Parere negativo su centrale Powercrop. Wwf:’Vinta battaglia fondamentale’

Aggiornamento 22.4.2016. La Conferenza di Servizi ha espresso parere negativo sul progetto della centrale a biomassa della PowerCrop che si sarebbe dovuta installare ad Avezzano (Aq), in località Borgo Incile, sulle sponde dell’ex lago del Fucino. Le criticità del progetto rilevate anche dal Wwf  sono state avvalorate dai pareri degli enti presenti al tavolo tecnico.

Aggiornamento

Il Wwf Abruzzo montano si ritiene soddisfatto per il parere negativo espresso dalla Conferenza di servizi, indetta ieri in Regione per l’autorizzazione alla costruzione della centrale a biomasse PowerCrop: “Siamo rimasti piacevolmente impressionati dalla competenza e meticolosità con le quali è stata condotta l’istruttoria procedimentale da parte della responsabile del procedimento che è andata ad analizzare ogni aspetto della vicenda: dalle titolarità e disponibilità delle aree all’approvvigionamento della biomassa, dagli aspetti urbanistici alle ricadute occupazionali nel settore agricolo, dagli aspetti dei beni ambientali e culturali agli impatti socio-sanitari sulla popolazione. Questa vittoria è frutto del lavoro articolato svolto dalle parti in causa e dell’amore per il Fucino che tutti hanno dimostrato. La politica ha fatto la sua parte, dimostrando di saper incidere sulle dinamiche economiche e sociali dei territori che amministra. I cittadini marsicani sono scesi in campo e hanno fatto sentire la loro voce contraria allo scellerato progetto- continua il Wwf montano – Una nota particolare di merito va riconosciuta, altresì, alla dottoressa Irma Paris, tecnico ambientale e marsicana come noi, che con  il suo lavoro ha evidenziato la maggior parte degli aspetti critici del progetto PowerCrop. Siamo consapevoli che la guerra non è finita, ma siamo certi di aver vinto una battaglia fondamentale. Da ieri pomeriggio nella Marsica si respira una nuova aria!” conclude Walter Delle Coste, presidente del Wwf Abruzzo montano.

Centrale Powercrop:recesso dall’accordo. Wwf vigilerà

No PowerCrop Foto Maria Trozzi Report-age.com 09.4.2015
Foto Maria Trozzi

Marsica 20.4.2016. Il Wwf Abruzzo montano, in una nota, prende atto positivamente dell’impegno mantenuto e cristallizzato, dal Sottosegretario con delega all’ambiente, Mario Mazzocca, sul progetto dell’impianto a biomasse altrimenti programmato in Marsica. Il colpo di grazia alla centrale a biomassa (costo 92 milioni di euro) è stato dato da Mazzocca con una proposta di delibera accolta dalla giunta ieri pomeriggio, così la Regione ha decretato la fine del tutto, ossia, il recesso dall’Accordo di riconversione produttiva. L’inquietante creatura della PowerCrop doveva sorgere sulla piana del Fucino, ma è stata fermata perché non risponderebbe più alle caratteristiche del territorio e non lo valorizzerebbe. L’inceneritore dalla potenza di 30 Mwe, con annesso impianto fotovoltaico della potenza di 300 Kwp, era previsto ad Avezzano, sul limitare del monte Salviano, in base agli accordi per la riconversione dello zuccherificio di Celano (Aq), stabilimento chiuso una decina di anni fa. L’impegno è anche quello di ricollocare nel mercato del lavoro la quarantina di dipendenti dell’ex zuccherificio celanese. Domani il Wwf montano, nella Conferenza di servizi che decide del progetto Powercrop, ribadirà la ragioni dell’opposizione all’insediamento con delle osservazioni, e l’associazione annuncia, vigilerà affinché, in conferenza, venga espresso il definitivo parere tecnico negativo che, suffragato dalla volontà della giunta regionale, metta definitivamente la parola fine al progetto. Impianto, da sempre, valutato incompatibile soprattutto con l’ambiente e non solo, scrive l’associazione del Panda, anche per l’economia marsicana. Il progetto è stato osteggiato per oltre 9 anni, da cittadini, associazioni, ambientalisti e amministratori locali che non dimenticheranno e domani, a Pescara, non mancheranno. 

Il progetto, è lecito scrivere, prevedeva la realizzazione di una centrale a biomassa ad Avezzano e la contestuale riconversione dello zuccherificio di Celano, questi erano gli accordi nel 2007. Circa 90 sono i lavoratori che si contavano alla chiusura dello zuccherificio, in cassa integrazione per 10 anni, oggi restano una quarantina in mobilità ancora da coinvolgere nella riconversione, mai attuata, per la parte che interessava la trasformazione dell’ex zuccherificio di Celano in centro di trattamento dei prodotti ortofrutticoli nella piana del Fucino (impianto dal costo presunto di circa 10 milioni di euro). La Powercrop avrebbe però installato a Celano un impianto a biogas che sarebbe alimentato a mais, non a barbabietola, materia prima fornita dagli agricoltori locali, sembra, per produrre energia elettrica. Così gli imprenditori agricoli avrebbero un ristoro? Se l’impianto fosse davvero vantaggioso non si spiega perché le associazioni di categoria si oppongono tutte alla centrale. Il trattamento dei prodotti ortofrutticoli poi non è stato avviato oltretutto perché, rifletteva un annetto fa Powercrop, il Fucino non sarebbe in grado di supportare la riconversione, ma la realtà supera della fantasia.
Un primo segnale a favore dell’Ambiente è arrivato anche dai volontari marsicani che, una settima fa, hanno ripulito dalle immondizie la futura riseva del monte Salviano a due passi dalla quale doveva sorgere la centrale Powercrop.

