Processionaria in trappola, ma bisogna convivere. Tempo per potare e alternative al taglio netto

Aculei minacciosi vero, occorre attenzione a passare sotto certi alberi segnalati, però in alcuni casi la paura diventa fobia. La processionaria è un fenomeno patologico degli alberi, causato da bruchi di alcuni lepidotteri (farfalle e falene). Fa parte delle dinamiche della selezione naturale e della rinaturalizzazione dei rimboschimenti. Bisognerebbe essere cauti, ma attenuando i troppi timori che l’insetto suscita considerato che svolge un lavoro ecologico, molto graduale, importantissimo per le superfici in cui si rinaturalizzano i rimboschimenti.

Kevin Cianfaglione
Processionaria: trappole Report-age.com 2016
Trappola per la processionaria: alternativa al taglio delle piante

Gli esperti chiariscono che è praticamente impossibile liberarsene in maniera definitiva e, anche in questo caso, bisognerebbe entrare nella logica della convivenza con la processionaria. Un suggerimento che, se ascoltato, consente un primo passaggio nel centrare l’obiettivo di contenere le infestazioni. Il passo successivo è una lotta informata e intelligente con il coinvolgimento delle amministrazioni locali e della popolazione soprattutto per la salute e la salvaguardia del patrimonio arboreo e forestale urbano che questi insetti mettono a rischio. Non parliamo solo di piante della famiglia delle Pinaceae, nel mirino della processionaria finiscono ciliegi, altre specie di Prunus, varie di quercia e altri arbusti della famiglia delle Celastrace (evonimi).

Tagliare di netto rami e tronchi non è sempre opportuno anche quando gli alberi ne sono infestati e, di solito, i fusti colpiti dall’insetto sono già in pessime condizioni. La potatura spesso può aggravare il problema soprattutto se è già caldo e se l’intervento è dettato dalla psicosi del momento, spesso pensando che sia l’unico rimedio possibile. No, come alternativa ci sono azioni meno impattanti e comunque da programmare in periodi diversi da quelli che di solito s’immaginano. Dunque mai tagliare a primavera quando il bruco è già sceso a terra, sotto un fitta coltre di terriccio. “Il taglio dei rami delle piante infette va fatto con perizia, attenzione e parsimonia – dichiara Kevin Cianfaglione, botanico, ecologo, paesaggista e naturalista abruzzese, impegnato in Francia. Cianfaglione chiarisce che: “Per avere una certa efficacia nel ridurre l’infestazione il taglio va eseguito quando le larve sono ancora nei bozzoli, prima della discesa a terra” dunque ad ottobre o in pieno inverno. “I tagli devono essere procurati con le dovute modalità, in modo da non compromettere la stabilità, la salute e la struttura della pianta. Facendo inoltre particolare attenzione ad asportare meno vegetazione possibile, in modo da evitare di favorire successivi attacchi di processionaria” con il botanico e naturalista Cianfaglione vi daremo presto innumerevoli dettagli nel dossier processionaria.

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A breve il dossier processionaria

E’ consigliabile prestare la massima attenzione a passeggio soprattutto con i bambini, evitando di passare nelle aree in cui sono segnalati i bachi soprattutto con i cani. Controllare sempre i vostri amici a quattro zampe se annusano o mangiano qualcosa a terra in particolar modo a primavera.