Discarica veleni Bussi. Il Ministero bacchetta La Gatta e risponde alle accuse del sindaco

Roma. Impossibile interrompere il capping della Solvay perché la bonifica richiede ancora tempo (oltre 2 anni e 2 mesi dall’aggiudicazione della gara per la bonifica, bando chiuso il 18 marzo scorso) ed evitare la diffusione della contaminazione, con misure di prevenzione e messa in sicurezza, è un obbligo anche del proprietario del sito pur se non responsabile dell’inquinamento. Gli allarmismi su una nuova discarica da riempire nella megadiscarica dei veleni di Bussi (Pe) vengono completamente spenti dal ministero dell’ambiente che sottolinea sulla discarica a servizio, idea abbandonata da tempo, che era d’accordo a realizzarla anche il Comune di Bussi e dunque il sindaco, Salvatore La Gatta, lo stesso che poi ancora se ne lamenta. La Gatta è stato bacchettato dal ministero dopo le accuse, scritte nella lettera del 7 marzo, contro i vertici.  Il ministero ha risposto al primo cittadino con una missiva precedente il decesso del commissario per la bonificaAdriano Goio. 

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Salvatore La Gatta immagine Notizie d’Abruzzo

Una raffica di incoerenze ministeriali per La Gatta che così denuncia sull’operato per la bonifica e la reindustrializzazione del Sito d’interesse nazionale (Sin) di Bussi. Il sindaco imputa al Mina la responsabilità di pericolosi progetti che da un lato spingerebbero Solvay, società tuttora proprietaria di gran parte del polo chimico, ad abbandonare il sito sottraendosi agli impegni presi. Dall’altro contesta pesantemente le mancanze del ministero che impedirebbero la bonifica ambientale. Facendo così pressione, La Gatta conclude la lettera scrivendo che per sanare il tutto sarebbe bastata una comunicazione immediata, del ministero a Solvay, d’interrompere le opere di capping delle aree esterne al polo chimico che competono alla società belga.

Possibile interrompere l’operazione di capping, risponde il ministero, ma a condizione che gli interventi di bonifica siano imminenti. Circa 810 giorni dall’aggiudicazione della gara, per la bonifica, sono un tantino troppi per dire che è prossima ad attuarsi. Dal ministero viene chiarito che dalle recenti analisi dell’Agenzia regionale per tutela ambientale (Arta), le acque di falda sono contaminate principalmente da solventi clorurati e quindi le attività vanno attivate quanto prima. Sul rinnovato timore della discarica da formare nella discarica dei veleni, il Mina risponde al sindaco che da tempo l’ipotesi è stata scartata e di questa discarica, non pericolosa – a servizio della bonifica –  che un tempo si voleva realizzare, anche il Comune di Bussi era al corrente e persino d’accordo. Ingiustificate dunque sono le preoccupazioni di La Gatta che sembrano assumere una connotazione davvero diversa alla luce di queste ultime rivelazioni. Al posto di una discarica di rifiuti non pericolosi, a servizio, la valida alternativa successivamente accolta è stata il trasporto, in discariche autorizzate per lo smaltimento, della totalità del materiale scavato e prelevato, per un costo complessivo di 44 milioni 35o mila euro.

Risposta a La Gatta, il ministero precisa 

dal documento originale:

“Sulle misure di prevenzione delle aree esterne, a monte del sito, quella delle discariche 2A e 2B e di un’area vasta nella quale sono stati depositati rifiuti in modo incontrollato, la finalità è di impedire la diffusione della contaminazione nelle more del completamento degli interventi di bonifica. In base al Testo unico sull’ambiente Solvay è il soggetto obbligato a provvedere alle misure di prevenzione e messa in sicurezza d’emergenza necessarie. Questo anche in base a quanto conferma il Consiglio di Stato (Adunanza plenaria 25 settembre 2013 ord. n. 21) “Il proprietario non responsabile è gravato da una specifica obbligazione di facere che riguarda però soltanto l’adozione delle misure di prevenzione di cui all’art. 242 (che all’ultimo articolo del comma 1 ne specifica l’applicabilità anche alle contaminazioni storiche che possono ancora comportare rischi di aggravamento della situazione..)”.

