Dalla parte degli animali: presidio animalista dinanzi al tendone del circo

Chieti. Sabato gli attivisti del gruppo No circo no zoo hanno manifestato a difesa dei diritti degli animali dinanzi al tendone del circo installato a Chieti scalo. “Non sono entrate molte persone, ma sono entrate madri con i bambini molto piccoli. Il nostro messaggio è quello di insegnare il rispetto per le creature indifese, la verità ai nostri figli!” dichiara Francesca Brunetti del gruppo di animalisti del presidio della scorsa fine settimana.

Presidio No circo sabato 30 aprile Report-age.com 2016Dopo l’esibizione degli animali, una signora che ha assistito allo spettacolo ha detto: “Non ho mai visto gli animali così tristi, le tigri arrabbiate e non rispondevano ai comandi, l’elefante ha fatto proprio pena, uno spettacolo davvero triste, non ci andrò più”. Gli attivisti hanno chiesto l’intervento delle guardie zoofile e affermano che, nella precedente manifestazione di protesta, hanno denunciato il gestore del circo perché avrebbero trovato un cane di razza San Bernando legato con le zampe posteriori al filo spinato. Gli attivisti provenienti anche dalle Marche sabato hanno manifestato e informato sullo sfruttamento degli animali. “Sensibilizzate i figli verso la diversità, gli animali nei circhi non sono felici, sono costretti a starci tra mille torture per spettacoli che sono solamente umilianti – dichiara Davide Di Giacinto, tra gli organizzatori del presidio di sabato – Insegnate ai figli l’amore, la compassione, il rispetto. Insegnate che gli animali sono come noi e hanno gli stesi diritti. Un animale che è nato libero è giusto che viva nel proprio habitat. Come se non bastasse i gestori dei circhi sono finanziati dallo Stato per 4 milioni di euro l’anno – continua l’attivista – Di conseguenza dobbiamo farci sentire dalle istituzioni. Dobbiamo pretendere la libertà per questi animali. Alcuni circhi in Grecia, ma anche in altri Paesi, sono stati espulsi per maltrattamenti. Perché in Italia questo non avviene? Dobbiamo pretendere che non ci siano più circhi con animali”. Questo in attesa che sia approvato il disegno di legge, presentato dal ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, approvato dal consiglio dei ministri, ora all’esame del senato. Sul testo del ddl, i rappresentanti circensi promettono battaglia perché si tratterebbe di un “sopruso ingiusto e unilaterale”.

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