Sigilli alla discarica di Montesilvano. Niente registro su quanto scaricato a villa Carmine

Montesilvano (Pe). La Guardia costiera ha sequestrato oggi 21 mila m² d’immondizia della discarica di villa Carmine, forse non ancora ben caratterizzata secondo le dichiarazioni rilasciate dal Forum H2o. Sono stati messi i sigilli anche su 500 metri di percolato, sull’argine del fiume Saline, prodotto della decomposizione dei rifiuti e degli eventi meteorici (pioggia e neve), per anni rimasto fuori controllo.

Foto Maria Trozzi
Foto Maria Trozzi

Al commissario ad acta, Domenico Orlando, nominato dalla Regione Abruzzo circa un quinquennio fa, sono stati contestati i reati d’inquinamento ambientale, danneggiamento, getto pericoloso di cose (674 cp) e mancata bonifica del sito per lo sversamento di percolato sulla sponda del fiume Saline e quindi nelle sue acque confluenti nel mare Adriatico.

La macchia di 500 metri , una chiazza di colore scuro maleodorante, secondo gli accertamenti della Capitaneria di porto, percolava direttamente dal terreno, adiacente la discarica, composto da strati di rifiuti solidi interrati (teloni in plastica e pneumatici) che hanno persino dato nuova forma all’argine del fiume. Il liquido scuro e nauseabondo, depositato soprattutto sulla parte destra dell’alveo del fiume, a causa della pendenza del suolo, dal corso d’acqua del Saline fluiva così in mare.

Sulla vicenda interviene il Forum H20 ricostruendo in breve la storia di questa vergogna tutta abruzzese che da oltre un decennio marcisce sotto gli occhi di tutti.

La storia di una depravazione amministrativa. La discarica comunale di Villa Carmine, formata nella seconda metà degli anni ’70, è stata utilizzata sino ad un ventennio fa con il raggiungimento del tetto massimo di conferimento di rifiuti autorizzato, insomma nel 2002 la discarica fu dismessa. Interviene sulla vicenda Augusto De Sanctis, del Forum H2o che ricorda il primo incontro per la messa in sicurezza dell’area, avvenuto con la Conferenza di servizi del 2004 al ministero dell’ambiente. Già dal 2003 il Sito era d’interesse nazionale per la bonifica: “Il direttore del ministero Mascazzini, in conferenza dei servizi, chiede all’ingegnere del comune di Montesilvano cosa avessero buttato fino al 1997 nella discarica? – racconta De Santis che dopo una silenziosa riflessione il funzionario comunale risponde – Non lo sappiamo, non avevamo neanche il registro di carico e scarico dei rifiuti! D’allora, in ogni riunione ministeriale a cui ho assistito, il Comune di Montesilvano  ha mandato funzionari diversi che affermavano di non essere al corrente degli atti pregressi – il relatore del Forum H2o esibisce l’estratto di una Conferenza di servizi del 2007 – Nel 2010 il ministero per la disperazione chiede alla Regione di commissariare il Comune di Montesilvano per la discarica. La Regione Abruzzo impiega 2 anni per la nomina del Commissario. Nel 2013, senza aver bonificato un grammo di terreno, lo stesso ministero dell’ambiente fa scaricabarile declassando il sito per la bonifica da nazionale a regionale – conclude De Santis – Per anni si poteva salire liberamente sulla cima della discarica per osservare inutili, parziali e costosi interventi in deperimento. Tutte esperienze che non si dimenticano di quella che potremmo definire una vera e propria depravazione amministrativa, anche perché ci sono queste notizie, dopo oltre un decennio, a ricordarcelo”.

mariatrozzi77@gmail.com