Per le aree a monte dello stabilimento industriale, sulla base dei dati di caratterizzazione disponibili, la Conferenza di servizi sul Sin nella quale partecipò anche il Comune di Bussi (verbali 14.12.2009 e 6.12.2012), ha prescritto l’adozione di misure idonee a impedire la diffusione dei contaminanti presenti nella falda sottostante le aree di discarica e la lisciviazione di contaminanti dai rifiuti stoccati in modo incontrollato, e concordato nell’individuazione di una copertura superficiale (capping) e dell’emungimento delle acque di falda contaminate quali misure più idonee.

Solvay nel 2014 ha proposto per le aree a monte dello stabilimento industriale, la realizzazione di un capping di tipo leggero, il monitoraggio dei piezometri esistenti e un sistema di emungimento in corrispondenza dei piezometri che presentano le maggiori concentrazioni di contaminanti.

Dalla recente nota di Solvay del 1.3.2016, emerge che ad oggi sono state eseguite le seguenti attività: rilievo topografico, individuazione, segnalazione e adeguamento dei piezometri di monitoraggio esistenti, disboscamento e decespugliamento, caratterizzazione e smaltimento dei residui vegetali rimossi, rimozione e smaltimento dei rifiuti superficiali rinvenuti (legno, plastiche, apparecchi obsoleti, ingombranti vari), demolizione di strutture in calcestruzzo/muratura e  loro avvio a smaltimento/recupero, gestione di materiali contenenti amianto rinvenuti secondo la normativa vigente, regolarizzazione e riprofilatura delle superfici di intervento, realizzazione di un sistema di regimazione e allontanamento delle acque meteoriche. Per maggio 2016 è previsto il completamento degli interventi del primo stralcio del progetto di capping, che comprende la realizzazione del capping della sub area 1 relativa alla zona immediatamente a monte della centrale Edison. 

In merito alla richiesta di sospensione del capping avanzata dal commissario delegato, in quanto contrastante con le intervenute previsioni di rimozione dei rifiuti descritte nel progetto preliminare di bonifica delle aree esterne (novembre 2014), redatto dal medesimo commissario, la scrivente Direzione in coerenza con gli obblighi derivati dalla norma e già specificati (obbligo di adozione di misure atte a impedire la diffusione della contaminazione nelle more degli interventi di bonifica) e con i deliberati della Conferenza di servizi, ha sottolineato che la sospensione, anche solo parziale di queste misure è giustificabile solo se l’effettiva esecuzione degli interventi di bonifica è incipiente.

Al riguardo si evidenzia che le tempistiche comunicate dal Commissario delegato, note anche a codesto sindaco, prevedono l’esecuzione dei lavori in 810 giorni dall’aggiudicazione della gara la cui fase di ultimazione procedura è prevista entro il mese di giugno 2016. Tali tempistiche non consentono alla scrivente di sospendere gli obblighi di prevenzione. 

In fine si evidenzia che Arta Abruzzo nella recente nota (25.2.2016) ha sottolineato che gli accertamenti eseguiti a novembre 2015 nelle aree esterne site a monte dello stabilimento industriale hanno permesso di evidenziare che le acque di falda sono contaminate principalmente da solventi clorurati e sporadicamente da boro e che le criticità maggiori si riscontrano a valle delle 2 discariche 2A e 2B. Pertanto – scrive Arta Abruzzo nella nota citata – le attività di Mise Mipre delle matrici ambientali dovranno essere attivate nel minor tempo possibile”.

Qualora Solvay, alla luce della richiesta di sospensione del capping avanzata dal commissario e da codesto comune nonché dal recente parere di Arta Abruzzo, ritenesse di avanzare una nuova proposta progettuale di misure di prevenzione, sarà cura di tutti gli enti e istituzioni coinvolte nel procedimento e partecipanti alla Conferenza di servizi del Sin, valutarne l’idoneità.

Sulla paventata previsione di realizzazione di una discarica di servizio alla bonifica delle aree esterne. Nel corso delle riunioni tecniche tenute nel 2014 a cui ha partecipato anche il Comune di Bussi  (verbali 11.6.2014, 28.7.2014, 15.9.2014) si era discussa la possibilità di realizzare una discarica in loco, a servizio della bonifica. Tali previsioni sono state evidentemente superate dal Progetto preliminare di bonifica delle aree esterne trasmesso dal Commissario delegato a novembre 2014 che prevede la rimozione di tutto il materiale di rifiuto e l’eventuale terreno misto a rifiuti. 

