Orso filmato in Alto Molise. Slo: ‘Se ne tenga conto per il calendario venatorio’

Isernia. L’orso è di passaggio nell’Alto Molise e a documentarne la presenza, grazie ad una foto trappola, è l’associazione Salviamo l’Orso (Slo) che porta avanti il suo progetto Un passaggio per l’orso.

Orso in Alto Molise di Antonio Liberatore
Orso in Alto Molise di Antonio Liberatore

In queste settimane, in Abruzzo e Molise, si definisce il prossimo calendario venatorio e nel frattempo il passaggio di un orso marsicano viene documentato, con una foto trappola, da Antonio Liberatore, socio di Salviamo l’orso tra Capracotta e Pescopennataro, in provincia di Isernia. L’area è da tempo segnalata, dall’associazione, come importante corridoio ecologico che garantisce la comunicazione tra Parco nazionale della Maiella e Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. In questo territorio l’associazione, da 2 anni, informa le popolazioni sul ritorno del plantigrado e si impegna economicamente per realizzare opere di prevenzione (recinti elettrificati), per rimborsare i piccoli danni provocati dal passaggio dell’orso e per vaccinare i cani da lavoro possibili portatori di patologie letali per il grande mammifero, il più grande della fauna italiana. Per l’orso, la possibilità di muoversi agevolmente tra le aree protette dell’Appennino abruzzese e molisano è indispensabile per la sua sopravvivenza. Solo espandendo il suo areale, cosi come si chiarisce nel Patom (Piano per la tutela dell’orso marsicano), la specie sarà in grado di incrementare i suoi numeri esigui (50-55 esemplari) ed arrestare l’inevitabile  deriva genetica che ne consegue. Per questo, Salviamo l’Orso, chiede con forza alle Regioni Abruzzo e Molise, che si apprestano a varare il nuovo calendario venatorio, di garantire al plantigrado la necessaria tranquillità nelle aree che seppur aperte all’attività venatoria sono fondamentali per garantire la connessione tra aree protette. “Noi non pretendiamo  il divieto di caccia ma chiediamo  solo una mitigazione delle modalità di caccia al cinghiale, il divieto della braccata, una tecnica pratica davvero impattante che può mettere a rischio non solo  la presenza dell’orso  ma provocarne anche l’abbattimento per errore – dichiara il presidnete dell’associazione Stefano Orlandini – Crediamo che lo spettacolo che il video di Antonio Liberatore mostra meriti di essere salvaguardato per le generazioni future e per tutti coloro che amano la natura selvaggia del nostro Appennino- conclude il coordinatore di Salviamo l’Orso – Siamo sicuri che la stragrande maggioranza dei cacciatori molisani la pensino come noi e siano disposti a qualche piccolo sacrificio in favore di un’animale che abbiamo ancora  la fortuna e il privilegio di ospitare, unico Paese in Europa Occidentale che insieme alla Spagna può ancora vantarsene”.

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