Il 25 aprile a Sulmona celebrato con le famiglie per generazioni consapevoli

Sulmona (Aq). “Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo” a 71 anni di distanza la parola di Primo Levi, scrittore e partigiano (chimico e poeta italiano) è morale che vale per tutte le epoche e che oggi va indirizzata, di dovere, a chi vive giornate come questa scavalcando il ricordo. 

Autorità Foto Maria Trozzi Report-age.com 25.4.2016“Celebriamo il 25 aprile con le nostre famiglie affinché tutte le generazioni siano consapevoli della nostra storia e si ritrovino unite nell’impegno per difendere e riaffermare quotidianamente con coraggio il valore assoluto dell’Unità nazionale” è il messaggio che a Sulmona il commissario straordinario e vice prefetto dell’Aquila, Giuseppe Guetta, lancia proprio da quella città che fu culla di molti combattenti e partigiani che sacrificarono la loro vita per la Libertà e combattendo nella Brigata Maiella, medaglia d’oro al Valor militare.

Quel giorno l’Italia, avvilita e devastata da una guerra da cui usciva profondamente distrutta, avviò un percorso di ricomposizione dell’Unità nazionale. Quotidianamente la Repubblica democratica va difesa se, tra crisi economica e di valori, è a rischio la centralità dell’uomo minacciata di essere schiacciata e annichilita dalla brutalità di un’ideologia fondata su una violenza che sempre più si maschera. A difesa di questa Umanità, con dedizione assoluta e coraggio, sono Caduti milioni di uomini, non solo nelle 2 guerre mondiali del secolo scorso, tanti giovani, padri di famiglia, donne, intellettuali e sacerdoti straordinari protagonisti, in prima linea, del doloroso e altissimo cammino per la Libertà.

25 aprile 2016 foto Trozzi Report-age.com 2016
Foto Trozzi

Pioggia a tambur battente su piazza Carlo Tresca, l’acqua e il freddo non hanno la meglio, stamane, sui tempi della solenne celebrazione del 25 aprile 2016. Associazioni combattentistiche e d’arma, autorità civili e militari si ritrovano dinanzi al monumento dei caduti. Come spesso accade da queste parti non è un sindaco, ma un Commissario straordinario ad intervenire con solennità: “Avvertiamo più che mai il bisogno di ritrovare quel filo conduttore che, dalle gesta del Risorgimento alla lotta per la Resistenza, condusse alla rinascita della Nazione, grazie alla responsabilità e alla consapevolezza del popolo. Rendiamo il nostro omaggio più sincero, oggi, ai militari ed alle persone comuni barbaramente assassinate per aver difeso il diritto alla Libertà il cui nome è inciso nelle radici della nostra democrazia”. Quella primavera del 1945 prese forma  la coscienza del popolo che queste ricorrenze ridestano per non relegare nell’oblio le migliaia di vittime, di connazionali ebrei deportati e sterminati nei campi di concentramento di cui, un autorevole testimone, raccontò la tragedia. Il commissario Guetta accenna a Primo Levi “Portò per sempre sul suo corpo e nell’anima le ferite di quell’esperienza, dall’inferno dei lager dove un folle disegno volle far confluire e annientare i portatori di presunte diversità”. Partigiano antifascista, nel dicembre 1943 lo scrittore venne catturato dai nazifascisti e a febbraio deportato nel campo di concentramento di Auschwitz perché ebreo. Scampato al lager, tornò in Italia e documentò le atrocità viste e subite.

Democrazia e Libertà paiono conquistate, pronunciarle sembra scontato, ma praticarle costa un immane sacrificio umano. “E’ nel loro esempio, nella loro generosa dedizione il senso di una lotta che seppe dare vita alla nuova identità nazionale fondata su diritti uguali per tutti – continua Guetta – Anche per questo facciamo sì  che non venga mai meno la memoria dei conflitti, delle tragedie cui siamo sopravvissuti e del sacrificio dei caduti: è nella memoria che ci viene restituito il significato profondo del rispetto e del senso di appartenenza alle istituzioni democratiche. Non disperdiamo quel vento che soffiò il 25 aprile di 71 anni fa, non dimentichiamolo mai. Uno stato libero, democratico, una comunità nazionale, unita non solo da un’appartenenza culturale, storica e geografica, ma anche dalla condivisione di valori non negoziabili è l’anima di un impianto di regole e principi a cui i padri costituenti diedero corpo: la Costituzione”.  Celebriamo il 25 aprile 1945 perché siamo riconoscenti a tutti coloro che salvarono l’onore del nostro Paese consegnandoci un destino di democrazia e libertà per tutti.

mariatrozzi77@gmail.com