Sulmo è Polo di attrazione. Obiettivo: mantenere i servizi essenziali

Sulmona (Aq). La città  deve essere considerata Polo di attrazione anche per mantenere e attrarre servizi essenziali, ha tutte le carte in regola per esserlo e a confermarlo è Aldo Ronci , del Centro studi regionale della Cna.

Aggiornamento

image

Il capoluogo peligno ha tutti i requisiti per essere Polo di attrazione anche se qualcuno punta al ribasso per questo territorio dell’entroterra. Un ospedale sede di Dea di I livello, una stazione ferroviaria di categoria Silver e un’offerta scolastica secondaria, questi i requisiti che per Sulmona sono messi a rischio. Negli utlimi anni Sulmona ha perso mediamente 100 abitanti ad anno e nei primi 11 mesi del 2015 ne ha persi 275 quasi triplicato il decremento  medio  degli ultimi anni.
Quale futuro per un territorio in via di spopolamento al quale si tolgono servizi induspensabili peggiorando così  la qualità della vita dei residenti e rendendo insoddisfacenti le prospettive di vita degli individui che vi  risiedono o vi risideranno?

Ronci, economista abruzzese, scrive che “l’agenzia per la Coesione territoriale nel predisporre la strategia per le Aree interne  ha individuato una serie di centri urbani che offrono una rosa estesa di servizi essenziali che interessano sanità, istruzione e trasporti e che fungono da attrattori e che sono stati chiamati Poli di attrazione. Affinché un comune possa essere considerato Polo deve essere in grado di offrire simultaneamente: tutta l’offerta scolastica secondaria, almeno un ospedale sede Dea di I livello e almeno una stazione ferroviaria di categoria Silver. Sulmona nella classificazione dei comuni predisposta dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica(Dps)  nel 2012 era stata inserita tra i Poli di attrazione mentre in quella attuale del 2014 non risulta  più tra i Poli, ma area intermedia nonostante possieda tutte e tre le caratteristiche richiesta e pertanto se ne richiede il reinserimento”  scrive Ronci.

Se Sulmona non è considerata più Polo di attrazione e quindi non viene individuata come centro di offerta di servizi essenziali per le aree circostanti “con il passare del tempo i servizi essenziali saranno trasferiti nei Poli di attrazione riconosciuti e sarà una vera e propria spoliazione” questa affermazione dell’economista non è una fandonia maldestramente orchestrata e propalata alla città come qualcuno vorrebbe far credere, ma è la verità ed è ciò che sta già accadendo. Maggio scorso è stata depositata una risoluzione che è stata discussa in consiglio regionale il 23 giugno scorso che impegna il presidente della giunta regionale ad attivarsi presso il Dps affinché in Comune di Sulmona venisse riclassificato Polo di attrazione.

Chi considera l’affermazione di Ronci una fandonia dimentica che nel consiglio regionale del 29 dicembre scorso ha votato a favore di un emendamento a firma del presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, e del presidente della III commissione, Lorenzo Berardinetti, il cui obiettivo è quello di ottenere un accordo tra la Regione Abruzzo e la Regione Lazio che individui nell’area di Carsoli un Polo di attrazione. Ci si domanda perché se dalla qualifica di Polo di attrazione non dipende alcuna conseguenza programmatica, né i poli di attrazione sono destinatari di specifici finanziamenti? “Se invece quel qualcuno ritiene di liquidare, in modo quantomeno sgarbato e presuntuoso, questa affermazione come fandonia abbia almeno la sensibilità di confrontarsi pubblicamente con le espressioni del territorio che istituzionalmente rappresenta, onde dare all’opinione pubblica un’informazione obiettiva, corretta e completa – prosegue Ronci – il processo di trasferimento e chiusura dei servizi essenziali è già partito in città. L’ospedale di Sulmona è da anni che viene trascurato e penalizzato sia per quanto attiene al  turnover del personale apicale, sia per quanto riguarda il rinnovo delle attrezzature non in line acon quelle di ultima generazione. Carenze queste che hanno determinato professionalità sempre più limitate e senso di insicurezza da parte dei fruitori del Servizio sanitario nazionale.

Il Piano di ristrutturazione della rete ospedaliera, proposto dalla regione Abruzzo in attuazione del Decreto Lorenzin, comporterà per l’ospedale di Sulmona una vera e propria spoliazione in quanto verrà declassato a presidio ospedaliero di base, perderà 23 unità operative su 30 e sarà dotato soltanto delle Unità operative di Pronto soccorso, Anestesia, Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Radiologia e Laboratorio analisi.

Il punto nascita, trascurato da anni, nelle intenzioni della Regione dovrà essere chiuso, ma prima andranno messe in pratica le prescrizioni indicate dall’Agenas, attivando una rete d’emergenza efficiente e istituendo un centro di elisoccorso H24. La chiusura è perseguita nonostante il Decreto che consente di derogare al limite deli 500 parti l’anno.

I trasporti, a detta dei sindacati, sono previste riduzioni delle tratte(servite da autolinee) che collegano Sulmona ai paesi del circondario con un totale di 54 mila chilometri. Questi tagli, ritenuti necessari a causa di presunte sovrapposizioni con la rete ferroviaria, provocheranno l’acuirsi dell’isolamento di alcuni paesi e territori dei comprensori Peligno Sangrino.

“Sono in atto 2 proposte, una per la costruzione di una bretella ferroviaria a Pratola Peligna per velocizzare la linea Pescara-L’Aquila e l’altra per la costruzione di una bretella autostradale Cerchio-Bussi che isoleranno quasi completamente la valle Peligna – chiarisce Ronci – Il tribunale verrà chiuso il 13 settembre 2018 . La soppressione con l’accorpamento al tribunale dell’Aquila procurerà alla popolazione del Centro Abruzzo disagi logistici e un incremento delle spese legali. La regione, dopo aver soppresso l’Ufficio di promozione turistica, ha intenzione ora di chiudere l’Agenzia di promozione culturale di Sulmona assestando così un duro colpo alla ricca e preziosa offerta culturale della Città da sempre considerata tra le risorse più importanti del territorio. Si sta smantellando il centro territoriale permanente per l’educazione degli adulti e l’Unità territoriale per l’agricoltura.

Ronci afferma con forza: “Che per rendere attivo il territorio peligno per la qualità della vita, per il benessere e l’inclusione sociale, Sulmona deve essere reinserita del Dps come Polo di attrazione e riconosciuta tale dalla Regione che con la Drg n. 290 del 14 aprile 2015 ha avallato il declassamento effettuato dal Dps. Per riuscire ad innescare processi di sviluppo la valle Peligna e la Valle del sagittario devono essere inserite tra le macro aree interne. Il territorio peligno deve essere riconosciuto Area di crisi complessa

mariatrozzi77@gmail.com