Disastro a Val Polcevera: corsi d’acqua trasformati in corsi di greggio che ora arriva al mare

Pegli, quartiere genovese di Ponenti con gli scogli oleosiAggiornamento 21.4.2016. Scogli oleosi sulla costa genovese, il petrolio sversato dalla tubatura della Iplom, continua a far grossi danni all’ambiente dopo l’incidente alla tubatura, pare a causa di una valvola, che è stato reso noto solo lunedì mattina forse perché domenica avrebbe potuto influenzare chi non votava per un cambio di rotta sulle fonti fossili (Referendum del 17 aprile 2016). L’olio nero ha purtroppo raggiunto Pegli, un tempo incantevole località di mare nel quartiere del Ponente genovese, oggi con le rive dai colori scuri e inquietanti. “Ormai non c’è più niente – dichiara rassegnato un pescatore del posto –  e già da un paio d’anni però che non c’è più niente” commenta l’uomo facendo riferimento a quanto non più pescato.

Genova. 18.4.2016 Ieri era in corso il trasferimento di greggio dalla raffineria di Busalla ad una nave attraccata nel porto Petroli di Multedo, secondo le informazioni fornite dalla società per azioni titolare dell’impianto. Di sera i danni dell’incidente non sono visibili, ma ora invece migliaia di litri di greggio sembra abbiano trasformato 2 corsi d’acqua della val Polcevara in corsi di greggio. Il combustibile arrivato dagli affluenti Fegino e Pianego nel fiume Polcevera viene assorbito con panni oleoassorbenti e 3 mezzi disinquinanti avrebbero già asportato 50 metri cubi di greggio, secondo l’ammiraglio Giovanni Pettorino, commissario di autorità portuale. L’aria da quelle parti è irrespirabile, le famiglie sono state invitate a tener serrate le finestre. Lo scenario è devastante con migliaia di litri di olio sversati e che in parte sono finiti anche in mare. Sarebbe la rottura di una valvola all’origine del cedimento di una tubatura dell’oleodotto Iplom spa che da Multedo corre sino alla raffineria di Busalla. L’impianto è stato sequestrato e la procura di Genova ha aperto un fascicolo, indagine contro ignoti, per disastro colposo. Il sindaco di Genova, Marco Doria, e il presidente della Liguria, Giovanni Toti, stanno valutando una richiesta di risarcimento danni e una di stato di emergenza, non ci sarebbero rischi per la salute pubblica.

Fiume Tordino sversamento del 18.6 Report-age.com 2015L’Agenzia per la protezione dell’ambiente ligure è stata incaricata, una decina di tecnici divisi in 3 squadre, di accertare le cause del disastro ambientale, ma anche di ricostruire le fasi precedenti e i momenti cruciali relativi alla perdita dal tubo dell’oleodotto, con sopralluoghi su diversi punti: quello della perdita, nel rio Pianego, a Borzoli, nel porto Petroli di Multedo e a Busalla. L’agenzia verificherà i danni e potrà fornire i dati utili per l’accertamento delle responsabilità. Per contenere la fuoriuscita di greggio sono state sistemate panne di contenimento lungo le sponde dei corsi d’acqua Fegino e val Polcevera e anche in mare dove la massa di greggio è arrivata, ma dicono in quantità modesta. A parte le scuole chiuse, l’unica buona notizia è che, anche se a senso unico alternato, la viabilità nel tratto di via Borzoli è possibile ora in direzione val Polcevera e Rivarolo, questo a dimostrazione dei danni subiti dalla comunità. Ci sarebbe stata un’esplosione, appena prima dello sversamento e secondo quanto raccontano dei testimoni. Si tratterebbe della rottura di una valvola della tubazione interrata dell’oleodotto che collega Multedo alla raffineria di Busalla (dove si produce gasolio per autotrazione, bitumi e olio combustibile). La rottura della valvola avrebbe provocato lo sversamento, e afferma ancora in una nota la Iplom che l’incidente si è prodotto mentre era in corso il trasferimento di greggio da una nave nel porto Petroli di Multedo. Col conseguente calo di pressione il pompaggio è stato immediatamente interrotto, spiega nel comunicato la società per azioni, sarebbe stato subito attivato il piano di emergenza che prevede l’utilizzo di panne, di mezzi autospurgo e di una briglia sifonata nel tratto terminale del fiume Polcevera per trattenere il prodotto e assorbirlo. Nel rio Fegino sono in corso le operazioni di schiumatura per limitare l’evaporazione. A coordinare le operazioni è l’assessore alla protezione civile del Comune di Genova, Gianni Crivello, che dichiara: “La situazione sta tornando sotto controllo”ma poi nel primo pomeriggio, per fronteggiare l’emergenza, l’assessore Crivello ha aperto una seduta del Coc, il Centro operativo comunale, sigla conosciuta nell’entroterra abruzzese, soprattutto dopo il 2009.

Approfondimento da Il Secolo XIX