del ministero e della Regine riferiscono che la decisione sarebbe stata già da giorni. A vedere di buon occhio la nomina è proprio il sindaco di Bussi, Salvatore La Gatta, ma non dovrebbe essere l’unico. Comunque pare che si arriverà ad un nulla di fatto per l’incontro del 23 maggio, giorno fissato dal primo cittadino bussese per anticipare la firma dell’Accordo di programma sulla bonifica del sito. Anche in questo caso, altre voci, rivelano che i contenuti dell’accordo che si vorrebbe sottoscrivere, lunedì, non sarebbero più quelli del ministero dell’ambiente. In breve, tornerebbe in auge il Comune di Bussi per una intermediazione di vendita. Non è dato saper  però se il ministero dell’ambiente sia al corrente della novità: nel bel mezzo del passaggio di consegne, dalla società belga Solvay alla farmaceutica Filippi, si riproporrebbe una vendita del polo chimico all’amministrazione comunale, prima della cessione dell’area a Filippi. Fosse vero, a rischiare per eventuali e ulteriori bonifiche del sito, in parte ancora inesplorato, sarebbero i proprietari, dunque anche il Comune. In fondo se lo merita.

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