Nello specifico:

  • A maggio 2014 Solvay aveva presentato uno studio di fattibilità per la realizzazione di una discarica di servizio per il conferimento dei rifiuti che sarebbero stati rimossi da una porzione delle aree site a monte dello stabilimento: si prevedeva la rimozione dei rifiuti presenti in circa 15 mila mq dell’area, la sistemazione – ai sensi del Dlgs n.36/2003 – della discarica 2B (per rifiuti pericolosi) esistente con ampliamento per poter conferire rifiuti provenienti da dette aree.
  • Nei mesi di giugno, settembre 2014, al fine di completare l’intervento su tutti i 55 mila mq delle aree a monte dello stabilimento industriale, si era convenuto che il commissario delegato avrebbe elaborato un progetto di rimozione dei rifiuti complementare alle attività già previste da Solvay. In particolare al fine di diminuire il rischio residuo sulle aree e per ridurre l’impatto sulla popolazione, il commissario intendeva provvedere alla rimozione di tutti i rifiuti pericolosi dal sito e alla realizzazione di una discarica per soli rifiuti non pericolosi o inerti, per un costo di circa 40 milioni di euro. Grazie alle sinergie individuate si stimava un risparmio di circa 10 milioni di euro di fondi pubblici, che sarebbero potuti pertanto essere utilmente impegnati nella bonifica di altre aree da reindustrializzare. A riguardo vedasi verbale della riunione del 15.9.14, sottoscritto anche da codesto sindaco e pubblicato sul sito Web del Ministero; 
  • con nota del 29.9.2014 la scrivente Direzione ha chiesto a tutti gli enti di fornire al commissario le proprie valutazioni, integrazioni e correzioni in merito alle linee guida progettuali illustrate dal Commissario nel corso della citata riunione del 15.9.2014, al fine di accelerare il processo di risanamento del sito. In particolare chiedeva alla Regione di proporre eventuali soluzioni alternative alla realizzazione in sito di una discarica per i rifiuti non pericolosi derivanti dalla bonifica in attuazione dei principi e criteri stabiliti dal vigente Piano regionale di gestione dei rifiuti;
  • Con nota del 28.10.2014 la Regione Abruzzo comunicava la rispondenza ai localizzativi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, per l’area individuata dal commissario al fine di realizzare una discarica per rifiuti non pericolosi, fatta eccezione per l’indicatore Vulnerabilità della falda, e segnalava pertanto la necessità di verificare la soggiacenza della falda (franco di almeno 2 m di acquifero non confinato) in quanto estremamente variabile in zona;
  • in data 24.11.14 il commissario delegato ha trasmesso la documentazione relativa all’intervento di bonifica aree esterne Solvay in Bussi sul Tirino Progetto preliminare che prevede la rimozione di tutto il materiale di rifiuto e l’eventuale terreno misto a rifiuti presente nelle aree esterne (5,5, ettari) fino a raggiungere valori ammissibili di Concentrazione soglia di contaminazione sui terreni in sito e il trasporto a discariche autorizzate per lo smaltimento della totalità del materiale scavato, per un costo complessivo di 44 milioni 35o mila euro, poi ridotto a circa 38 milioni 532 mila euro come risulta dal bando di gara pubblicato dal commissario a dicembre 2015; tale documento è stato esaminato nel corso della Conferenza di servizi istruttoria convocata dalla scrivente Direzione e tenutasi il 6 febbraio 2015 che ha formulato una serie di osservazioni;
  • infine il commissario con nota del 14 maggio 2015 ha comunicato di voler assumere la totalità e responsabilità del procedimento di approvazione dei progetti che ha fatto predisporre e di autorizzazione dei relativi interventi di bonifica e messa in sicurezza.

Il citato progetto preliminare di bonifica delle aree esterne è stato infatti approvato dalla Conferenza di servizi  convocata e presieduta dal medesimo commissario il 15 giugno 2015 ed è oggetto del bando di gara predisposto dal commissario e pubblicato a dicembre 2015″.