Dossier Powercrop

Powercrop. Mazzocca: ‘Game over per l’impianto’

L’Aquila 19.4.2016 «Un risultato importante per la Marsica, per il Fucino e per i tanti cittadini preoccupati dall’installazione impattante in un’area a grande valenza ambientale e per le produzioni agricole che sarebbe stata definitivamente compromessa» è il commento del presidente del consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, dei consiglieri Lorenzo Berardinetti e Maurizio Di Nicola e del sottosegretario con delega all’ambiente, Mario Mazzocca. Quest’ultimo ha proposto oggi in giunta l’adozione di un atto con cui la Regione recede dall’accordo di riconversione produttiva, sottoscritto il 19 settembre 2007 ritenuto dall’esecutivo “non più di pubblico interesse”.

Mario Mazzocca Foto Trozzi Report-age.com 18.10. 2014
Mario Mazzocca

Nell’atto di indirizzo (delibazione) adottato il 22 marzo, l’esecutivo regionale disponeva di procedere alla verifica della sussistenza delle condizioni per la recessione dall’accordo. Nell’odierna deliberazione, la Giunta Regionale, a conclusione delle verifiche e nella consapevolezza della rilevanza di livello regionale della questione, ha deliberato la recessione dall’accordo. «Il lavoro certosino condotto in questi ultimi mesi dagli uffici in collaborazione con esperti, istituzioni locali, organizzazioni di categoria, associazioni e comitati» ha detto Mazzocca «ci ha permesso di approfondire tutti i temi della questione, in buona parte evidenziati un mese fa da 16 Sindaci del territorio, grazie all’attività svolta dal gruppo di lavoro appositamente istituito, a seguito della citata delibazione del 22.03.2016, dalla Direzione generale della Regione Abruzzo per l’espletamento di attività volte – alla verifica dello stato di attuazione del citato ‘Accordo di Riconversione Produttiva’; – alla verifica, all’esito del riscontro di cui alla lettera a), del permanere dell’interesse pubblico all’Accordo; – alla valutazione, laddove si ritenga che l’Accordo non sia più di interesse pubblico, della sussistenza delle condizioni in ordine alla definitiva risoluzione del predetto Accordo. Dalla relazione del Gruppo di lavoro, che ringrazio per l’importante e significativa attività di approfondimento svolta, è chiaramente emerso che i proponenti hanno apportato modifiche al contenuto dell’Accordo stipulato in data 19.09.2007 in modo arbitrale e unilaterale; modifiche che, oltre a non rispettare i termini dell’Accordo medesimo, impattano su interessi regionali non negoziabili e aventi carattere di assoluta rilevanza, quali lo sviluppo dell’economia agricola del territorio interessato dal progetto e le ricadute in termini sociali ed occupazionali perseguite. Si è, dunque, ritenuto l’Accordo in parola non solo non attuato nelle modalità in esso previste non più aderente alle finalità strategiche previste per il Fucino e per l’intera Regione, ma anche non più praticabile per lo sviluppo dell’economia agricola anche in virtù dei numerosi aspetti disattesi e delle inesistenti ricadute socio-economiche. Ragion per cui, ritenendo non più sussistente l’interesse pubblico alla prosecuzione dello stesso, in relazione alla inosservanza degli impegni assunti dai proponenti (che costituisce, di fatto, inadempimento ad obblighi vincolanti), l’esecutivo regionale si è espresso favorevolmente in ordine all’esercizio del recesso». Per questi motivi e per una serie di considerazioni aggiuntive (il ritiro della firma dall’accordo da parte delle Organizzazioni dei Produttori Agricoli in data 5 marzo 2009, la decisione del Consiglio Regionale d’Abruzzo del 9 aprile 2015, la nota dei sindaci Marsicani del 16 marzo scorso i quali, con dettagliate argomentazioni, chiedono alla Regione di “prendere atto delle rilevanti inadempienze amministrative e delle significative criticità tecniche del progetto”), la Giunta Regionale ha oggi deliberato di condividere e fare propria la valutazione effettuata dal Gruppo di lavoro costituito a seguito della Delibazione di Giunta Regionale del 22.03.2016; di ritenere sussistenti le condizioni per la risoluzione per inadempimento dell’Accordo di Riconversione Produttiva; di recedere dall’Accordo ritenendolo decaduto al pari dell’intero progetto integrato; infine, di valutare l’opportunità della sottoscrizione di un innovato Accordo, conforme a quanto definito dal citato Programma nazionale per la ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero, oltre che in grado di valorizzare effettivamente il territorio fucense e abruzzese in risposta alla perdita subita con la chiusura dello zuccherificio di Celano. Conclude Mazzocca: «La Regione ha mantenuto il proprio impegno nell’interesse esclusivo dei territori e delle comunità locali. Mentre altri (pochi) si dilettavano a dissertare sul significato semantico di alcuni termini o ad urlare un tanto paventato quanto inesistente processo alle intenzioni, noi eravamo da un anno impegnati in un lavoro assiduo, meticoloso ed oggi finalmente produttivo. Alle polemiche noi siamo soliti rispondere con i fatti, comunicandoli correttamente e conseguentemente, consapevoli che sulla base dei fatti saremo poi giudicati dalla comunità abruzzese. Gli allarmistici post sui social, invece, li lasciamo ad altri».