Inchiesta appalti: 4 ore di interrogatorio di garanzia in carcere per il sindaco di Tagliacozzo

Avezzano (Aq). Interrogatorio di garanzia in carcere per il sindaco di Tagliacozzo (Aq), Maurizio Di Marco Testa, arrestato ieri nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione clientelare degli appalti, nel Comune marsicano, condotta dalla procura della Repubblica di Avezzano. Agli arresti domiciliari sono finite 3 persone: l’assessore al turismo e cultura, Gabriele Venturini, l’architetto Carlo Tellone e il capo dell’ufficio tecnico del Comune marsicano, Giampaolo Torrelli.

Venturini e Di Marco Testa Report-age.com 2016Almeno una delle turbative d’asta contestate a Di Marco Testa è completamente inventata secondo l’avvocato del sindaco, Roberto Verdecchia, avrebbe riferito all’inviata del Tg3 Abruzzo, Daniela Senepa, che ne dà notizia nell’edizione delle ore 14 del telegiornale regionale. Appena uscito dalla casa circondariale di Avezzano, l’avvocato dichiara di aver chiesto per il suo assistito, Maurizio Di Marco Testa, la revoca della misura cautelare. Al sindaco, da ieri rinchiuso nella struttura, sono contestate 2 turbative d’asta e una tentata concussione e su questo ha risposto nelle 4 ore di interrogatorio di garanzia oggi, nel carcere San Nicola di Avezzano, per l’inchiesta sugli appalti svolti in questi anni del Comune di Tagliacozzo. L’indagine è stata avviata a fine 2014 dai Carabinieri di Tagliacozzo. Nel registro degli indagati sono iscritte 16 persone. A far attivare l’indagine è stato il consigliere di minoranza, Alfonso Gargano, poliziotto che nel 2011 era assessore ai lavori pubblici e che sarebbe stato estromesso dall’incarico per non aver ceduto alle presunte pressioni del sindaco per agevolare l’architetto Tellone nell’affidamento di un incarico progettuale per l’ampliamento del cimitero comunale. La realizzazione dell’area nuova del cimitero, dei loculi, che ad agosto 2011 richiedeva un intervento per un costo di 1 milione di euro.

Altri 2 assessori di Tagliacozzo sono iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta, il vice sindaco Angelo Poggiogalle e l’assessore Antonio Amicucci, insieme a degli imprenditori e professionisti della località marsicana. I reati contestati dalla procura della Repubblica di Avezzano vanno dalla tentata concussione, alla turbata libertà degli incanti, dalla frode nelle pubbliche forniture alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.