Morto Goio, commissario delle acque e per la bonifica della discarica Bussi

Trento. È morto Adriano Goio, commissario per il risanamento del fiume Aterno Pescara e per la bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin)  Bussi sul Tirino (Pe) con i veleni interrati del polo chimico.

Aggiornamento

Adriano GoioAnche se malato da tempo, sarebbe dovuto rimanere in carica sino a fine giugno il Commissario straordinario per la bonifica dell’ex polo chimico di Bussi sul Tirino (Pescara), architetto nato nel 1936 a Trento.  Dal 1972 al 1980 è stato responsabile tutela paesaggistica delle valli di Fiemme, Fassa e Primiero e dal 1980 dirigente dell’ufficio urbanistico della Provincia di Trento, sindaco di Trento dal 1983 al 1990. Da quest’ultimo anno e sino al 2004 ha ricoperto l’incarico di segretario generale dell’autorità di bacino del fiume Adige.

Dal 2006 è stato commissario per il risanamento del fiume Aterno-Pescara. Goio è stato inviato in val Pescara dal governo Berlusconi, su richiesta e segnalazione nominativa di Ottaviano Del Turco che 10 anni fa era presidente della VIII legislatura della Regione Abruzzo. Il Commissario per le acque era stato nominato tramite ordinanza del Consiglio dei ministri, il 9 marzo 2006, dunque prima della scoperta della mega discarica dei veleni Tremonti e del grave inquinamento delle acque del fiume che fiancheggia i terreni inquinati. Con ulteriori provvedimenti il commissario Goio è stato investito, nel 2007, del compito di risolvere la situazione d’emergenza per le discariche del polo chimico con interventi di messa in sicurezza e bonifica e “con poteri straordinari, autorizzato a poter agire al di fuori delle leggi vigenti per il raggiungimento rapido dello scopo”. L’incarico governativo per il Sin gli era stato prorogato di altri 6 mesi con la legge di Stabilità 2016 e con l’emendamento Castricone si sarebbe concluso a giugno, definitivamente. Dopo 10 anni, solo a dicembre il commissario pubblica il bando di gara per la bonifica del sito industriale contaminato dai veleni tossici. Il bando è chiuso da poco, il 18 marzo e avrebbero risposto 5 gruppi di imprese. La bonifica del Sin è inesistente a 10 anni dalla sua nomina.

L’obiettivo per l’Abruzzo, ora, è di arrivare all’assegnazione dei lavori per la bonifica, sino a giugno qualcuno ai vertici regionali sicuramente chiederà di prendere le redini della situazione soprattutto per mettersi alla guida del risanamento, delle acque, così per non disperdere le energie impegnate e per non lasciare in sospeso un’opera che attende da tempo di essere conclusa.